Contratto decentrato: USB occupazione dip. risorse umane

Non mollano mai le educatrici e le insegnanti USB, il contratto decentrato così come è stato partorito è un’ingiustizia! Occupazione ad oltranza dipartimento risorse umane.

L’USB, il sindacato di base RSU che non è stato ammesso all’ultimo tavolo dove altri sindacati, escluso DICAP SULPL, hanno firmato la sospensione per un mese del contratto decentrato, oggi stanno occupando il dipartimento risorse umane per contrastare la decisione del sindaco di portare avanti il nuovo contratto decentrato. Per noi risponde Jessica Amadei, delegata USB.

 La prima considerazione che mi viene da fare al pensiero di queste ragazze è “non mollano mai!”, gliene stanno facendo passare di tutti i colori e loro sono sempre più compatte e agguerrite.

Domanda: Jessica, come è nata l’occupazione di oggi?

occupazione 2“Non molliamo mai nonostante il settore educativo-scolastico sia sempre il più colpito, soprattutto da questa Amministrazione. La scelta di oggi è nata dalla necessità di concretizzare le azioni messe in campo nei giorni scorsi presidiando i tavoli di trattativa, negli stessi abbiamo potuto notare quanto l’amministrazione sia decisa a portare avanti la delibera di modifica del contratto decentrato (l’atto firmato unilateralmente dal sindaco senza l’accordo sindacale), nonostante il disaccordo dei sindacati, delle lavoratrici e dei genitori che stanno sostenendo le nostre azioni di protesta.”

Chi è presente oltre a voi insegnanti ed educatrici?

Oltre a noi come sempre è presente USB, Daniela Pitti RSU di USB , le delgate di USB, le colleghe di ruolo, le precarie storiche e soprattutto le colleghe di 4 fascia della scuola dell’infanzia e 3 fascia del nido. Siamo presenti tutte, poiché il nuovo contratto decentrato toccherà tutti, senza esclusioni. La parte Amministrativa è rappresentata dall’assessore Alessandra Cattoi.

Qualche giorno fa io, nel pieno di un reflusso da disgusto accentuato dalle recenti faccende mafioso/romane, ho dichiarato che non riesco più a riconoscere autorevolezza a questa Amministrazione, a chi rivolgete la vostra protesta?

 La nostra protesta è rivolta all’Amministrazione e al sindaco Ignazio Marino artefice con le sue decisioni dello stato di agitazione di tutto il personale capitolino. Credo inoltre di rivolgere sempre a lui e all’Amministrazione questa protesta soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno travolto Roma. I servizi alla prima infanzia del comune di Roma oltre che di grande qualità sono fondamentali per i cittadini, per le lavoratrici e sono lo specchio di una società onesta che decide di investire sul futuro, alla luce dell’inchiesta è d’obbligo occupazione 1dare un segno di volontà a migliorare le cose e il sindaco può farlo solo ritirando il nuovo contratto decentrato.

Non sono le parole che fanno la differenza, ma i fatti. In questo momento più che mai Roma, i cittadini e i lavoratori romani hanno bisogno di vedere realmente un vero e proprio cambio di rotta dalle solite gestioni della cosa pubblica, basta continuare a risparmiare sui servizi fondamentali! Il sindaco non può continuare a portare avanti un tale atto che svilirebbe il servizio portandolo al collasso. Se passasse l’atto unilaterale le c.a 6000 precarie che da anni sostengono il servizio resteranno a casa e tutto il carico di lavoro andrebbe sulle titolari che vedranno aumentare non solo l’orario di lavoro frontale con i bambini (il più alto in Italia) ma anche il rapporto numerico insegnante bambini ed educatrice bambini, a discapito dei bambini, delle lavoratrici e in barba all’attività didattica. Senza dimenticare che  molte colleghe che 15 anni fa hanno fatto il concorso ancora non sono state assunte.

Qui siamo tutte presenti per tutelare l’attività didattica e il servizio oltre che veder riconosciuto il lavoro delle colleghe precarie che da anni svolgono questo lavoro con amore e passione, ma che con questa delibera non solo non verrà riconosciuto, ma le farà restare a casa. Il lavoro da insegnante, da educatrice è un lavoro molto complesso e in Italia poco riconosciuto, ma il nostro lavoro è fondamentale, soprattutto nella prima infanzia.

Faccio un’ultima domanda a Jessica Amadei, delegata USB, che forse aiuterà ancora di più a comprendere l’urgenza che stanno manifestando, se il nuovo contratto venisse messo in pratica, oggi, cosa capiterebbe a voi insegnanti?

Parlando della delibera si fa riferimento al servizio educativo-scolastico con indici di produttività di sistema. vi rendete conto? Ma noi a scuola e nel nido accompagniamo i bambini nel loro sviluppo, osservandoli, incoraggiandoli, utilizzando attività didattiche efficaci per tutti gli apprendimenti, non creiamo prodotti, ma accompagniamo i bambini nel loro sviluppo. Con noi i bambini apprendono e ognuno di loro ha i propri tempi, non sono macchine, ma futuri scolari, futuri uomini, future donne.. come si può parlare di produttività di sistema in un servizio alla prima infanzia? Ma soprattutto come si può tagliare e fare cassa su un servizio fondamentale come questo? Il sindaco deve ritirare la delibera. Questa la posizione di Usb, la mia e di tutte le insegnanti ed educatrici.

Concludo l’intervista con Jessica proprio quando mi avvisa che la trattativa è conclusa, le chiedo il risultato e lei mi risponde candidamente:

Occupiamo ad oltranza.

Alessandra Cattoi lascia il tavolo, abbastanza stizzita dichiara che lei non ritirerà l’atto. Esce scortata.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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