Ricette di Pasqua e usanze religiose in Abruzzo prima parte

benedizione uovaLa crisi economica sta ridimensionando le spese delle famiglie italiane e per la Pasqua imminente abbiamo comprato meno colombe, meno uova di cioccolato e dolci industriali, preferendo il fai da te delle ricette casalinghe. Durante le feste già da qualche anno stiamo regalando più marmellate, dolci e liquori fatti in casa, tornando a valorizzare antiche ricette spesso lasciate nel dimenticatoio della frenesia moderna. Con la crisi dunque non tutto è perduto! Se è vero che tendiamo a consumare sempre meno pesce, carne, verdura e frutta, è anche vero che stiamo tornando all’essenzialità. Uno dei fattori positivi è il rapporto di fiducia contratto con i produttori locali e la ricerca del “poco ma buono”, che ci sta portando a re-imparare antichi mestieri: fare la pasta, il pane, i dolci…Si risparmia, si diventa più “autosufficienti” e si  riscoprono sapori dimenticati, nonchè specialità regionali.

Tipico piatto pasquale della regione abruzzese è l’agnello cace i ove (agnello cacio e uova), dove uova sbattute con pecorino e succo di limone si aggiungono a fine cottura in padella intorno ai cosciotti di agnello, rosolati con olio aglio e rosmarino, sfumati con vino bianco e speziati di pepe.

Tipica della tradizione abruzzese è anche la cicoria di campo, che si cucina ripassata in padella o in brodo di carne con ritagli di pollo, aggiungendo poi uova e formaggio sbattuti.  Anche la frittata di asparagi è un piatto cucinato nella settimana di Pasqua, la frittata con la nepetella, un erba selvatica simile alla menta, senza dimenticare poi l’agnello allo scottadito e le costolette impanate fritte….piatti a dir poco succulenti!

Un altra ricetta tipica abruzzese sono i fiadoni, sformati a base di formaggio, dalla forma simile a un raviolo Possono essere sia dolci che salati, spesso vengono mangiati come antipasti la domenica di Pasqua e sono molto sfiziosi, perchè piccoli e leggeri.  L’impasto è formato da uova, vino bianco, farina e olio. Il ripieno è a base di formaggio (di norma Pecorino o ricotta per la versione dolce), speziato con noce moscata, pepe e a L’Aquila anche con lo zafferano.

Passando ai dolci, la pizza di Pasqua, detta anche torta o crescia di Pasqua, è una ricetta tipica del centro Italia.

Nei paesini abruzzesi  l’arte dolciaria mantiene ancora oggi un significato non solo gastronomico, ma anche religioso. Viene benedettacrescia di pasqua durante la settimana santa e la sua forma rotonda e gonfia suggerisce fertilità e abbondanza. L’Abruzzo è una regione fortemente legata alla tradizione e quindi anche ad usanze propiziatorie. Ad esempio il giorno di Pasqua, soprattutto nella Marsica, si usa regalare alle bambine  la pupa, un dolce a forma di donna o la gallina, mentre ai bambini un galletto o un dolce a forma di cavallo, come augurio…

Le nonne abruzzesi sapevano cucinare delicate e gustosissime pizze di Pasquagrandi e profumate, che venivano portate nei forni dalle cuoche su scifelle che ponevano sul capo con disinvoltura. L’andamento era: mani sui fianchi per mantenere l’equilibrio, passo deciso e… scia di intenso profumo per tutto il paese! Case, botteghe, negozi, strade, chiese, cantine, erano intrise di quell’odore particolare di cannella, uova fresche e semi di anice. Gli ingredienti per la Pizza di Pasqua sono dunque uova, latte, zucchero, lievito, strutto, buccia di limone grattugiata, cannella, vanillina, rum e a piacimento uvetta, anice e canditi. La mattina della domenica di Resurrezione accompagna salumi e uova, come da tradizione.

Ricette di Pasqua e usanze religiose in Abruzzo seconda parte

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