Espulsioni, Grillo e la distrazione di massa

Loro, Grillo – Casaleggio insieme ad Associati che dovrebbe essere il terzo dell’Uno e Trino, hanno cacciato dal MoVimento due parlamentari!

In circostanze normali l‘hashtag #esticazzi potrebbe vincere il podio della settimana, ma le cose non stanno esattamente così. Per carità, sarà anche importante la cacciata di questo o quel parlamentare già pentastellato che nella vita faceva altro e continuerà a fare altro, gente del tutto sconosciuta proiettata nel Paradiso dei strapagati legislatori italiani grazie ad una legge porcella che prevede anche per loro liste blindate, e poco ci interessa sapere se le primarie grilline siano più o meno attendibili di quelle del PD. Ma la dipartita di questi parlamentari balza agli allori della cronaca come se fosse uno dei maggiori problemi dell’ex Bel Paese. Perché forse rompono gli equilibri della maggioranza di Governo? Che ci sia qualcuno che si proponga al miglior offerente prima della fine della legislatura ci potrebbe stare, più becera è la dipartita per ragioni di denaro, vere o presunte –pecunia non olet-, ma forse il motivo è un altro.

Si parla in tutti i talk, nei TG, nei giornali e nei media in generale di questa cacciata dei parlamentari pentastellati, ma si evita con cura di parlare in modo approfondito, non condito da analisi, di altri due aspetti. Il Giornale titola: “Le tasse sulle famiglie sono cresciute il doppio dei redditi”, e prosegue “tra il 1995 e il 2013 il prelievo fiscale medio sulle famiglie italiane è aumentato del 40,4% mentre i redditi nominali sono cresciuti di appena il 19,1% quello reale è sceso del 19%”. Attenzione, questa notizia è da confrontare con un altra strettamente correlata che ci viene da La Stampa: “Disoccupazione mai così alta nella storia d’Italia, la serie storica dell’Istat si ferma al 1977, ma guardando i dati del collocamento e i vecchi censimenti si scopre che nella crisi del 1929 e nel 1861 il tasso era inferiore”. Anche a un malato grave di demenza verrebbe da fare il classico uno più uno. Se il redditto delle famiglie che rappresenta il welfare all’italiana cala tartassato dalle tasse e la disoccupazione cresce come non mai nella storia del nostro Paese noi siamo praticamente sommersi in qualcosa di spiacevole che inizia con la emme. Ma ecco arrivare provvidenziale l’arma di distrazione delle masse.

Oggi Grillo, domani l’Italicum, dopodomani il Presidente della Repubblica e alla via così. In culo alla Balena Italia, sei tra l’incudine ed il martello: senza art. 18 e senza welfare, senza nemmeno aver tagliato il costo del lavoro e con una riforma della giustizia che fa acqua da tutte le parti, con le banche che non fanno credito, e fanno bene, e un gruppo variopinto di ministre e ministri che di novità hanno solo l’età.

SenzaBarcode Redazione

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