Opg: la lunga marcia di Marco Cavallo contro i nuovi manicomi

Cambia il nome ma non cambia la storia , dai Manicomi, chiusi con la legge Basaglia, agli Opg, la lotta per assicurare cura e  tutela ai tanti cittadini italiani che sopportano da troppo tempo le conseguenze di un disagio mentale, dura da oltre 40 anni, da quando il Cavallo azzurro, simbolo della protesta, irruppe prepotentemente nei cuori di molti.

 clelia

Che cosa significa Opg? Nel linguaggio corrente sono gli Ospedali psichiatrici giudiziari, ma questa breve sigla ha un significato ben più profondo, una realtà devastante che ha generato una vasta crepa nel sistema democratico italiano,  di quelle scabrose e quindi nascoste. L’ Opg è una storia di cui nessuno vuol parlare, è una storia fatta di sofferenza, di disagio, la storia dei dimenticati, dei disadattati, di uomini e donne che la società non sa e non vuole accogliere.

1419 sono i reclusi tra le mura dei vari istituti sparsi per il nostro Paese, tra quelle mura, che formalmente non sono carceri, ma con una forza ben più prorompente sanno negare la libertà, non sulla base di criteri puntuali, in grado di garantire regolarità, certezza nel giudizio. In Opg finiscono i soggetti socialmente pericolosi, ma cosa significa?

è questo l’interrogativo che da lungo tempo si pongono i membri dell’associazione StopOpg, sostenitori di un’iniziativa che ha riscosso un successo imprevedibile  tra il popolo, tra coloro che vivono o conoscono questa realtà. Una carovana di medici, sindacalisti CGIL, parenti e amici accompagnano il lungo viaggio di Marco Cavallo, un vero e proprio monumento in cartapesta, ma sostenuto da un’ impalcatura di idee, desideri, storie, che da più di 40 anni, da quando irruppe dalle mura del manicomio di San Giovanni, è simbolo della lotta agli ospedali psichiatrici.

Perché chiudere gli Opg? Nati per essere un luogo di cura, un’ancora di salvezza, queste strutture non si sono rilevate lo strumento per cui sono state progettate, anzi più che favorire la rinascita dei portatori di disagi mentali, sono invece un luogo dove segregarli, rinchiuderli in piccolo recinto separato dalla società. Colpa di un’errata applicazione della disciplina giuridica, o forse della stessa originaria previsione normativa, gli Opg sono strutture contenitive, connotate dal predominante aspetto tipico di una misura custodiale, molto più simili ad un manicomio che ad un centro di recupero e sostegno.

Dopo la tappa del 20 Novembre a Napoli, al dipartimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli, dove i membri dell’associazione, guidati da Peppe Dell’Acqua, psichiatra dell’equipè di Basaglia, sono stati accolti da un’ampia platea di studenti, docenti e cittadini partenopei, desiderosi di sostenere la protesta del Cavallo, Stopopg è giunto a Roma. Nella Sala Caduti di Nassirya esponenti politici, tra cui Pietro Grasso, presidente del Senato, Valeria Fedeli, Vice Presidente dell’Assemblea di Palazzo Madama, rappresentanti dell’associazione, come Stefano Cecconi della CGIL Nazionale e portavoce del Comitato stopOPG nazionale, hanno a lungo dialogato, posto le basi per accelerare l’inevitabile processo che porterà alla chiusura definitiva di questi istituti.

Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL-FI nella Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenuto all’incontro, assicura che il lento e laborioso processo, che doveva culminare  già il 31 Marzo di quest’anno, sta per giungere al termine, presumibilmente il 1 Aprile 2014

 una delle più profonde ferite che si siano registrate nella storia della nostra democrazia e della stessa nostra civiltà

sarà in parte sanata e la vergogna degli Opg diventerà un doloroso frangente della storia italiana.

Come ricorda D’Ambrosio sia la Corte costituzionale che il Presidente della Repubblica, da lungo tempo, sostengono un intervento del Legislatore, volto ad eliminare

un autentico orrore, indegno di un Paese appena civile

La cavalcata del destriero azzurro ha quindi raggiunto le coscienze di molti, regalando un barlume di speranza a quanti vivono un autentico inferno in terra. Il lungo viaggio  proseguito all’Aquila, dopo Roma, terminerà il 25 Novembre a Milano con la consapevolezza di aver finalmente distrutto la barriera del silenzio introno ad una spinosa vicenda, una piaga, troppo a lungo dimenticata, del nostro Paese, che vantiamo di chiamar garantista, moderno, democratico.

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Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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