Roma TPL, no al diritto di parola e allo stipendio. Serve altro?

Un contratto di solidarietà, stipendi sempre in ritardo, ambiente di lavoro difficile e pericoloso, adesso se parlano dei lori disagi vengono sospesi. Cosa devono ancora aspettarsi i dipendenti Roma TPL?

Una volta a settimana devono subire un’angheria e sempre più l’omertà su Roma TPL lascia i dipendenti soli e amareggiati. Infatti la trasmissione Presa Diretta che si era occupata della loro situazione domenica 21 settembre poteva avere un solo risultato: il putiferio. Ma oggi, mercoledì 24 settembre si è andati molto oltre, i delegati sindacali dell’USB Ilario Ilari e Valentino Tomasone sono stati sospesi dal servizio in via cautelativa dalla loro azienda, la Trotta Bus Service. In questi minuti una delegazione USB – Unione Sindacale di Base – ha occupato la sede dell’Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma, dato che la Trotta è una delle società facenti parte del Consorzio Roma Tpl, che gestisce in appalto quasi il 30% del servizio bus nella Capitale.

In una nota dell’ USB Walter Sforzini dichiara “Nelle lettere inviate ai lavoratori si contesta la loro presenza in trasmissione senza alcuna autorizzazione da parte aziendale e l’aver rilasciato al giornalista inviato ‘dichiarazioni inerenti il parco automezzi aziendale circolante e la relativa manutenzione delle vetture altamente lesive dell’immagine dell’azienda. Crediamo che le immagini trasmesse parlino chiaro, i lavoratori non hanno rilasciato nessuna dichiarazione diversa da ciò che proprio le immagini hanno mostrato, ovvero una vettura guasta al capolinea, proprio durante l’intervento di un meccanico; un autobus che ad ogni inserimento di marcia scaricava l’aria dei servizi automezzo e rischiava di bloccare la vettura. La sospensione dei nostri delegati, che potrebbe preludere al loro licenziamento, appare come un’azione di ritorsione nei confronti della nostra organizzazione sindacale, che da anni denuncia questo tipo di mancanze alle istituzioni responsabili del servizio. Alla luce di ciò l’USB chiede l’annullamento immediato delle sanzioni  nei confronti dei delegati e l’attivazione delle necessarie verifiche sulla corretta applicazione del capitolato d’appalto con il Consorzio Roma Tpl”, conclude Sforzini.

Che USB non stia rendendo la vita facile è vero ma non ha mai fatto nulla a caso: per il contratto di solidarietà, ad esempio, è stata l’unica sigla ad opporsi, dimostrando poi che l’esigenza di quel contratto in effetti non esisteva e sabato 20 settembre è stato consegnato un esposto alla Procura della Repubblica, per segnalare una serie di irregolarità sull’appalto del servizio di trasporto pubblico locale affidato dal Comune alla Roma TPL Scarl.

Abbiamo parlato dei ritardi nell’erogazione degli stipendi che hanno creato disagi  malesseri in Roma TPL e tutte le consorziate, adesso quelle che vengono definite “revisioni rete bus” ma che hanno tanto il sapore di tagli, stanno creando altri disagi e problemi ai cittadini e, ancora, ai lavoratori Roma TPL che sembra non smettano mai di pagare le incapacità di un’Amministrazione che si fa sempre più lontana ed incomprensibile.

Mentre si stanno preparando per il grande sciopero del 1 ottobre, proclamato sempre da USB per una serie di motivi evidenti, tra qui appunto il mancato rispetto del pagamento degli stipendi, della turnazione, il mancato rispetto del versamento dei fondi pensione integrativi e, tra le altre cose, pure la mancanza dei servizi igenici ai capolinea, si va a sommare, la sospensione dei sindacalisti  Ilario Ilari e Valentino Tomasone. Anche Presa Diretta si è schierata dalla parte dei dipendenti lanciando un ashtag #iostoconilarioevalentino.

SenzaBarcode da tempo si è schierato dalla parte dell’USB e dei dipendenti di Roma Tpl Scarl e oggi si unisce a Presa diretta ed è con la delegazione che in queste ore sta occupando l’Assessorato Alla Mobilità Del Comune Di Roma. Questa è una “brutta faccenda” che rischia di protrarsi ancora a lungo, all’orizzonte non si vede nulla di buono, i dipendenti sono esasperati, i cittadini fruitori del servizio che si trovano a vivere disagi che a loro volta si ripercuotono sulla qualità della loro vita, sono esasperati. Cosa altro dovremo sopportare? Che altro dovranno scontare i dipendenti di Roma TPL?

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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