Damasco tracce di sostanze chimiche

Secondo una ricerca scientifica effettuata su un campione di terreno in una zona nei pressi di Damasco i Servizi Segreti londinesi hanno affermato di aver rilevato tracce di sostanze chimiche.

Gli esami tossicologici sono stati effettuati nel laboratorio del Ministero della Difesa britannica a Port Down nel Wiltshire. Gli scenziati che hanno effettuato le analisi affermano che, al di là di ogni ragionevole dubbio, la presenza di sostanze chimiche presenti nei campioni contengono sostanze tossiche che non possono essere confuse con residui di gas utilizzato nelle operazioni anti-sommossa. Quello che non è al momento chiaro è quale delle due parti in conflitto possa averlo utilizzato.

Armi chimiche

 Si tratterebbe quindi della prova che in quell’area è stato fatto uso di armi chimiche. La notizia, che è stata diffusa dal quotidiano The Times, cita fonti della Difesa rivelando che fino ad ora la notizia era stata tenuta segreta.

Tanto Assad quanto i vari gruppi schierati al suo fianco puntano il dito sulle forze amate ribelli. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva degli Emirati Arabi Uniti, Al Arabya,   nella giornata di sabato sono stati ritrovati tre morti, una donna e due bambini, vittime di un ordigno chimico e di sedici feriti, nell’area di Aleppo, per mano delle forze di Assad. I medici che hanno curato i feriti, affermano che questi presentavano sintomi come “allucinazioni,  attacchi di vomito e abbondante produzione di muco, oltre ad un intenso bruciore agli occhi”.

Già un mese fa nei pressi di Khan al-Assal, nel Nord del Paese sono state ritrovate carcasse di animali uccisi, secondo le testimonianze degli abitanti della zona, con agenti chimici, forse per testarne l’efficacia. Alla richiesta delle Nazioni Unite di effettuare ulteriori rilievi nella zona di Khan al-Assal, Assad ha dichiarato la propria disponibilità precisando però che non avrebbe consentito di effettuare campionature altrove per ragioni di ordine militare.

Intato Londra e Parigi fanno pressioni per ottenere una sospensione dell’embargo di armi ai ribelli in quanto tale restrizione non farebbe altro che aumentare la potenza di Damasco, mentre gli USA affermano che se queste notizie fossero confermate, in quell’area di scontri si sarebbe superata la linea rossa stabilita dalle regole internazionali. A questo punto c’è da pursi una domanda: per le vittime civili di questo conflitto cambierebbe qualcosa essere uccise da un ordigno convenzionale o dal Sarin?

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