Storia della Musica: il Progressive Rock, la maturazione (1970-75)

Continuiamo il nostro viaggio nella storia del Progressive Rock, analizzando i suoi numerosi sottogeneri: dai classici a Canterbury, fino al Krautrock.

Continua il viaggio di SenzaBarcode attraverso il mondo della musica, e nello specifico, in quello magico del Progressive Rock, dalle origini fino ai giorni nostri, passando per generi, artisti e movimenti culturali. L’inizio degli anni ’70, di fatto, rappresenta il punto di partenza più rappresentativo dell’intero genere: in quegli anni, infatti, prenderanno vita le grandi band appartenenti al genere, divenute nel corso degli anni vere e proprie star della musica mondiale.

I Genesis di Peter Gabriel e Phil Collins, gli Yes e il supergruppo formato dagli Emerson, Lake & Palmer risultano essere gli esponenti del Progressive Rock ad aver avuto maggior seguito commerciale, se si escludono ovviamente i Pink Floyd, seppur tale band non venga spesso inserita a pieno nel genere. Se Van Der Graaf Generator e King Crimson potevano rappresentare una sorta di “iniziazione” del genere sul finire degli anni ’60, dal ’71 al ’73 abbiamo una sorta di maturazione definitiva di quello che possiamo definire Progressive Rock britannico. I Genesis sfornano capolavori come Nursery Cryme (1971), Foxtrot (1972), il pluripremiato Selling England By The Pound (1973) e la magniloquente opera rock The Lamb Lies Down On Broadway (1974), manifesto definitivo del genio di Gabriel; gli Yes e gli ELP sfornano suite eccezionali come Close To The Edge (18 minuti) e Karn Evil 9 (addirittura 30 minuti), il tutto quando altre band notevoli come Camel e Gentle Giant ottengono numerosi consensi, soprattutto in Italia. Il nostro paese accoglie alla grande questa nuova concezione di fare musica, dove la forma canzone comincia a prendere forme sempre più “azzardate” e meno definite, lineamenti più diluiti, il tutto mescolando diversi generi, tra jazz, classica e blues.

Copertina di "In The Land Of Grey and Pink" dei Caravan.
Copertina di “In The Land Of Grey and Pink” dei Caravan.

Il Progressive Rock esplode quindi in Inghilterra, non solo grazie ai suoi principali esponenti: nuove branchie del prog vengono infatti alla luce, soprattutto in quel di Canterbury, piccola cittadina del Regno Unito. Quello che verrà riconosciuto come movimento di Canterbury porterà alla ribalta numerose formazioni in bilico tra jazz e rock: il nucleo principale del genere vedrà come protagonisti i Wilde Flowers, nati nel 1964; nonostante la band non riuscirà a pubblicare alcun album ufficiale l’identità musicale dei suoi membri sembra già definita, tanto che dai membri dei Wilde Flowers nasceranno un elevato numero di formazioni, tra cui Soft Machine, Caravan, GongHatfield and the North e National Health. Tra le caratteristiche peculiari del genere troviamo una forte influenza della musica jazz, con sonorità particolarmente leggere e testi in bilico tra il metafisico e il surreale. Esempi lampanti di tale genere verranno rappresentati dai Gong di Daevid Allen, autori della fantasiosa trilogia di Radio Gnome, e dalle atmosfere bucoliche dei Caravan, oltre che alle raffinate sperimentazioni di gruppi di nicchia come Egg ed Henry Cow.

Iconico simbolo di Kobaïa, pianeta immaginario creato dai Magma.
Iconico simbolo di Kobaïa, pianeta immaginario creato dai Magma.

Ma non c’è solo l’Inghilterra tra le fucine del Progressive Rock: anche gli Stati Uniti vedono l’avvento di gruppi appartenenti al genere, seppur nati con qualche anno di ritardo. I Gyspy rappresentano forse uno tra i primi esempi di Prog band americana, seppur verranno seguiti da band di maggior spicco come Kansas e i canadesi Rush. In Germania, nel frattempo, la “Kosmische Musik” del Krautrock si fa strada sempre più prepotentemente: antagonista della “leggerezza” di Canterbury, la risposta tedesca al Progressive Rock propone atmosfere maggiormente “hard”, tra l’attitudine luciferina degli Amon Düül (I e II) e le sonorità dure di band come Nektar, Birth Control ed Eloy, oltre alle innovative sperimentazioni elettroniche di Faust, Can e Neu!. Anche in Francia comincia a muoversi lentamente qualcosa, con gli eccezionali Magma, autori di un genere identificato successivamente come “Zeuhl”: la band capitanata da Christian Vander proporrà soluzioni estremamente innovative, non solo dal punto di vista musicale, visto che la band racconterà di un mondo immaginario, chiamato Kobaïa, narrando le sue storie in una lingua artificiale, il cosiddetto kobaïano.

Nel prossimo capitolo del nostro viaggio attraverso il Progressive Rock parleremo, invece, di ciò che stava succedendo in Italia e delle principali band prog del nostro paese. Nel frattempo vi proponiamo alcuni tra i capisaldi del genere dal 1970 al 1975, più le solite “scelte dell’autore”, album meno conosciuti che però meritano di essere ascoltati.

I capolavori del Progressive Rock dal 1970 al 1975:

1970, Pink Floyd – Atom Earth Mother
1971, Van Der Graaf Generator – Pawn Hearts
1971, Gentle Giant – Octopus
1971, King Crimson – Islands
1972, Jethro Tull – Thick as a Brick
1972, Yes – Close to the Edge
1972, Focus – Focus 3
1973, Genesis – Selling England by the Pound
1973, Mike Oldfield – Tubular Bells
1973, Emerson, Lake & Palmer – Brain Salad Surgery
1973, Magma – Mëkanïk Dëstruktïẁ Kömmandöh
1974, Camel – Mirage
1974, Robert Wyatt – Rock Bottom
1974, King Crimson – Starless

Gli “editor’s choice”:

1970, High Tide – High Tide
1971, Can – Tago Mago
1971, Comus – First Utterance
1971, Egg – The Polite Force
1971, Gracious! – This is… Gracious!!
1972, Khan – Space Shanty
1972, Nektar – A Tab in the Ocean
1973, Birth Control – Hoodoo Man
1973, Henry Cow – Legend
1974, Gryphon – Red Queen to Gryphon Three
1974, Renaissance  – Turn of the Cards
1975, Triumvirat – Spartacus

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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