Scambio embrioni. I genitori biologici svelati dal DNA - SenzaBarcode

Scambio embrioni. I genitori biologici svelati dal DNA

E’ ufficiale e dimostrato, il Pertini ha commesso un errore ed effettuato uno scambio di embrioni. Il DNA ha svelato i genitori biologici mettendo a tacere i saccenti.

Avevo scritto l’articolo riassuntivo della vicenda – Scambio di embrioni: se è sbagliato e partorisci un figlio non tuo – con un nodo in gola. E’ una brutta storia, di quelle che ti obbligano a chiederti “e io cosa farei?” e che per altri versi ha svelato – se ne avevamo bisogno – altri volti di sciacalli a caccia di tragedie per guadagnare qualcosa – denaro, riconoscimento mediatico  – e i saccenti che hanno condannato e giudicato i fatti senza sapere un accidenti. Perché fino a che non si possiedono le prove non si può dare nulla per certo.

Io le avevo chiamate Monica – la donna in attesa dei gemelli biologicamente non suoi – e Silvia – la donna che ha sporto denuncia alla  Procura, il suo impianto invece non ha funzionato – e i loro nomi, ed identità, spero restino sempre tutelate, ma immagino che presto non sarà più così.  Molti giornali –  per l’appunto quelli che considero meno prestigiosi – hanno speso litri d’inchiostro condannando senza dubbio il Pertini, oggi sappiamo che è stato li l’errore, ma non era accertato fino al 17 aprile. Altra notizia spacciata per vera oltre ogni ragionevole dubbio, era che Silvia fosse la madre biologica. Ho trovato ignobile questo comportamento, l’informazione, oltre ad essere falsa, era una semplice – per quanto plausibile – ipotesi basata su un dubbio, per quanto legittimo, ma senza prove.

Il DNA ha dimostrato che i genitori biologici sono alti, una coppia che il 4 dicembre 2013 era al Pertini, le due donne hanno un cognome simile; un momento di distrazione, un errore elettronico, una fatalità … qualcosa non ha funzionato ed è successo l’irreparabile.

Il test del DNA è stato effettuato su 5 coppie, oltre a quella che aspetta i gemelli, anche altre 4 che hanno seguito i trattamenti dal 4 al 6 dicembre 2013. Il processo avviene in tre fasi: prelievo della cellula, inseminazione e impianto; Silvia ha effettuato il prelievo il 2 e impianto il famoso 4 dicembre. Monica ha eseguito il prelievo il 4 e impianto dopo due giorni, il 6 dicembre. Una commissioni, voluta dal presidente del Lazio Nicola Zingaretti, con il direttore del centro Vitaliano De Salazar e presieduta dal rettore di Tor Vergata, il genetista Giuseppe Novelli, indaga sull’accaduto. Il Pertini esprime solidarietà, alle coppie non mancherà mai assistenza – non ne dubito minimamente – e tutti gli esperti ora smantellano e interpretano – a piacere – la legge 40.

Come dicevo nell’articolo della settimana scorsa, la norma che vietava l’inseminazione eterologa è stata dichiarata illegittima, quindi si può praticare anche in Italia, ma questo caso non rientra nell’eterologa! Le coppie avevano volontà d’impiantare degli embrioni ma i propri, fecondati dai membri della coppia stessa. Neppure si può parlare di “sottrazione di embrione“, non esiste, è una dicitura inesistente in quanto non è previsto neppure l’errore. La legge dichiara in sostanza che i figli sono di chi li partorisce. E su questo non vi può essere discussione.

Il giudice costituzionale Ferdinando Santosuosso ha dichiarato :

La situazione è di una gravità tale che potrebbero esserci gli estremi per un aborto terapeutico, quindi anche oltre i tre mesi. La donna però ha già fatto sapere che proseguirà la gravidanza ma, se non se la sentisse di tenerli, potrebbe non riconoscere i figli alla nascita, nessuno, infatti, ha l’obbligo di riconoscere un figlio, quindi anche la signora dopo parto, potrà decidere di non farlo. Per il padre il discorso è “in parte diverso”,  ma riterrei immorale e probabilmente anche giuridicamente dubbio, il fatto che un uomo che insieme a una donna ha avviato percorso di fecondazione assistita, pur se con uno sviluppo inatteso, possa scegliere un non riconoscimento. Il profilo penale, comunque, è di fatto inesistente perché per la violazione della legge 40 sono previste sanzioni amministrative.

Giuseppe Novellini, ad all’Adnkronos Salute, dichiara

Abbiamo eseguito i test e identificato i genitori biologici dei feti. Il lavoro della Commissione, che ha presentato anche l’apposita relazione, finisce qui. Ma non ci sono altre coppie coinvolte. Si è trattato di un errore umano, un evento avverso – conclude – in un Centro che adotta protocolli standard e di qualità.

In effetti ora nessuno deve più analizzare, capire, studiare perché le conseguenze sono talmente gravi e devastanti che neppure i più irremovibili dei cattolici che condannano le pratiche tipo fecondazione e aborto, possono proferir parola. Il silenzio e il rispetto devono ora stendersi su questa traumatica vicenda. Da donna non posso far altro che tentare di immedesimarmi in Monica, Silvia o Sonia – nome di fantasia per indicare la seconda mamma incinta di embrioni non suoi – ma mi assale il panico.

Forse è ridicolo ma voglio pensare che un giorno, tra qualche tempo, le due donne si incontreranno, guardandosi negli occhi capiranno che non sono sole e si possono far forza. Solo loro due sanno cosa stanno provando e credo che solo insieme possono superare questo momento, tanto drammatico quanto felice: aspettano i “loro” bambini.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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