Movimento Polizia Locale: Alla nostra salute chi ci pensa?

Intervista a Roberto Pardo Funzionario della Polizia Locale di Roma Capitale e sindacalista: della nostra salute non importa a nessuno. Dati spaventosi malattie respiratorie. Messaggio al Comandante Raffaele Clemente.

Se c’è la salute c’è tutto, così recita un vecchio detto popolare. Ma questa volta la salute è messa a rischio con troppa leggerezza  e sul resto che manca – o viene tolto – abbiamo già abbondantemente scritto e discusso. Non c’è pace per gli agenti di Polizia Locale di Roma Capitale, attaccati, bistrattati, derisi e umiliati pure dai tagli salariali – per aggiornarsi sugli ultimi eventi prima della pausa estiva – e poi c’è la sicurezza. Presto anche un approfondimento sulle mancate assicurazioni degli Agenti, su aggressioni e/o incidenti in servizio. Avevamo parlato della tutela della salute degli agenti ma ora, grazie al Movimento Polizia Locale, siamo in grado di fornire aggiornamenti significativi, oltre ad un messaggio rivolto da Roberto Pardo, direttamente al Comandante Raffaele Clemente.

Il Movimento Polizia Locale ha preparato un documento – scaricabile qui: I 5 Bocconi-Truffa – dove nel dettaglio vengono spiegati i “bocconi” che secondo il Movimento sono stati propinati agli Agenti dipendenti di Roma Capitale e sono:

Boccone n. 1. La truffa sui “tagli al salario”. Boccone n. 2. La truffa su “Tutti uniti si vince”. Boccone n. 3. La truffa sul “rimandiamo l’obiettivo sulla tutela della salute perché lo stipendio è più urgente”. Boccone n. 4. “La dequalificazione professionale” e l’ultimo Boccone n. 5. “L’esigenza di seguire le trattative con serenità”. La salute può ancora attendere.

E’ molto chiaro Roberto, per lui la loro lettura è: l’Amministrazione mira a fare cassa ed utilizzare gli Agenti di Polizia Locale come ausiliari del traffico, non interessandosi – anzi omettendo proprio – dei controlli della salute degli Agenti e peggio offrendo un contratto che di fatto premia la “produttività”.

Quindi dobbiamo pensare che per l’Amministrazione guidata da Ignazio Marino, un agente in strada equivale ad un autovelox, non si preoccupa di tutte le altre innumerevoli mansioni? Lo abbiamo visto chiaramente tra maggio e giugno 2014 cosa è successo a Roma quando la Polizia Locale si assentava per Assemblee sindacali o durante il grande sciopero e, purtroppo, non ci è concesso vederlo nelle centinaia di arresti, sequestri, interventi e altro che gli agenti svolgono. Permettetemi una nota di colore, non ho mai ricevuto un comunicato stampa o letto una informativa del Campidoglio che indicasse il numero di sequestri e/o fermi effettuato dalla Locale, quando gli eventi sono clamorosi ci sono titoli di giornale e  foto – per lo più dei vertici – per congratularsi, ma quando vengono aggrediti o insultati dagli abusivi, quando corrono appresso a ladri e ladruncole, quando aiutano una ragazza in difficoltà o quando hanno a che fare con i turisti maleducati che prendono il Gianicolo per una piscina nessuno dice nulla, tutti pronti a puntare il dito sulle piazze o fasce orarie scoperte, senza tener conto che è il Comando a decidere turnazione e posti di lavoro, non i singoli agenti…

Inoltre, non garantire la presenza su strada del personale significa privare la cittadinanza e i turisti – prima avvisati dalle loro ambasciate che Roma è pericolosa e che il  loro portafogli potrebbe svanire facilmente, poi martoriati dalla tassa di soggiorno più alta d’Europa – della sicurezza che gli Agenti forniscono.

In questo quadro c’è un aspetto ancora più drammatico: la salute dei dipendenti. Se Taranto si è ribellata all’ILVA e alle immissioni di diossina mi chiedo, stessa domanda che si pone Roberto Pardo, come mai non vi è stata una vera e propria battaglia da parte dei sindacati? Anche Raffaele Clemente, comandante del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, ammette che vi sono dati allarmanti per quanto riguarda il personale che si ammala di malattie cardiovascolari e alle vie respiratorie, ha ammesso che il DVR – Documento Valutazione Rischi – è obsoleto, a tratti da rivedere “prevede che l’aria a Roma sia pura come quella delle Dolomiti, e che la strada non sia considerata come il nostro posto di lavoro, e che il viabilista sia la figura professionale meno soggetta a rischi (rischio 1), chi lavora in ufficio mediamente a rischio (rischio 3), chi suona nella banda musicale del corpo massimo rischio (rischio 4)” è ovvio che qualcosa non funziona.

Per questo Roberto e presto anche gli altri del Movimento Polizia Locale, sta lavorando indossando una mascherina con filtro anti polveri sottili – certamente non è un oggetto che garantisce la depurazione totale dell’aria che respirano gli agenti per strada per quasi 8 ore al giorno, ed è acquistato a proprie spese – ma è un inizio.

Da non confondere con una protesta, cercano di tutelare  la loro salute perché, almeno per il momento, pare non se ne voglia occupare l’Amministrazione.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: