Gli Stati Uniti decidono di mantenere un basso profilo

Dopo avere mostrato tutta la sua potenza militare, gli Stati Uniti hanno deciso di mantenere comunque un basso profilo per non incrementare le tensioni già alte a Sud del 38° Parallelo. Il timore è che, nonostante la Corea del Nord abbia lanciato il guanto di sfida al governo di Seul, ora cominci a sentirsi stretta e minacciata dagli stessi eventi che ha innescato col rischio che dalla retorica propagandistica, la parola passi invece alle armi e qui si parla di conflitto termonucleare.

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Al di là dei tragici scenari che si possono immaginare, vanno tenuti in debita considerazioni i risvolti prettamente ecologici che la faccenda potrebbe creare. Il pianeta è già abbondantemente messo sotto pressione dall’inquinqmento, dall’effetto serra e dall’aumento esponenziale della popolazione per non parlare della desertificazione e della forbice che aumenta sempre più tra un mondo “ricco” e un mondo “povero”. Le conseguenze di un conflitto di questa portata sarebbero di immane portata come ha ricordato l’ex leader cubano Fidel Castro. Intanto gli osservatori internazionali tracciano un profilo psicologico del dittatore nordcoreano. Nato e cresciuto all’ombra del padre Kim Il Sung è il più giovane leader del pianeta e forse questi suoi atteggiamenti estremi che sta dimostrando al mondo, altro non sono che il tentativo di affrancarsi di questa scomoda eredità che è la sua discendenza, per questo la sua retorica stalinista-confuciana. Forse proprio la giovane età e la poca saggezza lo portano a voler dimostrare la propria personalità, ma, mentre sposta ingenti capitali nella produzione bellica e si atteggia a potenza nucleare, tralascia di guardare al suo popolo che soffre per una grave crisi economica acuita dalla recente chiusura del polo di collaborazione intr-coreano di Kaensong con il la conseguente “messa a casa” di 53000 lavoratori.

Intanto da quelle parti si parla della messa in posizione del primo stadio di un missile a lunga gittata che, secondo quanto riportato dall’agenzia sudcoreana Yonhap, si trova nella base missilistica di Dongchang-ri nel nord ovest del Paese a ridosso del confine con la Cina. Tale vettore, afferma Pyongyang, è destinato a mettere in orbita un satellite ma, secondo l’intelligence della Corea del Sud, sarebbe in grado di colpire le coste occidentali degli Stati Uniti. Inutile immaginare se questa spaventosa ipotesi dovessere prendere piede. Come reagirebbero gli USA ad un attacco fatto direttamente sul suo territorio? E quanti altri paesi potrebbero unirsi ad un eventuale conflitto?

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