Eutanasia: Carlo Troilo sospende lo sciopero della fame.

Proposta di legge sull’eutanasia. Napolitano appoggia la discussione parlamentare, l’Associazione Coscioni chiede che si esprimano anche Boldrini e Grasso. Carlo Troilo sospende lo sciopero della fame.

L‘Associazione Luca Coscioni ha presentato lo scorso settembre alla Camera dei Deputati una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare l’eutanasia e il testamento biologico. Ma ancora tutto tace. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera diretta a Troilo ha affermato nei giorni scorsi:

ritengo anch’io che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere ‘un sereno e approfondito confronto di idee’ su questa materia. Richiamerò su tale esigenza, anche attraverso la diffusione di questa mia lettera, l’attenzione del Parlamento.

Ieri, sulla questione eutanasia, Troilo ha reso note le sue dichiarazioni in merito e chiesto che anche il Presidente della Camera Boldrini e il Presidente del Senato Grasso rendano noti i loro pareri. Troilo ha sospeso oggi il suo sciopero della fame iniziato in segno di protesta.

La lettera indirizzatami dal Presidente Napolitano e la larga eco che ha avuto sulla stampa; le molte prese di posizione di deputati e senatori di diverse tendenze politiche, aperte all’idea di un dibattito parlamentare sulla proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca Coscioni; il deposito anche in Senato della nostra proposta di legge: per tutte queste ragioni ritengo di aver raggiunto, almeno per il momento, l’obiettivo che mi ero riproposto. Perciò ho deciso di sospendere lo sciopero della fame iniziato il 18 marzo.

L’Associazione Luca Coscioni non si smobiliterà del tutto e manterrà un presidio a Montecitorio per sollecitare i presidenti del Senato e della Camera.

L’eutanasia volontaria e il testamento biologico sono argomenti spinosi, che si ripropongono spesso solo a causa di vicende di grande rilevanza mediatica. Basta ricordare il caso Welby e la vicenda di Eluana Englaro. Il percorso verso una regolamentazione adeguata dell’eutanasia sembra essere appoggiato largamente dalla popolazione e, in parte, anche dalle forze politiche in parlamento. Quando si parla di testamento biologico si intende la possibilità di scegliere liberamente, nella piena facoltà di intendere e di volere, l’eutanasia nel caso in cui la qualità della vita personale sia permanentemente compromessa. In particolare l’Associazione Coscioni denuncia la violazione costante del diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà. Contrario rimane il mondo cattolico ufficiale, che gioca un ruolo non irrilevante. Carlo Troilo nel suo comunicato risponde anche al prof. Silvio Garattini e al dottor Massimo Gandolfini.

Non posso non concludere rispondendo al prof. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri e firmatario della nostra proposta di legge sulla eutanasia, che oggi su Avvenire, in un articolo a firma di Francesca Lozito, contesta i miei dati su come muoiono negli ospedali i malati terminali. Penso che la nostra disputa (io parlo di “eutanasia clandestina” mentre Garattini preferisce si parli di “desistenza terapeutica”) sia prevalentemente nominalistica e si possa risolvere, o almeno proseguire senza accuse di “maladefe”, solo se ciascuno riconosce le ragioni dell’altro, visto che mai come in questo caso una verità assoluta non esiste e tutti e due “i contendenti” hanno almeno una parte di ragione. Scandalose invece le dichiarazioni del dottor Massimo Gandolfini, neurochirurgo e presidente per la Lombardia dell’Associazione dei medici cattolici. Dopo aver liquidato seccamente le dichiarazioni del Presidente Napolitano (“un appello di cui non c’era bisogno perché sembra riaprire strade eutanasiche”), l’illustre dottore dice che bisogna affrontare il fine vita ricorrendo alle cure palliative e non “sopprimendo la vita del disabile”. Per fortuna, presentandoci (anche il Capo dello Stato?) come continuatori dell’opera del dottor Mengele, il dottor Gandolfini si qualifica (e si squalifica) da solo.

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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