Russia, Putin si gioca l’arma fasulla che non funzionerà

La Russia di Putin sta alzando i toni dello scontro soprattutto per evitare di rispondere sulla Siria di Assad, ma l’arma che vuole usare non funzionerà.

In Russia Putin gode di un consenso politico ampio rafforzato dopo le elezioni di settembre. Possiamo discutere sulla negazione, a volte intollerabile, dei diritti civili e politici in quel Paese, come si può disquisire sulle cause del crollo dei votanti, in costante aumento anche nei paesi occidentali, ma non si può negare questo consenso di Vladimir in patria.

Per il rinnovo della Duma in Russia hanno votato il 47.88% degli aventi diritto regalando al partito di Putin, Russia Unita, ben il 54,18% dei voti, che gli hanno fatto ottenere 343 seggi, ovvero i due terzi dell’Assemblea.

Su questa maggioranza di consensi Putin basa la sua forza in Russia e prova a rilanciare a livello internazionale difendendo l’indifendibile Assad, alzando il tiro nei confronti degli U.S.A., aumentando la tensione in Europa che è sempre più frammentata. Patetica la scena dei politici nostrani, alcuni ormai legati mani e piedi al Vladimir, e non parliamo solo dell’ex Premier di Arcore.

Ma per Putin il problema di mantenere l’arma della tensione rimane interno. Giocare l’arma della tensione significa convincere i russi che ci sia un vero pericolo che viene da ovest, e questo è il suo problema.

Hanno più potere gli anni 80 …

Ve le ricordate quelle canzonette pop un po’ orribili anni 80? Capelli lunghi e cotonati? Ma c’era anche buona musica: dagli Boney M a Gloria Gaynor, Kim Wilde ma anche i nostrani Ricchi e Poveri, Riccardo Fogli, Toto Cutugno. Che c’entrano con la crisi internazionale?

Queste canzoni pop nella Russia comunista prima dell”89 entravano quasi di straforo, si copiavano le cassette nei micro mercatini neri tra amici -piratate come si direbbe oggi-, e facevano sognare un’intera popolazione di giovani che ne avevano le scatole piene dell’ideologia che li tagliava fuori da un mondo a cui loro ritenevano giustamente di appartenere.

Quelle canzonette, più o meno orecchiabili, fanno ancora sognare i cinquantenni europei, ma fanno letteralmente andare in delirio migliaia di fan in Russia. Proprio a Mosca si tiene quella che può essere considerata da oltre un decennio senza tema di smentita la più colossale kermesse di musica pop di quegli anni: Diskoteka 80 dove tante vecchie star hanno trovato una nuova giovinezza e soprattutto rinnovato entusiasmo popolare. La gente piange, canta, si diverte, salta e balla, si traveste e gioisce. E’ uno spettacolo nello spettacolo! Ed è la stessa gente che fece implodere il comunismo perché non capiva le ragioni di quella cortina.

… e le vacanze al mare

Ma i russi degli anni 80 sono ben differenti da quelli di oggi. In Russia oggi per un buon strato di popolazione c’è un relativo benessere, sicuramente la possibilità di fare vacanze al mare ed al sole in zone che negli anni 80 erano del tutto inaccessibili. Non sto parlando dei super ricconi, i nuovi nababbi, ma di quelli che possono già ora permettersi la vacanza estiva in Grecia, in Spagna, nell’Adriatico, che possono visitare Roma, Parigi o Atene.

Il popolo russo benché sia molto nazionalista, fiero ed orgoglioso alla fine non vedrà di buon occhio il dover rinunciare alle cose conquistate dopo tanti anni. Dai 45 anni in su conoscono bene gli effetti della cortina di ferro, essere isolati, non poter partecipare e non poter vivere in comunità con l’Europa occidentale. Per chi? Per Assad?  Per un nuovo revanscismo fuori tempo massimo?

La colpa è della NATO?

Qui bisognerebbe fare un corso approfondito di psicanalisi a quei politici che si occupano oggi per esercitazioni che erano state già annunciate a luglio. Va beh, i nostri valorosi rappresentanti indignati se avessero come leader di partito Putin starebbero a scaldare caldarroste.

Provo a rivolgermi lo stesso a loro: cari scivolati per caso su un incarico, ma non vi siete accorti in questi due decenni che i confini dei paesi aderenti alla NATO  si sono un tintinello allargati? E proprio verso est dove prima vi era l’ormai defunto Patto di Varsavia? Ma cos’è la NATO?

Il c.d. Patto Atlantico che si è espanso senza che i nostri politici se ne fossero accorti fino alle repubbliche baltiche è un’alleanza militare difensiva che prevede anche esercitazioni comuni, è chiaro che nel gioco putiniano l’occasione delle manovre in Lettonia sono un pasto succulento su cui affondare i denti della propaganda, il problema è che i primi a cascarci -dalle nuvole- sono proprio i politici nostrani, gli stessi che non si sono accorti delle esercitazioni congiunte russo-cinesi a quasi due passi da casa nostra nel 2015.

Purtroppo non potremo mai vedere una eventuale Discoteka 80 in Italia, c’è il rischio che i nostri politici potrebbero scambiarla per una invasione russa.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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