L'agricoltura biologica e i nuovi "green job"

BIOLOGICAL’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera e limita o esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi, e degli organismi geneticamente modificati OGM. La parola “biologica” presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l’attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico. La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di energia ausiliaria introdotto nell’ agrosistema nell’agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di energia ausiliaria proveniente da processi industriali; al contrario, l’agricoltura biologica, pur essendo in parte basata su energia ausiliare proveniente dall’industria estrattiva e meccanica, reimpiega la materia principalmente sotto forma organica.

L’Italia è il primo paese per numero di aziende bio, soprattutto in Sicilia e in Calabria, per un mercato che l’Organic Service stima  intorno ai 3,5 miliardi di euro e che da lavoro a circa 130.000 persone. A queste imprese sono state date molte responsabilità come settore chiave nel rilancio sia della produttività che della tutela ambientale, moltiplicando anche nuovi lavori “verdi” ad essa collegati come ad esempio lo zoonomo sostenibile, l’ ecoauditor  o il tecnico della qualità bio; il quale effettua controlli presso le aziende agricole e verifica che tutte le attività siano svolte nel rispetto delle normative in vigore , sarà lui al termine del controllo a trasmettere tutta la documentazione per il rilascio degli attestati di certificazione.

Non si può a questo punto non parlare dell’ energia che si potrebbe risparmiare, secondo l Enea e la Coldiretti dalle filiereagricoltura_biologica agroenergetiche  si potrebbe ottenere un risparmio di 11 Mtep. A dar credito a questo un indagine fornita da Excelsior e il ministero del Lavoro, mette in evidenza che il 40% delle imprese agricole italiane ha dichiarato di aver ridotto negli ultimi 3 anni i consumi energetici, metano 30% e elettricità 10%. E non è tutto infatti un’azienda su 10 impiega l’energia che autoproduce con tecniche che vanno dall’utilizzo di biomasse a l’energia solare e eolica.

Una figura importante già citata è l’ecoauditor , addetto al controllo degli impianti  e dei processi produttivi di un’ azienda rispetto alle norme ambientali,  in poche parole lui controlla la tipologia dei rifiuti prodotti e la loro quantità, le emissioni gassose , i consumi idrici e quelli energetici suggerendo all azienda eventuali correzioni. L’ecoauditor è di fatto stata resa obbligatoria dalla legislazione Europea.C’è poi chi si occupa di biodiversità, come l’ecologo vegetale che redige liste di specie minacciate, suggerendo come tutelarle e ripristinarle gli ambienti, o l’esperto di progettazione delle risorse agroforestali che crea vivai forestali e monitora l’ambiente in fase di allestimento di un impresa, anche in previsione di rischi come frane incendi e valanghe.

Pare sempre più chiaro hai nostri occhi come il futuro non solo del pianeta ma anche dell’economia stessa si stia spostando dalla produzione inconsapevole a una più responsabile e attenta in ogni ambito, che ha come scopo accanto a quello del lucro anche di salvaguardare la nostra salute, il nostro territorio e l’ambiente tutto.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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