Dpi e rifiuti dei soggetti in quarantena

Raccolta speciale rifiuti per i soggetti in quarantena. Cosa bisognerebbe fare e cosa viene fatto. Dalla raccolta porta a porta per chi sta in quarantena ai Dpi abbandonati.

Chi è positivo al Covid19, in isolamento o in quarantena non deve recarsi ai cassonetti per gettare l’immondizia. Non è possibile quindi per queste persone neppure fare la raccolta differenziata. Come ci si deve comportare? Ama ha avviato il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dall’abitazione di persone soggette alla restrizione o all’isolamento. Come si attiva questo servizio? È lo stesso sito dell’Ama che informa che l’utente posto in isolamento o quarantena obbligatoria può, e a nostro avviso dovrebbe, contattare l’ASL di appartenenza la quale fornirà alla municipalizzata le informazioni strettamente necessarie per svolgere le operazioni di raccolta. Gli operatori quindi si recheranno nelle abitazioni due volte a settimana.

Pochi giorni fa l’amministratore di Ama, Stefano Zaghis, ha annunciato che vi è un ritardo, da parte dell’ASL, nel fornire i nominativi. Il servizio speciale di raccolta porta a porta viene svolto da 3 aziende private a cui Ama ha appaltato il servizio sin dal primo aprile, durante la prima emergenza covid. RomaToday, l’undici novembre, ha riportato una nota di Zaghis in risposta a una lettera/denuncia sul tema, inviatagli dal consigliere leghista Davide Bordoni e scriveva “mi permetto di condividere la preoccupazione nel garantire una risposta alle necessità della raccolta dei rifiuti a domicilio, per quei cittadini in difficoltà in quanto si trovano in quarantena obbligatoria o in isolamento a seguito dell’esito positivo al tampone”.

Il 17 novembre, proprio su questo tema e sullo smaltimento di tutti i nuovi rifiuti speciali che ci troviamo ad avere tutti noi, abbiamo sentito Piergiorgio Benvenuti

già presidente di Ama, responsabile della Consulta ambiente di Forza Italia e presidente del Movimento ecologista Ecoitaliasolidale. Non esiste infatti una raccolta differenziata neppure per mascherine, filtri o guanti. Quando non vengono abbandonati per le strade, come abbiamo visto anche con il consigliere municipale Marco Giovagnorio, vengono riposti nei cassonetti o nei cestino. I DPI sono raccolti anche indiscriminatamente nelle nostre abitazioni. L’indicazione dell’ISS e di Silvio Brusaferro, in audizione alla Commissione Ecomafie è però più precisa “mascherine e guanti vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati ma sempre posti prima dentro un sacchetto chiuso, per evitare contatti da parte degli operatori ecologici“.

L’indicazione di Brusaferro è quindi in linea con quanto dichiarato per il ritiro che Ama suggerisce per i soggetti in quarantena. I sacchetti dovrebbero essere confezionati e opportunamente chiusi con nastro adesivo o lacci per evitare accidentalmente fuoriuscite o riaperture. Possibilmente in due sacchetti uno dentro l’altro.

Visitando il sito di Amiat azienda multiservizi igiene e ambiente di Torino, si legge che “a scopo cautelativo, come raccomandato dal Istituto superiore di sanità, fazzoletti o carta in rotoli, mascherina e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati preferibilmente in doppio sacco“.

Per la sicurezza dei cittadini e del personale che si occupa della raccolta rifiuti ci auguriamo che queste indicazioni siano seguite da tutti, soggetti in quarantena e non, e che rapidamente si possa risolvere il problema di comunicazione tra ASL e Ama. Il servizio di raccolta porta a porta, rivolto a chi è in quarantena, pare essere in funzione per soli 1500 cittadini a fronte dei 4000 interessati.

Ci resta anche un interrogativo, ASL e Ama sono avvisati di ogni singolo caso?

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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