Recensione: Un errore di gioventù di Elena G. Santoro

Elena Genero Santoro ci regala Un errore di gioventù che insegna agli adulti

 

Un errore di gioventù è la seconda opera di Elena Genero Santoro, edito da 0111 edizioni lo avevamo presentato qualche mese fa e ne rimasi subito stupita. Pensare di riuscire a toccare così tanti – e tali – argomenti restando una lettura comprensibile a tutti e piacevole non era affatto facile. Il lavoro poteva, facilmente, risultare pesante, scollegato e presuntuoso. Invece Elena è riuscita, come per “Perché ne sono innamorata“, a fare trecce di racconti mantenendo un lucido filo conduttore.

Non solo, dal precedente romanzo è cresciuta, si è affinata e perfezionata e Un errore di gioventù diventa un lavoro dai molti risvolti, diversi “usi” e tante riflessioni. Perché tutti possiamo commettere sciocchezze, stronzate, quando siamo ragazzi, giovani e tutti prima o dopo siamo chiamati ad affrontare delle conseguenze che nessuno sa quanto possono essere gravi.

Raccontare della situazione carceraria in Alabama mentre si descrive la vita di una donna nata uomo e un divorzio. Elena ha fatto questo in Un errore di gioventù e ci riporta cresciuti Futura e Patrick che abbiamo imparato ad amare e c’è Manuela e Giovanni. Conosciamo Teresa e Mac. Per descrivere quest libro le parole più indicate sono dell’autrice :

I fatti narrati e i personaggi descritti in questo libro sono frutto di fantasia. Ogni somiglianza con avvenimenti e persone reali è puramente casuale. I luoghi, ove citati e descritti, invece sono reali. Luis Crawford invece non è mai esistito e il suo caso giudiziario non è ispirato ad alcun avvenimento specifico. Tuttavia, dal 2002 al 2010 ho avuto la fortuna e l’onore di diventare amica di penna di Martin “Eddie” Grossman. Il nominativo di Eddie mi è stato fornito dalla persona di riferimento nella Comunità di Sant’Egidio, che da sempre lotta contro la pena di morte. Eddie era un prigioniero nel braccio della morte in Florida e il 16 febbraio 2010 è stato ucciso. Non riesco a scrivere “giustiziato” perché dal mio punto di vista, una parola che ha lo stesso suono di giustizia con la pena capitale non c’entra proprio nulla. 

E’ un libro importante Un errore di gioventù che merita attenzione da parte di adulti che vogliono un buon testo – nel senso di contenuto e forma – e da parte dei più giovani che devono scegliere la propria strada e qui possono trovare molti risvolti a decisioni.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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