Racconto breve. Sarà per Sempre - Parte Seconda.

Racconto breve. Sarà per Sempre – Parte Seconda.

fyukRacconto breve. Sarà per Sempre – Prima parte

“E’ quel momento della vita in cui devo capire cosa voglio. Devo prendere tra le mani il mio futuro e saldamente cominciare a costruirlo, pezzo per pezzo. Ma non è facile. Ogni decisione, anche la più piccola, comporta una serie di domande, di dubbi, che tormentano, fanno paura , mozzano il respiro. Ognuno di noi ci è passato e credo ci passerà sempre. E’ una tappa obbligatoria. Lo so. Eppure dentro muoio. Non vorrei essere fraintesa, io voglio decidere del mio futuro, sto morendo dalla voglia di scoprire cosa diventerò, ma la realtà è lunga e difficile. Ho paura di deludere ma ancora peggio di deludermi. I miei genitori non stanno in alcun modo influenzando la mia scelta. Mi hanno lasciato completa libertà. Ma la domanda che mi tormenta è: E SE LA MIA SCELTA E’ COMPLETAMENTE SBAGLIATA? Un giorno ho promesso a me stessa che dovevo mettercela tutta per cercare di realizzare i miei sogni. E se i miei sogni sono sbagliati?” E senza pensarci due volte gli dissi tutto, proprio tutto.

In quel pomeriggio freddo, davanti alla nostra cioccolata calda, nella mia camera, in quel  mondo solo nostro, una volta ancora gli avevo aperto il mio cuore. Solo e unicamente lui avrebbe capito. Lo sapevo.

” I sogni non sono mai sbagliati. Se hai un sogno ci sarà un perché , ed è tuo compito, nei tuoi confronti, cercare di realizzarlo! La vita è tua. I tuoi genitori ti amano, quindi, qualsiasi decisione tu prenderai, qualsiasi persona tu diventerai, sarai sempre Tu. La loro bambina.  E’ inutile pensare troppo, domandarti ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per questo mondo. Questo mondo è illogico. Quindi, chiudi gli occhi, fai un bel respiro e interrogati nel profondo. Cosa vuoi per te?  Cosa vuoi dalla tua vita? La risposta la sai, l’hai sempre saputa ma hai paura  di ammettere la verità. Quindi: non piangerti addosso e rimboccati le maniche. Abbiamo una maturità da fare tra sei mesi e soprattutto non sarai mai sola. Ci sarò io, qualsiasi decisione tu prenderai “. Con un bacio caldo al sapore di cioccolata, lasciò che i miei tormenti svanissero da soli tra le pieghe delle nostre labbra.

” Voglio solo capire chi sono e cosa voglio. Voglio solo scoprire cosa posso fare e chi potrò diventare. Sai quelle storie di scoprire il mondo cosa ha in serbo per me? Ecco, è quello che voglio capire:” Aveva detto. Era un lunedì. Io ho sempre odiato i lunedì e  quello fu il peggiore inizio settimana di sempre.
E con qualche moina, un ” ritornerò presto”, ” mi mancherai”, ” Certo che ci sentiremo”, lui è partito.
” Fra due mesi sarò ancora tuo” una bugia che mi aveva cullato per quei due mesi. Ma lui sapeva che non sarebbe tornato. Aveva trovato lavoro e aveva comprato una casa in Canada.
” Non so più quando tornerò…” aveva sussurrato piano al telefono, in una notte in cui la pioggia non cessava di scendere.
” Tranquillo, vivi la tua vita. Io sto bene e starò bene.” Un’altra bugia a cui aggrapparsi quando il sonno non sarebbe arrivato e i ricordi avrebbero spezzato il fiato e fatto bagnare il cuscino.
” Sto bene” mi dicevo in quei giorni, che erano diventati settimane e poi mesi. Indossavo un sorriso sperando che potesse contagiare anche il cuore. Riuscivo benissimo a vivere senza di lui: avevo il mio lavoro, la mia casa in affitto, i miei amici con cui condividere ogni cosa e qualche volta anche qualche ragazzo con cui consolarsi, tra baci e carezze che in realtà non avrei mai voluto. Potevo vivere tranquillamente senza di lui. Ma qualcosa, in questo quadro generale, un piccolo dettaglio , mancava. Mancava il mio confidente, il mio compagno. Si era portato via la parte migliore di me, lasciandomi inerme e sola. Era il custode della mia anima. Ma io ero una leonessa e come una leonessa mi sarei leccata le ferite camminando a testa alta, nell’attesa di non aver più voglia di lui.
A volte , però, bisogna lottare contro se stessi per riuscire a stare bene.

‘ Era un semplice gioco di parti: io ero forte, non ti avrei pensato, tu saresti scomparso diventando l’innominabile. Sembrava semplice, anzi lo era anche diventato. Recitavo perfettamente le parti a testa alta, affrontando la vita. Ma quando una persona fa delle scelte del genere, non tiene mai conto della morte. Come un vortice, una tempesta, un uragano, sconvolge tutto e tu devi di nuovo fare i conti con le tue scelte. E’ un percorso naturale e credo che chiunque debba avere una seconda possibilità. Non so se riuscirò mai a superare la morte di mio padre. La sua mancanza ha creato un vuoto che mi accompagna ogni giorno. E’ un dolore che non va via, non si affievolisce. Riesci a conviverci ma non ad accettarlo. Soprattutto se questo dolore arriva all’improvviso, senza neanche un piccolo preavviso, un dubbio, una piccola percezione.Arriva come un fulmine a ciel sereno. Anche se lo sai che il mio cielo non è mai stato limpido.

Era la mia guida, il mio consigliere, il mio insegnante. Era uno degli uomini più importanti della mia vita. Il suo ricordo non svanirà mai, rimarrà sempre qui, vivido, vivo. Ma lui se n’è andato. Non voglio fare la vittima ne chiedere la tua pietà. Ti scrivo solo per dirti che dopo questi tre anni sei ancora tu l’altro uomo più importante, tu che mi hai insegnato ad amare, osare, a giocare con e per la vita. Non ti chiedo di tornare nella mia vita come fidanzato, ti chiedo di tornare come amico, il mio migliore amico. Perché ho perso mio padre e non voglio perdere anche te per sempre. Mi manchi e credo che chiunque abbia diritto a una seconda possibilità.’
Inviata. Una mail in cui ho racchiuso, una volta ancora, tutto quello che provo e l’ho dedicato a lui. Spengo il computer e cerco di dormire. Forse non la leggera mai, o non mi risponderà. Ma finché è vivo, finché respira su questa terra dovrà sapere quanto sia importante per me.

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