Nella favola del Piccolo Principe c’è un passo che dice: «Quando gli dite – agli adulti – che avete un nuovo amico non vi chiedono mai nulla di essenziale. Non vi chiedono mai qual è il suono della sua voce? Quali sono i giochi che preferite? Colleziona farfalle?  Invece chiedono, Quanti anni ha? Quanti fratelli ha? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre? Solo con questo pensano di aver imparato qualcosa di lui».

Questa frase descrive bene il mondo degli adulti, che vedono la vita solo attraverso i numeri, al contrario il cuore di un bambino non discrimina, non è interessato al guadagno né alla posizione sociale. Sono i giovani che devono ribaltare questa situazione e l’educazione dovrebbe aiutarli in questo. Si deve lottare per i diritti umani, lottare per quello in cui si crede. Altrimenti i diritti umani restano solo parole vuote.

Le istituzioni che dovrebbero salvaguardarli spesso non lo fanno. Sta a noi diffenderli a qualunque costo. Lo scopo di essere al mondo è quello che ogni individuo riesca a vivere una vita felice e soddisfacente, che ogni individuo possa esprimere la propria individualità, che possa esprimere quella voce interiore che ognuno ha, che possa esprimere se stesso e coltivare il proprio potenziale.

Mentre troppo spesso gli individui sono considerati solo come numeri e statistiche. Bisogna lottare per i diritti umani e non permettere che siano calpestati. Ognuno di noi ha il diritto di essere felice e il governo, le istituzioni devono lavorare affinchè ciò avvenga. Non è un’utopia, se ogni cittadino si alzasse in favore dei diritti umani, se il bene diventasse più forte del male, tutto potrebbe cambiare. Bisogna partire dal nostro piccolo mondo, cominciare a lottare dalle piccole cose. Bisogna fare il primo passo e non restare a guardare.

Bisogna alzarsi da soli come un leone che non cerca compagni, perché sono i compagni che cercano lui.

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By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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