Cronaca

In viaggio con Erodoto. Di Ryszard Kapuściński

beatriceIn viaggio con Erodoto è uno dei libri di Ryszard Kapuściński, nome di primo piano nel mondo del giornalismo alla vecchia maniera, quello in cui gli inviati andavano in giro per il mondo consumando la suola delle scarpe.
Parlare della produzione di Kapuściński significa aprire un capitolo estremamente ampio sulla professione giornalistica: un capitolo che, soprattutto in momenti come questo, in cui risulta estremamente faticoso trovare un dialogo con le persone che ci circondano, può rivestire un’utilità estrema per ritrovare le radici della nostra civiltà, e per considerare l’incontro con gli altri un punto di partenza imprescindibile per la scoperta del mondo.
In questo reportage lungo il grande giornalista polacco – nato nel 1932 e scomparso sette anni fa – ci porta, come è evincibile dal titolo, a compiere un viaggio sulla strada dell’opera del grande storiografo di Alicarnasso.
Ripercorrere i luoghi de Le Storie di Erodoto significa portare lo sguardo su un mondo che, secoli e secoli dopo, rappresenta ancora un coacervo di culture e tradizioni; significa andare a indagare una realtà che sanguina, e che emette grida che non possono non essere sentite da chi vive con sensibilità le dinamiche politiche e sociali del mondo contemporaneo.
Questo libro, edito da Feltrinelli come tutta la produzione del reporter polacco, è un ottimo modo per iniziare ad approcciarsi con il suo universo creativo, e, soprattutto, con la sua umanità, espressa attraverso la ricerca continua dell’incontro con le popolazioni dei luoghi dove veniva inviato.
Kapuściński ha visto colpi di stato, guerre, carestie: ha visto nascere dei cambiamenti davanti ai quali noi oggi facciamo fatica a trovare il bandolo della matassa, e questo libro può essere un valido aiuto per rispondere ad alcune domande sulle meravigliose radici della cultura occidentale.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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