DirittiUmaniDaLeoni

Nella favola del Piccolo Principe c’è un passo che dice: «Quando gli dite – agli adulti – che avete un nuovo amico non vi chiedono mai nulla di essenziale. Non vi chiedono mai qual è il suono della sua voce? Quali sono i giochi che preferite? Colleziona farfalle?  Invece chiedono, Quanti anni ha? Quanti fratelli ha? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre? Solo con questo pensano di aver imparato qualcosa di lui».

Questa frase descrive bene il mondo degli adulti, che vedono la vita solo attraverso i numeri, al contrario il cuore di un bambino non discrimina, non è interessato al guadagno né alla posizione sociale. Sono i giovani che devono ribaltare questa situazione e l’educazione dovrebbe aiutarli in questo. Si deve lottare per i diritti umani, lottare per quello in cui si crede. Altrimenti i diritti umani restano solo parole vuote.

Le istituzioni che dovrebbero salvaguardarli spesso non lo fanno. Sta a noi diffenderli a qualunque costo. Lo scopo di essere al mondo è quello che ogni individuo riesca a vivere una vita felice e soddisfacente, che ogni individuo possa esprimere la propria individualità, che possa esprimere quella voce interiore che ognuno ha, che possa esprimere se stesso e coltivare il proprio potenziale.

Mentre troppo spesso gli individui sono considerati solo come numeri e statistiche. Bisogna lottare per i diritti umani e non permettere che siano calpestati. Ognuno di noi ha il diritto di essere felice e il governo, le istituzioni devono lavorare affinchè ciò avvenga. Non è un’utopia, se ogni cittadino si alzasse in favore dei diritti umani, se il bene diventasse più forte del male, tutto potrebbe cambiare. Bisogna partire dal nostro piccolo mondo, cominciare a lottare dalle piccole cose. Bisogna fare il primo passo e non restare a guardare.

Bisogna alzarsi da soli come un leone che non cerca compagni, perché sono i compagni che cercano lui.

Contatta Federica  Scorpo

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Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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