L’ultima giornata di Più Libri Più Liberi alla Nuvola di Roma si è chiusa con l’evento più atteso dello Spazio Rai: la diretta di Fahrenheit e la proclamazione del libro vincitore.
L’atmosfera nell’ultimo giorno di PLPL 2025 ha un sapore diverso. Tra gli stand degli editori che iniziano a svuotarsi e l’affollamento dell’ultimo minuto, va in scena la diretta di Fahrenheit, storico programma di Rai Radio 3. Si chiude così il cerchio di un anno di letture, annunciando il tanto atteso Libro dell’Anno.
La magia della diretta tra musica e parole
L’evento si è aperto sulle note di chitarra acustica e voce di Peppe Voltarelli, accompagnato dal violino di Luca Ciarla. Una colonna sonora che ha scandito i ritmi della trasmissione, regalando momenti di intensità con brani come “Mare Nero” e “O Cinema“.
Il cuore dell’evento è stata la presentazione a cura di Tommaso Giartosio, Florinda Fiamma, Susanna Tartaro e Graziano Graziani, che hanno introdotto i finalisti attraverso quattro percorsi tematici. Un momento cruciale affidato al giudizio di una giuria eterogenea di 36 membri, formata da un mix di studenti universitari, fedeli ascoltatori e autori della passata edizione.
Scomparire o nascondersi
Tommaso Giartosio ha condotto il primo gruppo di autori: Carmen Gallo (Tecniche di nascondimento per adulti, ITALO SVEVO), Zuzu (Ragazzo, Coconino Press) e Maicol & Mirco (Isolo, bao publishing), i quali hanno discusso la sottile differenza tra la fuga e il nascondiglio. Se per Zuzu la fuga è spesso osservata non da chi scappa, ma da chi resta, per Gallo il nascondimento dell’adulto è diverso da quello del bambino, siccome non c’è la certezza di voler essere trovati. Affascinante invece la visione di Maicol sul concetto di “Isolo”: un luogo, come il fumetto, dove si scompare tra una vignetta e l’altra, una realtà da vivere senza attendere salvataggi, in contrapposizione a una contemporaneità spesso percepita come nemica.
Le case e le città che ci abitano
Con Florinda Fiamma si è passati al tema dei luoghi.
Giorgio Ghiotti (Casa che eri, Hacca edizioni), Luigi Chiarella (Risto Reich. Il lavoro del cameriere, Edizioni Alegre) e Matteo Cardillo (Amarsi in una casa infestata, Mercurio Books) hanno raccontato le città – Roma, Vienna, Bologna – come entità vive. È emerso il concetto di home sickness, la “malattia di casa”, esplorato da Cardillo attraverso la figura dello studente fuorisede a Bologna: una città che libera ma che può diventare spazio di dolore.
A loro volta le case, come sottolineato da Ghiotti, non sono mai realtà innocenti: sono “contenitori di vite” che restituiscono e rubano qualcosa a chi le attraversa, spazi narranti infestati dalle storie di chi li ha abitati.
La visione di Chiarella che affronta il tema dal punto di vista della ristorazione in un paese lontano, dove un non-luogo diventa il centro di una riflessione sul senso di appartenenza.
Anime e Corpi nella letteratura
Susanna Tartaro presenta Rosa Matteucci (Cartagloria, Adelphi Edizioni), Alessandro Bertante (E tutti danzarono, La nave di Teseo), Wanda Marasco (Di spalle a questo mondo, Neri Pozza). Il gruppo che espone “anime e corpi” spazia dall’autobiografia più intima all’analisi sociale.
Matteucci, intervenuta telefonicamente, introduce il suo libro che mette a ferro e fuoco la propria storia di figlia. È un recupero potente della bambina raffigurata in copertina – che nessuno vedeva e che l’autrice, definendosi ormai una “bambina vecchia”, è riuscita finalmente a tirare fuori.
Quello stesso “sguardo bambino” crea un legame ideale con Marasco, dove la Torre Palasciano di Napoli, presenza fissa nello sguardo dell’autrice per quarant’anni, trascende la sua natura fisica per diventare simbolo delle memorie dell’animo.
Diverso il registro di Bertante, che abbandona i ricordi personali per una Milano tetra, grigia e polverosa. L’autore costruisce un romanzo politico che guarda con pietoso realismo ai ventenni di oggi: una generazione non peggiore delle altre, ma diversa, la cui danza diventa allegoria di una fragilità insita nell’incapacità di immaginare un futuro.
Le ombre del passato
Con Graziano Graziani il dibattito si è spostato sulla dimensione temporale.
Fosca Navarra (La notte fa ancora paura, Minimum Fax), Sergio Peter (Altavìa, Il Saggiatore), Orso Tosco (Controbuio: vivere e morire al Casinò di Sanremo, Ubagu Press) raccontano storie in cui il passato non è mai davvero trascorso, ma continua a dialogare con il presente.
Tosco utilizza i toni del noir e del romanzo picaresco per omaggiare il Casinò di Sanremo, mescolandone i ricordi dell’epoca d’oro a un presente di truffatori e “personaggi sbagliati”, animati solo dall’ottusa speranza del giocatore d’azzardo. Navarra sceglie invece una prospettiva storica e di genere. La sua raccolta attraversa un secolo, dall’Italia post-unitaria al 1968, in cui sei donne e una gatta incarnano un’unica protagonista alle prese con una “libertà addomesticata”.
Nell’approccio di Peter, infine, il tempo si misura attraverso il territorio: il contrasto tra una Milano dispersa nel consumismo e una provincia alpina arcaica diventa il terreno di scoperta per tre studenti universitari e un docente d’estetica, costretti a confrontarsi con il ritorno del selvaggio e la figura ancestrale del lupo.
Cartagloria: il Libro dell’Anno 2025
Dopo una carrellata di voci ed emozioni la tensione si è sciolta con l’annuncio finale.
La dott.ssa Annamaria Malato, presidente di Più libri più liberi, è salita sul palco per incoronare, seppur a distanza, Rosa Matteucci vincitrice con Cartagloria come Libro dell’Anno di Fahrenheit 2025.
La sua proclamazione chiude un’edizione di PLPL ricca di spunti, confermando la capacità di Rai Radio 3 di intercettare le voci più autentiche della narrativa italiana.

