Consuelo Pinna a Casa Sanremo Writers

In limine mortis di Consuelo Pinna è probabilmente il libro che non ti aspetti, ma fa rendere conto che sotto sotto a quella cosa dovremmo pensarci un po’ tutti.

La scrittura per Consuelo Pinna è una vecchia passione è un’auto terapia che riscopre in un momento difficile della sua vita. Pubblicato a maggio 2021 per Argentodorato il volume, dopo le dediche, recita:

... e ricordate: la morte non è niente. Sarò solo passata dall'altra parte.

Questa frase è presa in prestito da una poesia/preghiera di cui non si conosce con precisione la paternità, anche se il più accreditato sembra essere Henry Scott Holland che pare la pronunciò al funerale di Enrico VII. Anche se c’è chi la attribuisce a Sant’Agostino. A chiunque appartenga è perfetta per aprire In limine mortis, selezionato per la sedicesima edizione di Casa Sanremo writers.

Se lo stimolo a riprendere in mano la penna è stato un momento tragico e traumatico della tua vita la domanda che mi pongo è: cosa ti passava per la testa per arrivare a scrivere questo libro!?

A parte gli scherzi, raccontaci la tua opera.

Di cose per la testa me ne passavano tante, ciò che mi ha spinto maggiormente a scrivere questo romanzo forse è stata proprio la necessità di mettere ordine a questi pensieri. In quelle ore drammatiche, quando pregavo che mio figlio rimanesse in vita, e grazie a Dio così è stato, ho riflettuto sul senso della vita e della morte, riflessioni che hanno dato vita ai vari personaggi di In limine mortis. Elisabetta, la protagonista, è una donna che ha deciso di dare una svolta alla sua vita, ma proprio in quel momento, a causa di un malore, la sua anima lascia il corpo, rimane sospesa fra due mondi. Può vedere e sentire i suoi cari ma non può comunicare con loro. Assiste all’organizzazione del suo funerale che disapprova in tutti i punti, non riesce ad accettare questa sua nuova condizione. Nel momento in cui si sente più sola verrà in suo aiuto Cristal, un personaggio misterioso, le darà modo di vedere tutto con occhi nuovi.

“Sono stesa lì dentro. Pallida. Senza i miei adorati, imprescindibili, occhiali. Dove sono? Perché non li indosso? Vedrò sfocato per tutta l’eternità? Niente scarpe da ginnastica. Niente infradito. Tutti eleganti, al cospetto di Dio. Altro che voto di povertà, semplicità! Arriviamo tutte a passo di modella. Avrei preferito una capsula biodegradabile, sarebbe stato meglio se fossi diventata concime per terreni fertili, un germe per una vita nuova. Nasciamo nudi: perché non ci riconoscono la stessa condizione nella morte?”

Questo è un estratto del tuo libro e ne abbiamo abbastanza per parlarne ore. Quanti, soffermandosi e pensando al proprio funerale, noterebbero le stesse cose, chi sa già esattamente cosa vuole per quel momento? E la riflessione sul come arriviamo alla vita e come andiamo incontro alla morte. Tutto questo nasceva mentre scrivevi o lo avevi già dentro di te?

Era già dentro di me, scrivere mi ha aiutato a portarlo in superficie. Amo la semplicità e, come la protagonista del romanzo, non capisco le ragioni di tanta eleganza in quest’ultimo viaggio, considerando che durerà per tutta l’eternità preferirei andarci con abiti comodi, a parte gli scherzi, non credo che Dio ci giudicherà in base al nostro outfit, probabilmente ci chiederà solo se abbiamo ascoltato la nostra anima e quanto amore siamo riusciti a donare. Spesso ci preoccupiamo del nostro aspetto esteriore, il nostro bisogno di essere accettati ci spinge a tradire persino noi stessi, e così arriviamo sulla soglia della morte con un’infinità di rimpianti, in quel momento, forse, ci rendiamo conto che cercare di accontentare gli altri non è stata poi una grande idea. La buona notizia è che non è mai troppo tardi per rivolgere la nostra attenzione verso ciò che è veramente essenziale, quando ci rendiamo conto di questo, la nostra scala dei valori cambia e cambia anche la nostra coscienza.

Cosa volevi dire con questa storia?

È un invito alla riflessione su un tema che ci tocca tutti da vicino. Guardiamo alla nostra morte come un evento molto lontano, dimenticandoci quanto possa essere imprevedibile e quanto siamo fragili. Evitiamo di parlarne, è un pensiero troppo scomodo, eppure, la consapevolezza della morte può aiutarci a vivere meglio, ad apprezzare di più la vita, a capire che ogni istante è prezioso, ad abbandonare ogni attaccamento materiale. C’è una frase, o meglio una domanda che ho letto qualche anno fa in un libro: “Cosa faresti se ti dicessero che hai solo un anno di vita?”

Ho riflettuto su queste parole, le ho fatte scendere in profondità, forse è stato proprio laggiù che ho trovato il coraggio di provare a realizzare i miei sogni, ho smesso di preoccuparmi del giudizio degli altri, a volte è proprio questo che ci blocca, la paura di deludere o la vergogna per quel che diranno le persone che ci circondano. Così ho iniziato a tirare dritto per la mia strada, centrata sul mio cammino, consapevole che posso andare incontro anche a dei fallimenti, ma determinata almeno a provarci. Questo è il messaggio contenuto nel romanzo, riuscire ad arrivare sulla soglia della morte con meno rimpianti e vivere una vita piena, ogni giorno.

Tre parole chiave per descrivere Casa Sanremo writers, per te!

Inaspettato, mai avrei creduto che il mio romanzo sarebbe stato selezionato per Casa Sanremo. Emozionante, sarà un giorno intenso che ricorderò senz’altro. Possibilità, mi permetterà di far conoscere In limine mortis a più lettori.

Consuelo Pinna, a Casa Sanremo writers il 9 febbraio 2023.

L’Agenzia di promozione è SBS Comunicazione.

Per acquistare il libroPer conoscere meglio Consuelo

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

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