Violence has no gender – l'esame di coscienza delle donne

Ricevo dalla cara amica Sabina Gatti che partecipò con un suo scritto alla stesura del mio libro Post Scriptum e pubblico volentieri, con preghiera di partecipazione; Da SenzaBArcode e la sottoscritta tutto l’appoggio possibile a Sabina e ai bambini. 

Ho creato questo gruppo in lingua italiana ed altri tre uguali in altre lingue (polacco, inglese, svedese) per illuminare gli adulti di queste società, perché sugli uomini sappiamo già tutto, quanto sono violenti con le donne e con i bambini, ma sulle donne non sappiamo niente.

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La donna nelle nostre società e’ sempre vista come “vittima” da proteggere, compatire e sostenere. Quindi lo scopo di questo gruppo non è quello di continuare la lotta tra i sessi, uomini e donne!
Lo scopo di questo gruppo non è una critica di donne!
Lo scopo di questo gruppo è divulgare la verità, su noi donne e madri per aumentare la consapevolezza della società, che il sesso femminile e’ tanto violento quanto lo e’ quello maschile.

La donna nelle nostre società e’ sempre vista come “vittima” da proteggere, compatire e sostenere. Quindi lo scopo di questo gruppo non è quello di continuare la lotta tra i sessi, uomini e donne!
Lo scopo di questo gruppo non è una critica di donne!
Lo scopo di questo gruppo è divulgare la verità, su noi donne e madri per aumentare la consapevolezza della società, che il sesso femminile e’ tanto violento quanto lo e’ quello maschile.

La verità sulle donne continua ad essere nascosta ed io non capisco il perché.


Nessuno crede ai bambini né ai loro padri che le mani femminili possono fare loro tanto male.
Noi crediamo che sono gli uomini ad insegnarci la violenza, ma loro non nascono con la violenza codificata in qualche gene.
Nel passato, ed ancora oggi, sono le donne che si occupano maggiormente di figli: è nelle mani femminili che tutti siamo cresciuti e continuiamo a crescere ancora oggi.

Questo calcolo non può essere sostituito con un altro e dimostra che non e’ l’uomo ad insegnare la violenza, potrebbe esserlo la donna?
– 9 mesi nel grembo materno
– i primi mesi ed anni di vita si passa con la madre, la quale se ha bisogno d’aiuto viene sostenuta da altre donne: propria madre, suocera, sorella, cognata, cugina, amica o tata.
– poi, se la donna deve ritornare al lavoro fuori casa, le stessa donne si occupano del suo bambini.
– poi abbiamo asilo nido e scuola materna
– poi scuola elementare e le medie.
Quanti uomini lavorano in quelle istituzioni?
Gli uomini possono essere accusati di assenze e abbandoni, anche loro in parte contribuiscono ad insegnare la violenza ai figli, ma siamo noi madri e donne ad essere le prime ad insegnare ai nostri figli e alle nostre figlie la violenza.
Siamo noi nelle mura domestiche, da sole, con bambini piccoli che non parlano ancora, a scaricare su di loro le nostre frustrazioni.
Siamo noi, madri e donne, per prime a distruggere la psiche di figlie e figli!
Quindi, come risolvere il problema della violenza?
Certamente non incolpando solo gli uomini per tutto il male di questo mondo!
Perché siamo noi donne, di questa generazione, che “produciamo” partner per gli uomini e le donne della prossima generazione!

E’ giunta l’ora per le donne di farsi un profondo esame di coscienza!

Non tutte le donne devono diventare madri! Non e’ un crimine non avere figli, ma è un crimine farli venire al mondo e usare violenza su di loro! Le donne dovrebbero parlare con le donne e cercare di spezzare questo circolo vizioso di violenza per avere future generazioni libere dalla violenza.
Lo scopo di questo gruppo è anche quello di mobilitare gli uomini e le donne ed organizzare una manifestazione contro la violenza sui bambini come quella che le donne hanno organizzato il 14 FEB 2013 – perché le donne non hanno pensato ad organizzare prima un evento così per i bambini?

Sono loro, i bambini, più deboli ed indifesi delle donne, per loro si deve, in primo luogo, uscire fuori sulle strade e ballare per fermare la violenza che subiscono da tutti e due i sessi, madri e padri.
Se era possibile fare questo per le donne deve essere possibile anche per i bambini e lo devono organizzare le donne assieme agli uomini.

Le donne sono bravissime organizzatrici quando si tratta dei loro diritti ma meno brave per lottare per quelli dei bambini!

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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