Emiliano Minnucci, in Regione per il Lago di Bracciano - SenzaBarcode

Emiliano Minnucci, in Regione per il Lago di Bracciano

Emiliano Minnucci, già deputato ora lo troviamo tra gli scranni del Consiglio regionale del Lazio a fianco di Nicola Zingaretti. Tra i maggiori sostenitori della battaglia per la salvezza del Lago di Bracciano.

È passato un anno dalla nostra prima intervista con Emiliano Minnucci, allora Deputato alla Camera dei deputati sempre nelle file del Partito Democratico, oggi è consigliere regionale. Eletto con 9250 prefereze il primo messaggio di ringraziamento ai suoi sostenitori è stato “Eletto! Grazie, grazie, grazie!!! Si parte per questa nuova avventura. Farò il massimo per non deludervi”.  Approfittiamo della sua continua disponibilità e chiediamo ad Emiliano Minnucci di rispondere ad alcune domande sempre in riferimento al Lago di Bracciano, ad Acea Ato2 e ad alcune posizioni assunte da Virginia Raggi, sindaco di Roma e della città metropolitana.

D. La sua attenzione è stata massima nei confronti del Lago di Bracciano e del Parco Regionale Bracciano – Martignano già da deputato, ora da consigliere regionale siamo certi potrà solo aumentare il suo impegno. È della scorsa settimana la notizia che la Regione Lazio mette a disposizione 30mila euro per l’istallazione di un contatore pubblico necessario a misurare le captazioni Acea Ato2 nel Lago di Bracciano. Qual’è la finalità?
R. “La battaglia a tutela del lago di Bracciano è stata lunga e intensa. Ha coinvolto tutti, le istituzioni locali e dagli stessi cittadini che, verificando le gravi condizioni del bacino, sono scesi in campo con iniziative pubbliche utili a sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente a una situazione che avrebbe potuto tramutarsi in un vero e proprio disastro ambientale. Abbiamo sfiorato il peggio. Siamo andati molto vicini alla morte del lago e del suo ecosistema. Se questo non si è concretizzato materialmente è solo e soltanto grazie alle azioni promosse in quest’ultimo anno e mezzo in ogni sede, a partire da quella Commissione all’Ambiente della Camera dei Deputati che è stata per lunghi tratti un campo di confronto tra il sottoscritto e i rappresentanti di Acea Ato2. 

In questo quadro, tra il silenzio del Comune di Roma e la protervia palesata da Piazzale Ostiense, è stato fondamentale l’impegno profuso dalla stessa Regione Lazio che, verificate le condizioni del Lago, a dicembre scorso ha obbligato il gestore del servizio idrico a considerare Bracciano come una semplice riserva idrica bloccando di fatto le captazioni. Nonostante la determinazione regionale, Acea, anche con il sostegno del Campidoglio, ha cercato un ultimo colpo di reni appellandosi al Tribunale delle Acque contro l’atto formale promosso dalla Regione Lazio. Davanti a questa arroganza e già nelle vesti di Consigliere Regionale, ho ribadito l’importanza di un contatore pubblico, utile a monitorare la portata degli eventuali prelievi. L’istallazione del contatore pubblico non è necessaria solo ai fini di controllo ma anche per garantire quel principio di trasparenza ai cittadini che, diciamocelo, in questi ultimi anni sono stati considerati sempre l’ultima ruota del carro”.
Sappiamo che Virginia Raggi e Acea hanno presentato ricorso presso il tribunale delle Acque contro la determinazione regionale del dicembre 2017 che disciplina le captazioni idriche nel Lago di Bracciano?  Qual’è l’obbiettivo?
“L’obiettivo di Acea Ato2 e della Giunta capitolina a cinquestelle è piuttosto chiaro. Stoppare la determinazione targata Zingaretti vorrebbe dire rimettere mano con forza sulle idrovore di Anguillara Sabazia per utilizzare senza mezze misure l’acqua del Lago di Bracciano al fine di scongiurare una nuova crisi idrica di Roma in vista della bella stagione”.
Il Comitato Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano chiede le dimissioni del sindaco della città metropolitana, Virginia Raggi, dichiarando “… Mettersi a fianco della sua multiservizi per difendere generici diritti dei turisti che si recano a Roma, tradisce più logiche di cassa che reali esigenze di tutela della salute pubblica…” quali sono i “generici diritti dei turisti” e in che modo verrebbero lesi?
“L’idea di bloccare l’atto formale promosso dalla Regione Lazio è quello di consentire ad Acea di prelevare senza limiti e, soprattutto, a costo zero. In quest’ultimo anno la società di Piazzale Ostiense, malgrado i paroloni a nove colonne pronunciati tra luglio e agosto scorsi, non ha messo in cantiere nessun intervento di manutenzione della rete idrica. O perlomeno, nessun intervento degno di nota e utile a ridurre ai minimi termini un’eventuale crisi idrica. Ora, con le casse piene e senza alcun sacrificio economico, il tandem Acea-Raggi, pretende di far fronte a questa eventualità tornando a utilizzare Bracciano senza alcun freno. 

Questo, qualora non è stato ancora capito, non è affatto possibile. Anzi. In quest’ottica, ribadisco ciò che ho sostenuto in questi ultimi giorni: oltre a difendere la determinazione regionale, il Presidente Zingaretti dovrebbe mettere in campo azioni utili a rafforzarla con l’obiettivo di portare il livello minimo per le captazioni da 161,90 metri s.l.m. a 163,04 metri s.l.m. come peraltro riferito dallo stesso Parco Regionale Bracciano – Martignano. Le mosse di Acea e di Virginia Raggi sono chiare: hanno iniziato con i ricorsi e continueranno infondendo quel terrorismo psicologico che già la scorsa estate ha carpito l’attenzione dei media, anche nazionali e internazionali. Lo faranno per tutelare la loro immagine e nascondendo le loro responsabilità. E lo faranno sia a danno dei romani che degli stessi cittadini lacuali”.

Finalmente siamo in prossimità della bella stagione, ma il rischio idrico è da scongiurare quanto prima. Certamente non può essere ai danni del Lago di Bracciano che lo scorso anno ha sfiorato la sua morte.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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