Assemblea Capitolina, “Falsità ideologica”, denuncia M5S

Il M5S ieri in aula ha denunciato la mancanza di democrazia contestando l’approvazione del verbale della seduta consiliare precedente: “cancelliamo dal verbale che l’assemblea capitolina si è adunata in seduta pubblica”

SenzaBarcode ha recentemente intervistato Virginia Raggi proprio in merito all’art. 30 e alla trasparenza in Assemblea Capitolina, qui l’intervista. La trasparenza e la corretta informazione sono un dovere del Campidoglio – e anche SenzaBarcode se né fatto carico – ma un diritto del cittadino.

Sono mesi che ormai i lavori dell’Assemblea Capitolina sono di fatto preclusi ai cittadini che vorrebbero accedere all’aula Giulio Cesare per seguire da vicino le discussioni dei rappresentanti in Campidoglio. Tuttavia dai verbali delle sedute consiliari approvati dai consiglieri stessi risulta che “….l’Assemblea Capitolina è adunata in seduta pubblica”.

Infatti a norma dell’art. 30 del Regolamento del Consiglio Comunale – scaricabile qui: Pubblicità delle sedute – le sedute dell’Assemblea Capitolina sono pubbliche salvo i casi in cui si decida con deliberazione approvata a maggioranza assoluta che queste debbano essere segrete per la tutela della riservatezza di persone, gruppi o imprese.

Cosi ieri i consiglieri del M5S hanno posto una questione pregiudiziale all’approvazione del verbale della seduta consiliare precedente in cui si faceva riferimento alla “seduta pubblica”, chiedendo di cancellare tale riferimento poiché non rispondente alla realtà dei fatti. La consigliera Raggi (M5S) ha richiamato non solo il predetto art. 30 del Regolamento del Consiglio Comunale , ma ha anche richiamato gli articoli del Codice Penale che si riferiscono alla “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”.

Ma l’aula ha pensato bene di approvare il verbale così com’era! Eppure non potrà sfuggire a nessuno che nei giorni in cui è prevista la convocazione dell’Assemblea compaiono, in piazza del Campidoglio, transenne e agenti della Polizia di Roma Capitale a far compagnia a gruppi di cittadini e lavoratori che vorrebbero esercitare il semplice diritto alla partecipazione.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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