E’ arrivato a Roma intorno alle 6 di questa tiepida mattinata romana, un viaggio che Valerio Achille Semenzin ci regala per raccontarci delle sue “Donne in viaggio” questa sera alla nota Libreria e caffè letterario Mangiaparole di Via Manlio Capitolino 7/9.

Valerio Achille Semenzin

La prefazione, di Maria Lidia Petrulli, ha nel suo cuore la descrizione che meglio fa “assaporare” l’antologia

Valerio Achille Semenzin, che ha già pubblicato diversi lavori con la casa editrice Montag, ha raccolto in questa antologia le storie di sette personaggi femminili di età differenti, dall’adolescenza sino a un’età più matura, cogliendone brillantemente le incertezze, le paure, le difficoltà incontrate a scuola, in famiglia o nel lavoro, persone comuni che incrociamo tutti i giorni per strada senza mai accorgerci della loro esistenza che trascorre in sordina, ai margini delle luci della ribalta: sta a Valerio il merito di averle riportate alla luce, esponendole all’attenzione di chi preferisce negare l’esistenza di questa parte così poco “trend” della realtà.

… Questo il mondo che Valerio Achille Semenzin ci regala coi suoi racconti, un mondo fresco di quotidianità che non ha bisogno di grandi parole, è il nostro mondo intravisto da un punto di vista originale ma comprensibile, condivisibile, vicino, un mondo dove gli eroi sono coloro che hanno il coraggio di vivere l’apparente banalità della società in cui viviamo. Uno spaccato del nostro vivere, quindi, quel vivere che non è esattamente quel che i mass media ci propongono.

Conosco personalmente Valerio Achille Semenzin, tanto per sapere che Maria Pia Petrulli ha detto il vero: Valerio è una persona eccezionalmente coraggiosa e vera! Non amo il termine “semplice”, troppo spesso viene confuso con la parola “banale” e nulla di più lontano sta da Valerio e dai suoi libri.

Io credo che le parole giuste per Valerio Achille Semenzin siano “pulito“: d’animo e di pensiero; “schietto” nella sua scrittura e nei suoidonne in viaggio impegni sociale, “limpido” nelle idee, “fresco” nel suo “incontrollabile entusiasmo” che lui stesso descrive di se! Quasi a doversene giustificare come un bimbo che troppo chiasso sta facendo giocando nell’ufficio del papà…

Questo rievoca in me Valerio, un bimbo grande. Un grande fanciullo e un imprenditore. Un uomo che per nulla s’è fatto “inquinare” dai mondi vagabondi e pretenziosi … che non s’è fatto “incantare dalle scatole vuote”. Un uomo che è riuscito, in delicato “linguaggio da donna” a descrivere il viaggio di 7 donne, completamente diverse tra loro.

Questa sera, a Roma alla libreria Mangiaparole, Valerio Achille Semenzin ci racconterà le sue “Donne in viaggio” ho l’onore di essere io a presentarlo al pubblico romano. Doveroso ricordare che ad accompagnare il racconto dell’ultima sua fatica letteraria, per i tipi di Edizioni Montang, c’è Marta Tempra, col suo  “L’istante tra i due battiti” pubblicato da Arpeggio Libero di Lodi

Chiudo citando Valerio :

Io amo scrivere!!! Io amo emozionarmi!!! Io amo amare!!! Io amo vivere!!!

Per partecipare

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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