Lettera al sindaco Ignazio Marino. Buon giorno, mi chiamo Roma

Una lettera aperta al sindaco Ignazio Marino. Scrive Roma che, con Bilancio e Degrado, ha paura del futuro.

Stamattina, appena mi si sono spenti i lampioni, ho aperto gli occhi – scrive Roma ad Ignazio Marino – e sapevo che sarebbe stata una giornata grigia. Questa primavera non ne vuol sapere di scaldarmi il Tevere ma forse, caro dottore, è meglio che oggi non ci sia il sole. Potrebbe lanciare qualche raggio su Degrado, scaldare tutta la monnezza sparsa per le strade, i graffiti sui muri, i sampietrini distrutti, l’acido sulle pensiline, altro puzzo dai bagni all’aperto improvvisati per strada. Se altro Degrado venisse alla luce sai i turisti come sarebbero infuriati? Mica son tutti pii pellegrini che spendono due lire per i gruppi organizzati…

Ci son pure quelli che presto pagheranno 7 euro a notte per la tassa di soggiorno in un hotel di lusso senza avere nulla in più di oggi, ma con la solita vista sui Fori o Piazza di Spagna e annessi: camion bar che ti rapinano 5 euro per una bottiglietta d’acqua e venditore di pallette comprese. Sai, caro Ignazio Marino, con il tuo amico Bilancio proprio non andiamo d’accordo. Degrado è proprio stufo di star con me, mi vuol lasciare da tempo ma tu ti ostini: i camion bar ti pagheranno 10 volte tanto, ma restano al loro posto. E mica selezionati, non che vengano rivisti per essere “abbinati” a questo o quel monumento patrimonio dell’umanità. No, hai deciso che chi ti pagava 3 euro al giorno, adesso te ne paghi 30, ma lì, ad imbrattarmi, devono restare! E così, Degrado, non fa altro che affondar di più le sue radici in me, Roma, la città più bella e fiera del mondo, che sono le fondamenta della civiltà, io che sono stata la più forte e ricca.

Devo essere onesta con te Ignazio Marino, anche io voglio lasciare Degrado. Per colpa sua tutti i miei figli mi stanno odiando, i romani non sono più fieri di me. Dicono “Roma fa schifo. Roma è perduta. Roma, latrina del mondo” e tanti insulti. Io lupa tra le lupe, culla e madre, io Roma violentata da Bilancio e attanagliata da Degrado. Ieri era il 1 maggio, il giorno del concertone e dei sindacati e tu, Ignazio Marino, che hai fatto? Io lo so, hai scritto su Facebook… l’ho saputo da amici miei che non sono andati in piazza, non hanno visitato musei. Loro sono rimasti a casa perché non avevano un centesimo da spendere, neppure per un gelato ai figli. Ma so cosa hai detto:

L’avevo promesso: niente attese, dobbiamo ricominciare a crescere, il bilancio va approvato entro fine aprile.  E così, ieri, abbiamo approvato il primo vero bilancio previsionale di questa amministrazione. 530mila romani saranno esentati dall’Irpef comunale, 400 nuovi posti in asili e scuole d’infanzia, più di 1000 nuove case popolari, tassa per i camion bar aumentata di 10 volte. La nostra è una manovra basata su efficienza, equità e rilancio, per costruire lo sviluppo della Capitale.

E hai pure messo il link per scaricare il Bilancio! A quel punto sindaco Ignazio Marino mi son tremati tutti i sette colli! Mamma mia come sei bravo, riesci a rigirare le cose sempre in modo perfetto! Come se fosse una scatola di cioccolatini, è tutta acciaccata, son rimasti un paio di bon bon – e credo siano armai imputriditi – e tu riesci a far  la fotografia nell’angolino giusto, trovi la luce e la posizione ideale e tac! chi si ferma alla prima impressione vede un’immagine bella, invitante da acquolina! Sicuro che sei un chirurgo sindaco e non un prestigiatore politico? A Palazzo Madama hanno detto sì, avevano tempo fino al 5 maggio ma tra il ponte e il week end hanno preferito approvare subito; 132 a favore, 71 contrari e 9 astenuti.

Ignazio Marino, ora devo lasciarti che sono le 9 passate e ci sono già venti ambulanti che fan casino a Trevi, 4 incidenti alla Rustica e due incendi alla Magliana – sempre il solito problema di chi da fuoco ai cavi per dividere la plastica dal rame – e poi ci sono pure 400 bambini che tu vuoi far entrare all’asilo, non sanno più dove metterli perché le scuole hanno tutte necessità urgente di manutenzione, crollano a pezzi e tu lo sai, non ci sono maestre e gli asili in gestione hanno dei prezzi troppo alti. Poi guarda lì che disastro: autobus che non passano, treni distrutti e della metropolitana che dire? Come faranno quei 200 genitori ad andare a prendere i bambini a scuola in anticipo? Gli togli i mezzi di  trasporto, gli alzi la tariffa del parcheggio e gli riduci l’orario al nido… e quanti altri disastri che devo sopportare ogni giorno. Tu parli di efficienza, equità e rilancio… Parliamo di sicurezza Ignazio Marino? Parliamo degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale che mancano? Oppure del fatto che li umili ogni giorno con le tue mosse geniali? Gli tagli pure lo stipendio e loro per farsi ascoltare sono costretti a lasciare che io, Roma e tutti i romani, ce la caviamo da soli.

Ma lo sai che loro, molto più di te, ci stanno male a vedere le loro piazze, le nostre vie e strade, violentate dai venditori abusivi, dai farabutti e dai ladri? Lo sai che vorrebbero anche intervenire più di quel che fanno? Lo sai che quando uno di loro viene ferito se ne fa poco delle tue congratulazioni ma vorrebbe tutela? Sai Ignazio, qualche giorno fa mi sono fermata a guardare il mio fontanone, era l’alba del giorno dopo la canonizzazione. Quante monetine che han tolto dalla vasca! Tutte alla Caritas e son pure contenta, ma sai cosa era bello veramente Marì? Tutta la bella fontana libera, coi turisti che stavano lontani a guardarla. L’emiciclo era chiuso e nessuno che s’arrampicava sul quel patrimonio incalcolabile.

Ma che ti costa Ignazio Marino avere un pochino di cura per gli amori miei, i romani e pure i turisti, il Bilancio mica s’offende se usi tre transenne e proteggi la fontana. Vedi, è solo un piccolo esempio, Ma se ti applichi mandi via Degrado, sistemi sto benedetto Bilancio e riconsegni Roma a chi la ama veramente!

Poi magari tu, Ignazio mio, torni a fare il senatore – se ancora ci sarà un Senato – perché devo svelarti una cosa: ma tu, Ignazio Marino, lo sai che Roma ride di te quando vai a spasso con la bicicletta per l’ennesimo spot elettorale?

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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