Poste Italiane: un nome una garanzia

Divertimento. E’ questa la prima parola che mi salta alla mente quando penso alle Poste Italiane. Perché, se prese nel verso giusto, anche loro sono una garanzia, per passare un esilarante pomeriggio diverso dal solito.

poste italianePartiamo, quindi, dal presupposto che vi siate presi una mezza giornata di ferie, dal lavoro o dallo studio. Decidete, così, di andare a pagare quelle famigerate bollette che stanno lì a guardarvi da almeno un paio di mesi.Vi armate di tutto l’ occorrente: pazienza, un buon libro, un deodorante, il pranzo -anche se sono le 9 di mattina-, il vostro abbonamento, le maledette bollette, e infine le chiavi di casa. Ah, e magari anche i soldi, sennò mica risolvete il motivo principale per cui vi state recando alle poste. Con aria spavalda, prendete tutti i mezzi che vi servono, attraversate tutte le strade che vi separano dalla meta, e vi guardate intorno con aria gongolante.

A0089.  Vi appoggiate con tutta la naturalezza del mondo al muro, ma solo dopo vi rendete conto che è l’uscita di emergenza. Un’ isterica fighetta vi lancia uno sguardo stizzito, e con aria superiore afferma “Comunque ci sono posti per sedersi”. Voi rispondente con un sorriso, sperando che quella sottospecie di cane che ha in borsa decida di segnare il territorio. Lei poggia le due fettine di limone che si ritrova al posto dei glutei, e dopo 3 minuti è in piedi al vostro fianco. Appena arrivati, con aria di gente che ne sa, schiacciate sulla pulsantiera il tasto che vi sembra appropriato a voi ed al vostro bisogno. Vi rendete conto, dopo un secondo, che avete scelto il reparto sbagliato. Ecco, riprovate e ce la fate: avete il numero A0140, mentre allo sportello 3 stanno “servendo” A0088. Benissimo. Decidete, quindi, di sedervi, per leggervi in pace il libro di qui sopra. A fianco avete questa simpatica vecchina che odora di nonna: quel profumo così dolce che dopo due nano secondi decidete di alzarvi, pena il diabete.

A0101. Avete già letto due capitoli di “Alta fedeltà“, ma decidete che è il caso di rileggerli, si sa mai che vi siate perse qualche passaggio. La vostra attenzione è però attratta da questo strano elemento, che si aggira per l’ufficio delle poste smarrito: ha tra le braccia un pacco più grande del suo busto, a stento parla italiano, e prova a compilare il modulo per l’invio. Non gli è chiaro il pezzo in cui parlano di “Valore“.

A0120. Vorresti uscire a fumare una sigaretta, ma non te la senti. Metti che con uno sprint arrivano al tuo numero, e tu non ci sei? Osservi, quindi, un tenero signore col cappello di lana, nonostante la temperatura esterna sia di almeno 20°. Si ostina a ripetere “governo ladro“, vorrei dirgli che oggigiorno non vale più come imprecazione, ma alcune certezze è meglio lasciarle.

A0139. Potrebbe essere tua madre, dal numero di domande che fa in un secondo. Invece no, è una pacifica signora che decide di raccontare la sua vita all’impiegata. Che ascolta di buon grado. Mentre tu, ormai, hai finito il libro, consumato il pranzo, e spruzzato deodorante più o meno su chiunque, cane in borsetta compreso. Ti prepari già le bollette, i soldi, e il tuo miglior sorriso, mentre mentalmente annoti tutto quello che hai visto.

A0140. Sei talmente emozionata che sbagli a dire quello che vuoi, non paghi le bollette ed esci con una PostePay nuova di pacca.

Che fantastica avventura sono le Poste Italiane!

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