Verità sfuggi menzoniera!?

Ragioniamo sul concetto di verità: quanto è giusto esprimerla e siamo sicuri che la nostra sia una”verità”?

In realtà sono più che convinta dell’inesistenza di una verità assoluta, se riflettiamo bene possiamo percepire un’infinita rete di pensieri e alcuni di loro cercano di spacciarsi per verità ma in realtà non lo sono, cioè non lo sono per noi, per chi ascolta quei pensieri che aleggiano in quest’aria troppo affollata ormai. 

Di conseguenza mi chiedo è giusto o meno esporre il proprio “pensiero”, visto che ora parliamo di quello, in un momento storico in cui per fortuna tutti “dubitiamo” ? Credo dipenda da come intendiamo classificare quel pensiero, se lo gettiamo al vento come verità assoluta non verrà mai ascoltato o preso in considerazione, adesso che ognuno può pensare, ognuno può credere, adesso che chiunque può atteggiarsi a letterato di corte, le verità, i pensieri, i concetti ormai abitano in un bordello che si spaccia per un castello di alto borgo, ma quando e come capire se un pensiero nostro o di qualcun altro è assoluto o meno? Come capire la differenza fra consiglio ed imposizione? Perché credo che il problema sia quello. 

Il popolo dubita, si, ma lo fa in modo sbagliato, in silenzio! Crede di porsi delle domande, alza il sopracciglio credendo di aver scoperto l’imposizione mascherata da consiglio ma in realtà quanti non si sottometteranno a queste false verità, a questi falsi pensieri? 

Si manifesta, si urla, il sangue scorre, le parole anche, ma sono ancora troppo deboli!

Perché non ci si appiglia più alle parole? Dubitiamo così tanto per poi credere alle menzogne e caderci dentro come in pozzo senza fondo e non siamo in grado di capire che la soluzione di tutto ciò sta nella “cultura”, il dubbio senza la sapienza non vale niente. Qualcuno è in grado di replicare!?

 

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Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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