Campidoglio, bunker, inciuci e Assemblea Capitolina

Virginia Raggi, Movimento 5 Stelle in Campidoglio, ci aiuta a fare chiarezza sul bunker Aula Giulio Cesare e numero legale in Assemblea Capitolina.

Ricordo un giorno, si parlava di casa di vetro, di commissione trasparenza, di città a misura di cittadino, ricordo quando riecheggiava uno slogan tra i Fori Imperiali, diceva “non è politica, è Roma“, lasciando intendere che tutto sarebbe cambiato, che i romani averebbero trovato finalmente un interlocutore e la possibilità di essere artefici della loro vita e città insieme a lui, il candidato Ignazio marino.

Poi Ignazio Marino ha vinto ed è diventato sindaco e Mirko Coratti è divenuto presidente dell’ Assemblea Capitolina e poco dopo l’Aula Giulio Cesare ha cominciato ad assomigliare ad un bunker, con qualche falla qua e là dato che c’è chi riesce ad occupare e dormire nella bella sala del Carroccio ma almeno là ove il sole punta sugli scranni la protezione è totale ed il fortino inviolabile!

Dovuta questa sarcastica premessa ad una situazione tragica e scandalosa, qui giace il diritto dei cittadini romani di vedere come lavorano i politici che hanno scelto e pure quello di partecipare attivamente alle loro scelte, non solo non è rispettato il regolamento dell’ Assemblea Capitolina, ma la situazione non viene quasi sono prese in considerazione: forse speroan che ce ne dimentichiamo, ma Senzabarcode ama troppo la trasparenza ed è tignoso…

L’articolo n.30 titola “Pubblicità delle sedute“, invito tutti a prenderne visione e riporto il primo punto:

1. Le sedute del Consiglio Comunale – ora Assemblea Capitolina – sono pubbliche salvo i casi in cui il Consiglio medesimo, con deliberazione motivata adottata a maggioranza assoluta, decida di adunarsi in seduta segreta per la tutela della riservatezza di persone, gruppi o imprese.

A memoria questa deliberazione motivata non è stata neppure sollevata o discussa, figuriamoci votata.

Poco Prima di intervistare Virginia il sindaco Ignazio Marino è  stato contestato proprio perché “è scandaloso che non ci facciate entrare! E’ una dittatura” urlava un romano al quale era stato interdetto l’ingresso. Qualcuno si potrebbe difendere dicendo che c’è a disposizione lo streaming delle sedute – mal  funzionante – ma sappiamo che è ben poca cosa rispetto alla trasparenza tanto annunciata. Il gruppo M5S, oltre ad una serie di proteste e proposte – tipo facciamo l’Assemblea in piazza se avete paura che vi distruggano l’Aula questi cittadini cattivi! – hanno scritto al Prefetto, al presidente dell’Aula ed al sindaco, chiedendo che venga ripristinato immediatamente il rispetto dell’articolo 30; stanno attendendo ansiosamente risposta.

Altro punto del regolamento che credo tutti debbano conoscere ed avere chiaro è il n.35 Numero legale nelle sedute di prima convocazione.

Decisamente molto spesso capita di leggere “seconda convocazione” accanto alla data prevista per l’adunanza del Consiglio, molti rispondono “certo, non hanno voglia di lavorare” oppure “che interessa a loro di votare delle mozioni che vanno a favore del cittadino?”. Non è esattamente così, sempre con intelligente sarcasmo Virginia ci spiega che mancare alla prima convocazione è anche strategico “l’Aula per funzionare deve contare la presenza della metà di tutti i consiglieri” il Consiglio è formato da 48 consiglieri quindi l’Assemblea si apre quando, di prima convocazione, c’è la presenza di almeno 24 consiglieri, considerando che la maggioranza è formata da 29 membri sarebbe, teoricamente, facile raggiungerla ma, continua Virginia “per deliberare alcuni provvedimenti forse un po’ critici, la maggioranza manda deserta la prima seduta, in modo tale che non debba più rispettare il quorum di 24” a quel punto scatta la seconda convocazione, quando il quorum è rappresentato da 16 scranni occupati. La consigliera Raggi continua “Non che sia facile raggiungere questo numero!” ironizza “anche oggi sono stati fatti 2 o 3 appelli…. la convocazione si apre alle 16… loro variano da un minimo di 50 ad un massimo di 70/80  minuti accademici”

Esistono molte altre strategie, una ad esempio è l’uso degli interventi in deroga, ossia interventi che durano 45 minuti anziché 10, bene lo spiega la consigliera pentastellata nel video.

Quello che volevo dimostrare – ed in questo credo di aver trovato la persona migliore per farlo – non è l’uso di “trucchetti” politici che stanno in effetti in un “gioco delle parti”, ma l’uso scellerato di questi strumenti: se il fine è l’ottenimento di vantaggio al cittadino e la “battaglia” sta nella targa da apporre a quel provvedimento o quella mozione, giusto “battersi”, ma diventa quasi sadico quando l’interesse è opporsi alle scelte e proposte, se pure corrette, solo in base alla provenienza delle stesse.

Sarebbe interessante se al prossimo Consiglio – ne potete prendere visione qui – tutti armati di regolamento dell’ Assemblea Capitolina, i cittadini romani volessero entrare, senza far baccano, giusto 50/70 persone che vogliono esercitare i loro diritti e doveri!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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