Effetto Streisand Autocyberbullismo

Dopo aver trattato il MEME non possiamo accennare la rilevanza che può avere l’Effetto Streisand nei casi di Cyberbullismo.

In questa disamina non ci soffermiamo a ricordare l’evento da cui nasce il termine Effetto Streisand, ma in particolar modo riflettiamo sul fatto che la caparbietà con cui ci si accinge ad entrare continuamente a verificare l’eliminazione di un post offensivo genera l’aumento delle visualizzazioni del contenuto rendendolo appetibile per la rete.

In particolare ci si riferisce alla costanza con cui – con intento benevolo- la vittima di bullismo cibernetico che ha inoltrato una segnalazione di rimozione di un contenuto ritenuto lesivo o di messa in ridicolo,  tende a ritornare più volte nella pagina che contiene quel post per controllare ripetutamente l’avvenuto intervento di rimozione da parte del gestore senza rendersi conto che la velocità con cui i contenuti vengono condivisi in rete è altissima.

Inoltre ogni visualizzazione di quel post contribuisce a sua volta a fargli acquisire un punto di forza – ovvero alza il numero di visualizzazioni – che rende di conseguenza più appetibile, visibile ed interessante il contenuto portando il sistema stesso su cui si fonda la catena dei social e notare quel post come degno di interesse e quindi nonostante la richiesta di rimozione, ad essere automaticamente riproposto per essere visualizzato da altri utenti amici o follower di quella pagina social.

L’Effetto purtroppo è spesso sottovalutato

perché il meccanismo principe della visualizzazione come punto di forza della popolarità in rete a volte non viene considerato con il giusto peso, ovvero, ci si dimentica che così come si diventa popolari grazie ai like ed ai follower che vedono e condividono, altrettanto un contenuto da rimuovere può diventare noto e sembrerà sempre più interessante tante quante più visualizzazioni riceve anche se eseguite con scopo di controllo.  In sintesi dunque possiamo dire che l’ Effetto Streisand è un fenomeno che crea ampia pubblicità mediatica ad una richiesta di rimozione di un contenuto a cui si fornisce, anche involontariamente, notorietà mediatica attraverso un contatore numerico di visualizzazioni.

Collegandolo al tema che più ci sta a cuore, ovvero quello del Cyberbullismo, questo fenomeno può essere riscontrato sotto due punti di vista: il primo riguarda appunto la continua verifica da parte della vittima, dell’avvenuta rimozione o oscuramento – già accennata – con la quale purtroppo si auto danneggia poiché alimenta la crescita delle visualizzazioni, l’altro aspetto invece, si collega al fenomeno dell’auto-Cyberbullismo.

Con questo termine si indicano quei soggetti – minori e non – che creano dei profili fake su alcuni social popolari proprio perché creati appositamente al fine di portare il partecipante ad auto infliggersi delle azioni di bullismo elettronico. In particolare vengono utilizzate delle applicazioni social che nascono con l’intento di offendere, denigrare e mettersi in ridicolo.

A questo punto entra in gioco il fenomeno prodotto dall’Effetto anche se un po’ stravolto dalla sua concezione originale:

il self-bullying inizia ad autoalimentare le  visualizzazioni e le condivisioni di quel post dove canalizza pensieri negativi, distruttivi e depressivi che ha verso se stesso generando notorietà e appetibilità mediatica verso quel contenuto denigratorio o ridicolo appositamente inserito nel proprio profilo fake. Queste tipologie di auto bullismo rientrano in forme gravi di depressione e mancanza di autostima che purtroppo necessitano dell’intervento di personale competente capace di togliere il minore dalla spirale di solitudine e mancata accettazione del sé in cui è sprofondato.

Fiorella Mandaglio

Fiorella Mandaglio, nata a Erba è una giurista appassionata del mondo digitale su cui si specializza. Da anni collabora con diversi Istituti Scolastici e promuove progetti per la formazione ed il contrasto al Bullismo, Cyberbullismo e Violenza di Genere. Autrice di “Storie di Lupi Moderni” inserito nella categoria Formazione dal Servizio Scuola Studi ed Università – Progetto “Leggere nei Bibliopoint” dell’istituzione Biblioteche di Roma Capitale “Bibliografia Young Adult” pensata ad uso di insegnati bibliotecari e ragazzi.

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