13) La Sindrome Fibromialgica, effetto della PAS

fibromialgiaLa Sindrome Fibromialgica (SFM)

Da La bestia sta nel corpo dell’angelo, SBC edizioni di Sheyla Bobba

… Sono certa e convinta che anche la sua adolescenza (della madre) sia stata molto dolorosa e proprio per questo, doveva proteggermi da quel mondo e da quella parte dell’universo fatta solo di sofferenza. Invece la sua reazione è stata questa:

“Devi vivere tutto quello che ho passato io” ma credo che abbia fatto anche di più. “Brava, ci sei riuscita, stavi per distruggermi!”

in questo libro c’è la mia storia, di figlia di separati (male), vittima di PAS grave, alla quale sono riuscita a ribellarmi con due principali risultati, mia madre passò alla violenza fisica, disumana e mio padre divenne ai miei occhi, sempre più l’idolo, vivevamo comunque una separazione forzata (per un po’ mio padre si ribello, poi si arrese; nessun mezzo economico e nessuna possibilità della revisione dell’affidamento, era il 1990 quando gettò la spugna. La legge 54 in materia di affidamento condiviso, risale al 2006) Le violenze psicologiche e fisiche, unite ad una probabile  predisposizione, hanno suscitato in me la Sindrome Fibromialgica.

Sono tante e dibattute le teorie su questa sindrome (non riconosciuta), è un insieme di sintomi (cento sono nella lista) che si riscontrano sempre associati (tramite esame dei Tender Point) e in assenza di altre malattie (esclusione). La tesi più accreditata è che sia dovuta ad un forte stress cronico all’interno dell’individuo affetto (conscio o inconscio) che altera la funzione/comunicazione dei neurotrasmettitori. Progressivamente vengono interessati il sistema endocrino e quello immunitario. La SFM è dolore cronico, ai quattro quadranti, è stanchezza cronicizzata, è la limitazione dell’individuo;

il dottor Gorla la riassunse in questa frase

“La fibromialgia non toglie un ora della vita ma avvelena ogni ora della vita”.

Ne ho sofferto gravemente per 31 anni, ero costretta alla carrozzina oltre che ad ingenti quantità di potenti anti dolorifici (che poco confortano). Il mio processo di guarigione (definitiva dopo 16 mesi) iniziò con la presa di coscienza di quel che aveva innescato il mio “blocco”. Iniziò eliminando mia madre dalla mia vita (programmatrice, narcisista da manuale, Madre Malevola). Unita ad una terapia di riabilitazione (Daniele Ugolini) e una disintossicazione sulle cellule ossidate.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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