Separazione. Dallo stalking al suicidio

La reazione è frutto indiscutibile di una azione, Vi sono reazioni prevedibili ed altre totalmente incognite. Come si reagisce ad una separazione  è poi tutto un altro discorso! Dal menefreghismo allo stalking ai danni della/del ex, dall’acido per ferire al suicidio.

Separazione. Dallo stalking al suicidio.

Alcuni fatti recenti, a Casera è morto Salvatore V. l’operatore ecologico di 53 anni che nei giorni scorsi si era dato fuoco davanti alla casa della ex moglie. Da due giorni era stato trasferito al Cardarelli di Napoli, reparto grandi ustioni, lottava così tra la vita e la morte, con il 90% del corpo ustionato. Al suo capezzale anche la moglie, 49 anni di Aversa. Alla fine è riuscito a trattenerla a se… Da alcuni mesi lei aveva chiesto la separazione, a questo fatto si erano aggiunti -pare- dei problemi economici legati al lavoro, fatti sta che alle 18 di domenica si è recato in auto al parco Le Colonne di via Coccia a San Clemente, davanti all’abitazione della moglie. A quel punto ha attirato la sua attenzione, certo di essere visto, si è cosparso di benzina, ha fatto fuoco con l’accendino e si è trasformato in torcia umana. Il triste epilogo è avvenuto giovedì 13 giugno. A vedere la terribile scena anche l’innocente figlia dei coniugi.

In Sicilia, un cittadino d’origine albanese di 49 anni, è stato condannato a 4 mesi e 10 giorni di carcere. Le molestie sono cominciate nel 2009, dopo la separazione voluta dalla moglie. Aveva cominciato a tempestarla di telefonate, poi a presentarsi sotto casa dove abitano anche le figlie minorenni. Tra le cause della separazione il trasferimento di lui, in Sicilia per lavoro mentre, moglie e figlie erano rimaste in  Bassa Friulana. Lui l’avrebbe minacciata, seguita e pedinata perché voleva obbligatoriamente che si trasferissero a Barcellona Pozzo di Gotto. Velocemente è poi passato alla sottrazione dei documenti, e poi aggressione verbale e fisica.

Roma, amore finito, logoratosi dalla gelosia e inevitabile separazione. Ma lei non ci sta. Lui è un infermiere di 32 anni che già era ricorso alle forze dell’ordine e aveva denunciato diverse molestie subite dalla ex, si trovava a Tor Pignattara, alla fermata del trenino Roma-Ostia, insieme ad una sua collega quando, improvvisamente, un uomo gli tira in faccia dell’acido muriatico contenuto in una bottiglia. Prende lui in pieno viso e la collega all’avambraccio. L’aggressore è stato mandato dalla ex, il processo è in corso.

A Roma accadde lo stesso nel dicembre scorso. Lei, la vittima della separazione, lui e l’altra; lei si presenta a volto coperto e acido nella bottiglia per sfigurarli e mazzetta da muratore per finirli. Tentativi falliti.

Centinaia i casi ogni anno e la violenza è in aumento senza fare distinzione di genere, stalking donna o uomo, tutti  incapaci di gestire la separazione.

Luis Rojas Marcos, psichiatra e ricercatore dice che:

Ogni storia d’amore è diversa: l’inizio è unico, lo sviluppo originale e il finale imprevedibile. A volte l’unione della coppia si indebolisce e nascono conflitti che erodono l’amore e portano al risentimento, l’infedeltà e la separazione. La rottura della coppia comprende molti degli elementi di una tragedia, ma gran parte delle sofferenze che provoca non è un sintomo di malattia, ma un segnale sano di sopravvivenza, crescita e sfida contro la disperazione, il cinismo, l’apatia e il fatalismo umani.

L’istituto Canadese di Statistica, dopo una ricerca, dichiara che si deprimono molto più gli uomini delle donne e che i periodi di depressione sono più lunghi nel maschio. Parrebbe anche che siano le donne a fare il primo passo, con la richiesta di separazione, ma poi gli uomini a chiedere il divorzio … è tutta questione di prendere coscienza della situazione?

Un altro dato che fa riflettere non è consegnato dall’istat ma dal quotidiano: una donna, appena avuta la separazione va dal parrucchiere e cambia acconciatura, taglio e colore, perde quei 5/6 chili di troppo e va in vacanza con le amiche; un uomo smette di farsi la barba e rende la macchina una discarica … Sana ironia per stemperare notizie tragiche? Concessa!

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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