DEF: Documento Economia e Finanza. Sforbicia-Italia in arrivo.

DEF: il documento economia e finanza che segnerà le prossime tappe della “svolta buona” di Renzi. Tagli alle tasse e alla spesa pubblica in arrivo.

L’elaborazione del Def, acronimo di Documento Economia e Finanza, è un momento molto importante che individua il piano concreto d’intervento economico del governo. All’interno del Def si inseriscono infatti: il Programma di Stabilità, l’Analisi e tendenze della finanza pubblica e il Programma nazionale di Riforma. Il Def rappresenta una tappa obbligata per tutti gli Stati dell’Unione Europea. Attraverso la presentazione del Def si ufficializza la situazione economica dei paesi membri, si verifica il rispetto degli accordi economici, si analizza la situazione complessiva e si vagliano possibili strategie. Il Def descrive un quadtro economico italiano che registra un +0,8% al Pil e assegna il 2,6% al deficit. Nella bozza del Programma nazionale di riforme si legge:

il Paese si trova in condizioni eccezionali, con un aumento della povertà e della disoccupazione. L’economia italiana ha ora ritrovato un percorso di sviluppo, ma la ripresa è ancora fragile e va consolidata. […] Nei prossimi mesi il Governo intende concentrare tutti gli sforzi in una terapia d’urto che possa impattare sulle determinanti chiave della domanda e della competitività, senza tralasciare la qualità della spesa pubblica, che va ridimensionata e indirizzata verso un migliore e più efficiente utilizzo. Tuttavia è chiaro che gli sforzi che si chiedono al Paese, anche per affrontare gli squilibri macroeconomici, dovranno essere valutati attentamente nelle loro implicazioni e conseguenze solo dopo averli inseriti in un programma generale di riforme più ampio e cadenzato.

Oggi alle 19:30 il governo presenterà in conferenza stampa il Def. Renzi assicura ai giornalisti: “il documento è buono”. Secondo quanto annunciato dal governo entro Pasqua si dovrebbe deliberare circa la riduzione della spesa pubblica e le detrazioni fiscali a favore del lavoro dipendente, il cosidetto sconto Irpef che porterà a un aumento di 80 euro nella busta paga per i redditti bassi (sotto i 25mila euro lordi). In seguiito si dovrebbe sbloccare anche il taglio dell’Irap alle imprese. Il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio ha confermato ieri, intervistato al Tg1:

abbiamo trovato tutte le coperture che vengono soprattutto dalla spesa pubblica e dai settori improduttivi. Le risorse verranno da lì. Allocheremo le risorse sui settori strategici, e taglieremo la spesa dove non è efficiente per fornire buoni servizi a cittadini e imprese.

Lo sgravio fiscale ai redditi bassi ci sarà dunque, ma questo significa trovare 6 miliardi di euro per compensare. Il Consiglio dei Ministri assicura che i tagli riguarderanno solo gli sprechi individuati tramite  il cosiddetto: Sforbicia-Italia, il piano di taglio degli enti. Sotto attacco parecchie strutture come le Ragionerie territoriali, le sedi distaccate dell’Agenzia delle Entrate, le Camere di commercio, le società municipalizzate e soggetti come Aci, Motorizzazioni e Consorzi di bonifica.

 

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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