Radical Digital Frontiers | Hermes

Il 12 aprile, TUTTO Quello che non sai vedere, non devi capire, non puoi dire, non osi raccontare. Frontiere Radicali Digitali | Hermes centro studi sulla trasparenza e i diritti umani digitali.

Aderiscono all’evento: CILD coalizione italiana Libertà e Diritti Civili, Intelligence for Democracy , Progetto Winston Smith. Il 12 aprile, a Roma in via di Torre Argentina, 76 dalle ore 9 e 30.

#Tuttoquelloche #nonsai vedere. Siamo tutti servi della gleba (digitale)

Il costo nascosto dei cosiddetti servizi “gratuiti”, offerti da multinazionali il cui business si basa appunto sulla vendita a terzi delle nostre informazioni, è ormai cronaca quotidiana.

Ma il mercato delle “app” e la loro integrazione con il mondo dei dispositivi connessi ad internet stanno cambiando ulteriormente il modello. Ad una rete pubblica e luogo anche di esperienza condivisa, si sostituiscono micromondi segmentati e singolari in cui gli utenti sono completamente in balia dei produttori. Le Cose, con i dati che raccolgono e con la loro innata capacità di condividerli mediante la rete, assorbono parti via via più rilevanti delle informazioni della vita del cittadino.

Le Cose condividono con noi i nostri spazi, indossati o addirittura chirurgicamente inseriti nel nostro corpo, sono sotto il costante controllo di terzi, ed estremamente limitato è il nostro potere nella gestione del loro funzionamento. Le Cose connesse in Rete, la cui utilità è innegabile, possono trasformarsi in Cose Cattive e, di lì, in incubi.

#Tuttoquelloche #nondevi capire. Tecnologia e ragion di stato

Il totalitarismo avanza ovunque nel mondo. Molto si dibatte sulle vicende riguardanti le dittature e le non democrazie presenti sul pianeta, ma troppo poco si affronta la problematica del processo di “democratizzazione reale” che contraddistingue le democrazie liberali del mondo occidentale. Lo stato di avanzamento della “ragion di stato” è una “peste” che affligge moltissimi governi, anche quelli che fino a qualche tempo fa potevano considerarsi come “altare della democrazia e della libertà”. Alla dittatura militare e agli stati di polizia dei regimi si sostituisce oggi una modalità più tranquilla ed accettabile di controllo sociale basata sulla tecnologia.

#Tuttoquelloche #nonpuoi dire. C’è più censura di quella che credi

La caduta del Muro di Berlino, il collasso del blocco comunista e l’avvento del World Wide Web, che permette anche alla più flebile voce di essere udita ovunque, il mondo ha vissuto un’età senza paragoni di libertà di espressione. Ma è proprio vero? La censura non è limitata ai casi noti della Grande Muraglia Digitale in Cina o delle iniziative di limitazione del Web in altri paesi totalitari come Iran o Arabia, la censura è molto più vicina di quanto si pensa e affligge quotidianamente la vita dei cittadini delle “grandi democrazie” occidentali che sulla libertà di espressione hanno costruito gran parte della propria liturgia politica. C’è più censura di quello che si crede: i grandi provider eliminano, spesso con drastica insensibilità, dal discorso pubblico temi sensibili e gli stati nazionali provano, senza mai veramente riuscirci, a controllare e restringere ciò a cui cittadini possono accedere.

Alcuni link interessanti:

This Photo Was Removed By Instagram. The Owner Writes A Powerful Open Letter In Response

“A rischio l’attuale modello di internet’. Intervista ad Andrea Beccalli (ICANN)”

International Coalition Launches ‘Manila Principles’ to Protect Freedom of Expression Worldwide

#Tuttoquelloche #nonosi raccontare. Anticorruzione tecnologicamente imposta

La corruzione è ampiamente diffusa nella politica, nell’economica e nelle istituzioni e grava sulle risorse nazionali e riduce l’attrattività di un paese. In Italia il problema è particolarmente grave, non solo è chiaramente percepito dall’opinione pubblica, ma ampiamente perseguito dalla magistratura con inchieste e processi. Nonostante questo sembra che gli strumenti di contrasto del fenomeno risultino particolarmente poco efficaci. Infatti mentre l’attività legislativa si concentra sull’introduzione di sempre nuove norme che aggiornano, aggravano o modificano le pene, molto raramente si prende in considerazione azioni che possano rendere meno sicuro ed efficace il processo corruttivo. In altre realtà lo strumento principale adottato per contrastare il fenomeno corruttivo, la malversazione e i crimini propri dei colletti bianchi, non solo in relazione all’ambito pubblico, è il sostegno ai programmi di whistleblowing che hanno mostrato grande efficacia nel favorire l’emersione della conoscenza su condotte di malversazione aziende nonché funzionare effettivamente come deterrente.

Link interessante:

Perché l’Italia non è un paese per whistleblower

Whistleblowing Field Reports:

Iniziative transnazionali

Focus: WildLeaks

Iniziative nazionali

Focus: Allerta Anticorruzione

Focus: LeaksCapitale vs MafiaCapitale

Focus: The Anonymous Big Brother Award

Programma:

09:30 Apertura dei lavori – Diego Sabatinelli, discorso di saluto e introduzione

Roberto Galoppini, “Quello che non puoi vedere: Internet delle Cose Cattive. La tua TV sa di te più di quanto tu sappia di te stesso”.

Marco Calamari, “Quello che non devi sapere: Tecnologia e Ragion di Stato. Il panorama delle attività di controllo tecnologico da parte degli stati nazionali, da WikiLeaks a NSA”.

Arturo Filastò, “Quello che non devi sapere: Tecnologia e Ragion di Stato. La parte peggiore della censura”.

Guido Scorza, “Quello che non vuoi dire: Anticorruzione tecnologicamente imposta. Il ruolo e le possibilità della sentinella civica. Quadro e limitazioni della normativa nazionale”.

Giovanni Pellerano (HERMES), “Whistleblowing: Iniziative transnazionali. Il quadro delle iniziative di Whistleblowing in giro per il mondo: PubLeaks, AfriLeaks, … ”.

Andrea Crosta (Elephant Action League), “WildLeaks Field Report. La prima piattaforma sicura per la denuncia dei crimini contro la Fauna Selvatica e le Foreste”.

Cecilia Anesi (IRPI), Whistleblowing, “Iniziative nazionali. Il quadro delle iniziative di whistleblowing in Italia ”.

Enrico Gallina (Transparency International), “ALAC. Il sito Allerta Anti Corruzione di Trasparency International”.

Diego Sabatinelli, “LeaksCapitale vs Mafia Capitale. Presentazione di un leak site sulla situazione romana”.

Marco Calamari, “Big Brother Award. Segnala il tuo Grande Fratello più detestato, anonimamente con GlobaLeaks”.

Chiusura lavori 13.30

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