Andrea Bajani vince il Premio Strega 2025 con L’anniversario. Una serata intensa tra letteratura, assenze eccellenti e riflessioni sulla politica culturale.
Il Premio Strega 2025 si chiude con la vittoria di Andrea Bajani e del suo romanzo L’anniversario (Feltrinelli), che ha raccolto 194 voti, imponendosi con autorevolezza su una cinquina di alto profilo. La cornice, come da tradizione, è quella del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ma l’atmosfera che ha accompagnato la proclamazione è stata tutt’altro che serena. A dominare la scena, insieme alla letteratura, è stata la politica culturale – intesa nel suo senso più ideologico che istituzionale – con polemiche e assenze che non sono passate inosservate.
Una cinquina di valore e una vittoria netta
Accanto a Bajani, gli altri finalisti hanno dato vita a una sfida letteraria intensa e varia per temi, stili e appartenenze editoriali. Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli) ha ottenuto 133 voti, seguita da Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) a quota 117, Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori) a 103, e Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa), fermo a 99.
Il romanzo vincitore si distingue per una prosa elegante e sobria, capace di affrontare il tema del distacco familiare con una profondità che evita ogni facile sentimentalismo. L’anniversario racconta infatti il decimo anno di separazione tra il protagonista e i suoi genitori, in un dialogo muto ma carico di implicazioni personali e culturali. Un testo che, come ha detto lo stesso Bajani, “contesta le versioni ufficiali” e rifiuta la narrazione idealizzata dei legami familiari.
Un premio al centro del dibattito
A far discutere però, ancor prima del nome del vincitore, è stata l’assenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ufficialmente impegnato a Berlino. Nei giorni precedenti alla cerimonia, Giuli aveva dichiarato pubblicamente di non aver ricevuto i libri dei finalisti e di sentirsi ormai un “nemico della domenica”, con riferimento ironico alla storica giuria del Premio. La Fondazione Bellonci ha risposto ricordando che il ministro aveva rinunciato alla sua qualifica di Amico della Domenica già al momento della nomina governativa. Una querelle dai toni surreali, che ha rischiato di oscurare i contenuti culturali della manifestazione.
A tenere il filo istituzionale della serata è stato invece Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura alla Camera. Il suo intervento ha riportato l’attenzione sul valore del Premio come momento di sintesi tra cultura alta e popolare, sottolineando il ruolo fondamentale che manifestazioni come lo Strega svolgono nel promuovere la letteratura italiana contemporanea.
Una serata densa, tra voci, musica e qualche errore di calcolo
La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai 3 e condotta da Pino Strabioli, è stata come sempre scandita da momenti di lettura, musica dal vivo e qualche sorpresa. Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini hanno accompagnato le interpretazioni di brani tratti dai romanzi finalisti, mentre Filippo Timi e Anna Foglietta hanno prestato voce e corpo alle parole scritte. Non sono mancati gli intoppi: nei primi minuti è circolata una cifra errata sul numero dei voti assegnati a Bajani – inizialmente 187 – poi corretta in diretta a 194.
A chiudere la serata, come da tradizione, il brindisi con il celebre liquore giallo. Bajani, visibilmente emozionato, ha ringraziato Feltrinelli e il pubblico con parole misurate, lasciando che a parlare fosse soprattutto il suo libro. Un’opera che, come hanno sottolineato anche molti giurati, riesce a dare voce a una forma di disobbedienza silenziosa, ma necessaria.
