Prime nozze omosessuali: Bruno e Vincent - SenzaBarcode

Prime nozze omosessuali: Bruno e Vincent

Bruno e Vincent il 29 maggio 2013, dopo sette anni di vita insieme hanno finalmente potuto coronare il loro amore davanti alla legge francese. A Montpellier, il sindaco Helene Mandroux ha celebrato le prime nozze omosessuali in Francia.

Oltre ai cinquecento invitati, alle autorità, al Sindaco socialista ed alla foto di Holland, ai festeggiamenti hanno voluto “partecipare” degli attivisti OMOFOBI, che armati di fumogeni e slogan dell’epoca del mesozoico hanno provato -inutilmente- a rovinare le nozze ai due sposini.

Per fortuna gli “attivisti senza cervello” erano pochi, ma le forze dell’ordine della cittadina si sono comunque dovute mobilitare per evitare inutili scontri durante la cerimonia. In effetti con tutti i problemi che l’Unione Europea deve affrontare in questo periodo, ci mancavano solo le nozze omosessuali che, come il Papa Emerito ha ricordato, “minano la pace nel mondo“…

La festa è però continuata con un magnifico ricevimento ed una torta alta un metro e mezzo con in cima due statuette di due uomini.

La legge Taubira è stata approvata dal parlamento francese con 331 voti favorevoli e 225 contrari.

Io provo in tutti i modi a pensare al perché qualcuno dovrebbe essere contrario ai matrimoni gay, ma in realtà non riesco a trovare una risposta logica alla stessa domanda. Non capisco cosa ci sia di così sbagliato, né come la felicità di due persone, che non intacca minimamente la libertà degli altri individui, possa provocare un qualsivoglia problema all’interno di una comunità. E’ incivile non permettere ad ogni componente della società di avere dei diritti, è anticostituzionale che lo Stato voglia intervenire – non legiferando- sulla vita privata dei suoi cittadini.

In Italia siamo costretti ad ascoltare commenti deliranti, omofobi e razzisti di gente come Giovanardi che incita ad una violenza e che nei ragazzi in piena adolescenza può creare disturbi e sensazioni di inadeguatezza.

Di stamattina – 30 maggio- è la notizia di un ragazzino che, a causa degli insulti dei coetanei, e delle continue liti con il padre a causa della sua omosessualità- ha provato a suicidarsi buttandosi da una finestra della sua scuola. Preferire la morte ad una vita di scherno e lotta, non solo per vedere affermati diritti naturali, ma per l’essere semplicemente se stessi.

Il sindaco uscente, Gianni Alemanno, è andato a far visita al ragazzo, ricoverato al San Camillo con entrambe le gambe spezzate – ma per fortuna non in pericolo di vita-, invitandolo al Campidoglio non appena la salute glielo permetterà. Nella Capitale aspettano il ballottaggio, è vero, e questa visita è la dimostrazione che a volte, per un voto si venderebbe l’anima anche al diavolo. Solo pochi giorni fa lo stesso Alemanno ha dichiarato con orgoglio il suo netto rifiuto al registro delle coppie omosessuali, parlando delle radici cattoliche di Roma, come se l’omosessualità o il sostenere i diritti fondamentali di OGNI individuo fosse una cosa di cui vergognarsi.

Quando riusciremo a capire che la vera vergogna la deve provare chi “soffre di omofobia” allora forse riusciremo a diventare uno Stato degno di essere chiamato civile e moderno.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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