Influenza aviaria: nuovo virus H7N9

Il nuovo virus dell‘influenza aviaria H7N9 ha delle caratteristiche che lo rendono difficilmente individuabile nei volatili, ma altamente pericoloso per l’uomo. I casi di contagio fino ad adesso ammontano a 102, di cui 20 morti.

Influenza aviariaLo scorso 1 aprile è stata individuata in Cina la presenza di una nuova forma di influenza aviaria, il cui virus è chiamato H7N9, meno letale del suo parente H5N1 diffusosi nel 2009, ma comunque pericoloso perché fino ad adesso non era mai stato riscontrato negli uomini. Esso è un virus influenzale di tipo A che fa parte della famiglia H7, quindi di influenze che solitamente colpiscono gli uccelli. Fino ad oggi il numero delle persone infette è di 102, e il numero dei morti è salito a 20. I casi di contagio sono quasi tutti concentrati nel sud-est della Cina, e in particolare nella città di Shanghai, nella quale sono stati registrati 33 casi di contagio di cui 11 morti, e nelle vicine Zhejiang, Jiangsu e Anhui. Un contagio anche a Pechino. Dopo la scoperta di campioni di pollame infetti, di cui più di 9 nel mercato di Shangai e altri in due mercati della zona di Minhang, sono stati abbattuti i 20mila esemplari in vendita al mercato di Shangai ed è stata ordinata la sua chiusura.

Il virus H7N9 ha delle caratteristiche particolari e soprattutto più “evolute” rispetto all’ H5N1, perché sembrerebbe essersi formato da una combinazione di altri virus diversi, e la sua particolarità consiste nel fatto che può agire inosservato perché ha una bassa patogenicità nel pollame. Questo significa che il virus H7N9 non è mortale per i volatili infetti, al contrario del virus H5N1 che invece era in grado di uccidere interi allevamenti di polli. Ciò costituisce un grosso ostacolo per i ricercatori e per gli scienziati che non avendo più la mortalità dei volatili come indizio per individuare il virus, si trovano a dover analizzare e campionare molti esemplari, perché il virus potrebbe potenzialmente essere ovunque. Dai volatili però il virus può contagiare mammiferi e uomini invadendo le loro vie aeree come un qualsiasi virus influenzale. In un primo momento infatti i sintomi sembrano proprio essere gli stessi, polmonite, tosse, febbre, difficoltà respiratorie, pur manifestandosi in una maniera molto forte e violenta. Per fortuna, non ci sono ancora prove di trasmissione del virus da uomo a uomo, e questo tiene lontani i rischi di una diffusione dell’influenza aviaria a livello internazionale e lo scoppio di una pandemia.

La FAO –Food and Agriculture Organization of the United Nations– alla luce delle infezioni e dei decessi causati da questo nuovo virus e della difficoltà di individuarlo poiché non causa sintomi negli animali, ha lanciato l’allerta e ha indicato alcune misure di biosicurezza e igiene necessarie ad arginare i contagi: per i contadini tenere monitorati e isolati i loro polli e volatili, ed eliminare gli animali eventualmente infetti, a tutta la popolazione invece sono rivolte misure preventive, quali tenere gli animali separati dai luoghi dove vivono le persone, lavarsi sempre e accuratamente le mani e mangiare la carne solo se ben cotta.
Nel frattempo negli Stati Uniti il Centers for Disease Control and Prevention sta svolgendo alcuni studi per sapere di più su questo sconosciuto virus e per trovare un vaccino a questa nuova forma di influenza aviaria.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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