Museo Ebraico di Roma Francesca Lombardi e Claudio Crescentini

Al Museo Ebraico di Roma, la conferenza di Francesca Lombardi e Claudio Crescentini nell’ambito  della mostra “Artiste del Novecento, tra visione e identità ebraica”: li abbiamo incontrati tra Amalia Goldmann Besso, Adriana Pincherle e Katy Castellucci

Il Museo Ebraico di Roma – Lungotevere De’ Cenci – via Catalana – ha sede nel complesso monumentale del Tempio Maggiore, frammenti di storia che si respirano tra le sette sale dove stanno in mostra abiti, tessuti, argenti romani del 600 e 700, pergamene miniate, marmi scampati alla distruzione delle Cinque Scole, le cinque sinagoghe del ghetto.

Un tripudio di dettagli quasi impossibili da vedere tutti, difatti una sola visita non può bastare al Museo Ebraico di Roma, nato per conservare le raccolte della Comunità Ebraica di Roma è oggi una tappa fondamentale per conoscere, o almeno approfondire, la storia e la cultura Ebraica.

In quest’ottica si svolge il ciclo di seminari nell’ambito della mostra “Artiste del Novecento, tra visione e identità ebraica” e qui incontriamo Francesca Lombardi e Claudio Crescentini, entrambi ricercatori, la Lombardi si occupa  di temi della cultura figurativa dell’Ottocento e Novecento, con particolare attenzione all’arte italiana fra le due guerre e alla produzione artistica femminile, ci parla di Amalia Goldman Besso “non convenzionale e non omologabile donna e pittrice (1856-1929) mentre Crescentini, si è dedicato all’approfondimento delle figure di artisti del Novecento tra cui Giorgio De Chirico, ci illustra altre due donne dalle caratteristiche e tratti straordinari: Adriana Pincherle e Katy Castellucci.

Dice Francesca Lombardi ” per me Amalia Besso è stata una scoperta, di lei non si sapeva nulla se non qualche quadro. Ricostruendo il suo percorso è venuto fuori il ritratto d una donna non omologata, nel senso che per i primi del Novecento, scegliere di fare la pittrice, dopo la morte del marito iniziare a viaggiare, andare in giro da sola, andare per la campagna a dipingere e impegnarsi in prima persona in politica erano scelte assolutamente coraggiosissime. In questo probabilmente una certa inquietudine e curiosità intellettuale, forse legata anche alla sua ebraicità ha contato.

Claudio Crescentini parla di Andriana Pincherle e ci racconta che di se stessa disse ‘sono relegata nel mio cervello’, gli chiedo di approfondire questa frase “Ad un certo punto, quando entra nella resistenza per cui per un periodo non dipinge o dipingerà molto meno, ha detto di essere relegata nel suo cervello perché solo lì continuava a dipingere. In quel momento, durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, era importante resistere, perciò fare attività politica, azione politica e anche militare, diciamo esterna al mondo dell’arte e della cultura, anche se non era sola perché molti artisti hanno seguito il suo esempio”. Katy Castellucci, ma non era certo la sola, ha dipinto molti autoritratti, chiedo a Crescentini se questo è, per gli artisti, semplice narcisismo o più profondamente cercano di trasmetterci loro sensazioni e magari disagi con il loro linguaggio, la pittura appunto ” una  dose di narcisismo probabilmente c’era, però per quanto riguarda la Castellucci lei lavorava sull’immagine e in quel momento l’immagine era se stessa, perciò se stessa allo specchio perché è un doppio, allora anche il fatto di essere legata concettualmente al realismo magico di Bontempelli, intellettualmente agli scritti e al Teatro di Luigi Pirandello dove il doppio, doppio meccanico diciamo, è molto utilizzato; ecco potrebbe essere un mix di tutte e due le cose”

L’intervista continua entrando anche nel particolare della cultura Ebraica ai giorni nostri. A seguire il Museo Ebraico di Roma ha offerto ai suo ospiti una deliziosa degustazione Kasher.

Il prossimo appuntamento è per martedì 30 settembre, presso il Chiostro Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale con Silvia Berti, Serena De Dominicis e Giulia Mafai, dalle 18 con la visita alla mostra, alle 18.30 conferenza e alle 19.45 degustazione Kasher. Ingresso fino ad esaurimento posti disponibili, previo acquisto del biglietto di ingresso al museo, secondo tipologia.

Il Museo Ebraico di Roma è un gioiello da non perdere! Francesca Lombardi e Claudio Crescentini si sono resi disponibile a rispondere ad altre domande, a fine video trovate le loro email.

Un ringraziamento particolare al Museo Ebraico di Roma e a Olga Melasecchi, Conservazione – Curatrice per l’ospitalità.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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