L’amore non fa differenza, sono gay e amo

L’amore non fa differenza. Sono Gay e Amo di Di Persio, un libro che schiaffeggia la nostra società e una politica cieca che non tutela il diritto ad amare.

L’autrice  Samanta Di Persio, una ragazza di trentasei anni ci rende partecipi dell’amore, l’amore non fa differenza anche se gay, raccogliendo nel suo libro lettere e testimonianze di ragazzi adolescenti, uomini e donne che hanno vissuto il dramma della accettazione personale e poi pubblica, di essere omosessuali.

Sofferenza, angoscia e depressione sono i sentimenti raccontati e poi scritti dai ragazzi adolescenti. Ghettizzati dai compagni di classe nel momento più importante della loro vita di  giovani, che approdano timidamente alla scoperta del proprio corpo e della propria sessualità nell’angoscia di non essere accettati perché-diversi-.

Tutti colpevoli di non voler vedere

Il libro è una denuncia, uno specchio sociale di come noi normali cittadini ci rapportiamo e concepiamo l’amore omosessuale, discriminandolo perché riconosciamo solo la differenza, la diversità, non valutando la bellezza dell’essere semplicemente pronti ad amare naturalmente.

Fa riflettere, ci spoglia nudi difronte alla verità che sappiamo “predicare bene, ma razzolare malissimo”, se il problema è di altri è notevolmente meglio, ma quando ci tocca personalmente è tutta un’altra musica. Uno spaccato Italiano, sopratutto romano vile e codardo, dove i ragazzi insultano e picchiano ciò che temono, perché culturalmente nessuno gli ha insegnato, che non vi è niente di cui aver paura.

L’argomento omosessualità affronta il tema –educare al rispetto– entrando prepotentemente in quello che è la sfera scolastica, coinvolgendo insegnanti e istituzioni, che spendono tempo prezioso nei testi Invalsi, ma che non creano momenti di confronto generazionale a sostegno dell’individualità di ognuno, facendo sentire –l’urlo nel silenzio del disinteresse-.

Il disinteresse politico

La politica è un altro tasto dolente, proposte di legge smarrite negli anni, diritti civili, adozioni ancora in sospeso, ogni tassello giuridico che “assicurano all’individuo la possibilità di realizzare pienamente se stesso“(Trecani), è vagamente affrontato o motivo di discussione non risolta per il nostro governo. Diritti negati solo perché si sceglie di amare una persone dello stesso sesso.

Un libro che in questi anni, non doveva aver motivo di essere scritto, ma che esiste perché noi cittadini normali discriminiamo, convinti della nostra giustizia culturale e religiosa, dove amare deve rientrare in un canone predefinito, dove le famiglie devono avere un padre e una madre, dove essere solo genitori amorevoli e competenti non basta se non vi è una netta distinzione tra i due, perché un –pene– e una –vagina– possono condizionare fortemente la crescita di un bambino, che non necessita di affetto e cure parentali amorevoli e consapevoli, ma solo di nette distinzioni di ruoli.

 

Laura Ligia

Donna e mamma lavoratrice, impegnata nel sociale, appassionata della vita. Allieva Academy SenzaBarcode

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