Gruppi chiusi e potenziali pericoli in rete: attenti all’esca 

Gruppi chiusi, sono potenzialmente pericolosi, vediamo perché e come non abboccare all’amo!

Come nel quotidiano, dove la socialità ha una parte predominante nella grande bolla personale che racchiude impegni personali, vita familiare e lavoro, anche nella vita online l’individuo cerca l’aggregazione attraverso l’appartenenza ad un gruppo. Appartenere ad un gruppo è un sentimento insito nell’uomo fin dalle sue origini tanto che nella storia abbiamo molti esempi di come i popoli nel bene e nel male amassero affermare la propria appartenenza ad un preciso gruppo sociale. Ma senza divagare troppo nel discorso storico vediamo piuttosto quali sono le caratteristiche principali che identifica il gruppo (e i gruppi chiusi).

Curiosando come al solito in un vocabolario non possiamo che affermare che la definizione di gruppo è chiara e precisa in quanto riportandoci alla matematica degli insiemi esso è appunto l’insieme di persone tra loro differenti che si riuniscono per formare un tutto – dove quest’ultima parola a mio avviso – identifica il modo di agire e di pensare che ha come scopo ultimo il raggiungimento del medesimo obiettivo. Se andiamo a curiosare invece tra le definizioni proposte da studiosi di sociologia possiamo parlare di gruppo quando vi è una persona estranea ad esso che riconosce più individui come singoli che possiedono una identificazione sociale comune. In questo contesto i singoli componenti si sentono coinvolti da un obiettivo comune ed uniti da un legame forte che dura nello spazio e nel tempo. Nel mondo fisico possiamo catalogare con facilità diverse tipologie di gruppi riconoscendoli per le loro connotazioni sia positive che negative come per esempio una banda, un’associazione, un team di lavoro.

Ma nel mondo social come funziona?

Anche se non ci riflettiamo abbiamo la tendenza ad entrare a far parte in molti gruppi social che hanno caratteristiche che più si avvicinano – se non proprio sposano in pieno – le ideologie e le passioni che più ci piacciono. Ecco dunque che si entra nel gruppo di cucina, nelle chat-room culturali, nel gruppo Whatsapp della scuola e piano piano ci si ritrova ad appartenere a molteplici gruppi online e a frequentare sempre meno gruppi di socializzazione nel mondo fisico. Ma finché il nostro avatar viene stimolato positivamente da gruppi innocui non ci sono problemi. Il pericolo nasce nel momento in cui ci si avvicina a quelle tipologie di gruppi chiusi che perseguono delle ideologie che comportano gravi rischi per la salute psicofisica dei suoi componenti.

In primo luogo è importante spiegare che queste tipologie di gruppo sono rigorosamente chiusi e tenuti ben nascosti alla maggior parte dei naviganti

in quanto l’adepto che ha intenzione di diventarne membro deve essere sottoposto a attività che possono essere definite delle vere e proprie prove di iniziazione con cui il singolo deve dare prova di essere fedele all’insieme e di non tradirlo rivelando l’esistenza del gruppo stesso ad altri. Quindi già in partenza vi è una duplicità che riguarda l’inserimento: da un lato il novello deve superare delle prove e dall’altro viene coccolato e tranquillizzato per evitare che lo stesso – scoraggiato dalle difficoltà che deve affrontare – possa abbandonare l’idea di farvi parte e rivelare l’esistenza dello stesso.

In altre tipologie di gruppi chiusi invece i membri definiti senior – ovvero i più anziani – agganciano i novelli andando a studiare i profili pubblici di coloro che mostrano un periodo di fragilità e con un semplicissimo invito a chattare iniziano a carpire la fiducia della vittima ammaliandola fino al punto da convincere la stessa che l’unico posto in cui è al sicuro è quella chat e che qualsiasi cosa gli venga chiesto di fare è per il bene proprio e la crescita del gruppo stesso. Purtroppo il novello non si rende conto immediatamente di essere entrato in un gruppo pericoloso e si ritrova a fare o omettere di fare azioni del vivere quotidiano in modo da ledere alla sua stessa salute.

In particolar modo bisogna fare attenzione a coloro che fanno apparire tutto troppo splendido, facile e meraviglio e che allo stesso tempo tendono a illudere la persona di avere sempre ragione su tutte le altre ideologie

Il mondo della chat chiuse purtroppo riguarda molti dei pericoli che sono presenti in rete e che riguardano il quotidiano degli adolescenti: pedopornografia, anoressia, autolesionismo, incitamento all’odio sono solo alcuni di questi gruppi sommersi.

Foto di Stefan Keller da Pixabay

Fiorella Mandaglio

Fiorella Mandaglio, nata a Erba è una giurista appassionata del mondo digitale su cui si specializza. Da anni collabora con diversi Istituti Scolastici e promuove progetti per la formazione ed il contrasto al Bullismo, Cyberbullismo e Violenza di Genere. Autrice di “Storie di Lupi Moderni” inserito nella categoria Formazione dal Servizio Scuola Studi ed Università – Progetto “Leggere nei Bibliopoint” dell’istituzione Biblioteche di Roma Capitale “Bibliografia Young Adult” pensata ad uso di insegnati bibliotecari e ragazzi.

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