Effetto elezioni sui titoli di Stato italiani

Non è stato un mese di dicembre particolarmente facile per i titoli di Stato dell’Italia. Quale sarà l’effetto elezioni?

A pesare molto sull’andamento di questo strumento finanziario sono state le evidenze politiche, con la data del 4 marzo che sembra essere quella definitiva per le prossime elezioni. La settimana appena conclusa è caratterizzata da un andamento fortemente negativo per i bond made in Italy, e dal sorpasso – in termini di vantaggio – da parte di quelli portoghesi. Metà dicembre ha portato i risultati peggiori dell’anno, alle spalle solo di quelli fatti registrare nel mese di mese di luglio.

Ad influire, alzandone il valore, è proprio la possibilità che si svolgano le elezioni politiche a ridosso della primavera prossima, il 4 marzo. Una possibilità che ha molto agitato il mercato e ha portato i rendimenti dei bond decennali ha registrare un aumento dell’1,80 per cento, con un rialzo di 14 punti base su base settimanale. Si tratta di quello più consistente dall’inizio di luglio. Anche lo spread aumenta e tocca nuove cifre record, dopo quelle dello scorso ottobre: la crescita è di 15 punti base nella settimana del 15 dicembre.

I temi caldi relativi all’Italia

Gli analisti spiegano che il momento attraversato dall’Italia, legato proprio al futuro politico del Paese, ha riflessi diretti sull’andamento dei titoli di Stato. Secondo le previsioni che all’agenzia di stampa finanziaria Reuters ha rilasciato Benjamin Schroeder, strategist senior della divisione dei tassi di ING, l’impennata dei rendimenti trova una spiegazione nella “combinazione dei timori legati alle elezioni e delle imminenti emissioni in Italia”.

I bund tedeschi come bene rifugio

La preoccupazione generata dai titoli nostrani, secondo l’esperto, porta molti investitori a guardare con maggiore serenità ai titoli di Stato tedeschi. I Bund della Germania, quindi, rappresentano una vera e propria specie di bene rifugio, verso il quale riparare. Questa attenzione crescente del mercato ha portato i redimenti decennali a scivolare verso i minimi da quasi tre anni.

La Bce non rassicura i mercati

A provare a spegnere il fuoco e attutire le preoccupazioni è stata la BCE che ha cercato di rassicurare il mercato manifestando di nuovo la propria intenzione a mantenere aperto il piano di Quantitative easing. A dirlo è stato proprio il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Il QE è noto anche come scudo BTP (per approfondire la conoscenza di strumenti come i Btp 37 è possibile consultare l’approfondimento del portale Fissovariabile) proprio per l’effetto benefico che ha fatto registrare sui bond italiani. L’effetto negativo delle incertezze politiche, però, non è venuto meno nemmeno dopo le parole di Draghi.

La paura dell’ingovernabilità

A spaventare di più gli operatori finanziari è il rischio ingovernabilità a cui potrebbe essere esposta l’Italia dopo la tornata elettorale. Questa situazione, caratterizzata dall’incertezza, annullerebbe e arresterebbe il percorso di riforme che il Paese ha avviato negli ultimi anni e che ha visto una reazione positiva da parte dei mercati. Notizie negative arrivano ancora dal debito pubblico, che a ottobre non arresta la sua ascesa. Diversi, in questi giorni, sono gli avvertimenti e gli allarmi lanciati dagli analisti sul rischio Italia, i più allarmisti sono gli outlook degli strategist di HSBC e Goldman Sachs.

 

Giovanni Langella

Laurea in Marketing , perito informatico appassionato di tecnologia ed economia. Scrivo news, consigli e curiosità sul mondo che ci circonda.

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