Daniza, l’orsa che non doveva morire

Daniza, orsa di origine slovena importata nel trentino, muore dopo essere stata narcotizzata. Circostanze ancora da chiarire, ma esplode la protesta.

La morte dell’orsa Daniza fa il giro del web e infiamma gli animi. Circostanze poco chiare, polemiche, dichiarazioni da parte delle maggiori associazioni ambientaliste che condannano l’accaduto: Irriducibili Toscani, Lav, Oipa, Collettivo Antispecista Latina, Associazione Diritti Animali Pomezia, Grider e Animalisti Italiani Onlus. Ufficialmente denunciati il Ministro dell’Ambiente Galletti e il Presidente della provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. Lunedì si prepara un sit-in di fronte il palazzo del Ministero. Anche i partiti politici dicono la loro e chiedono un’interrogazione parlamentare. In prima linea SEL: «Le modalità che hanno portato alla morte dell’orsa Daniza presentano molte ombre, per questo vogliamo sapere dal ministro dell’Ambiente se sia stato sufficientemente informato sull’iter della vicenda e quali iniziative abbia avviato autonomamente: è vero che abbia dato l’autorizzazione per la cattura dell’orsa Daniza e su quali presupposti?».

Ma chi voleva la sua morte? e perché? L’orsa Daniza era l’immagine di copertina, fotografata in val d’Algone nel maggio 2013, del Rapporto Orso 2013 che racconta: “il 2013 ha segnato, per la prima volta dalla fine del progetto di reintroduzione attuato per scongiurare la scomparsa dell’orso dal Trentino e dalle Alpi centrali, un’inversione di tendenza nel trend, sinora positivo, della popolazione di orsi. Le motivazioni che possono avere indotto tale fenomeno sono analizzate in questo Rapporto, giunto ormai alla sua settima edizione. Anche se è prematuro trarre delle conclusioni definitive, certo il segnale non è da sottovalutare.” Non sembra dunque che l’orsa Daniza fosse oggetto di scarse attenzioni, né che la sua uccisione fosse premeditata. Del resto un errore di valutazione c’è sicuramente stato e la provincia autonoma di Trento rischia di pagarla cara se i lanci di boicotaggio sul web daranno i risultati che gli indignati auspicano.

Gli obiettivi del progetto Life Ursus sono chiari. Nell’arco di qualche decina di anni “si prevede la costituzione di una popolazione vitale di circa 40-60 orsi adulti, la cui presenza interesserà molto probabilmente anche le province limitrofe”. Questo progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, è stato quello che ha portato all rilascio di 10 orsi (3 maschi e 7 femmine), nucleo originale della popolazione attuale.

In attesa di comprendere realmente cosa sia successo, individuare le responsabilità e chiarire il perché l’orsa Daniza non sia sopravvissuta alla narcosi, se la sua morte servirà a elaborare e migliorare le strategie di convivenza uomo-ambiente non sarà morta invano. E se gli obiettivi del progetto Life Ursus non combaciano con il volere di alcuni che vivono nel territorio, una riflessione sul tema è più che mai urgente.

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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