L'Aquila mon amour. Tra le macerie della Casa dello studente

Maria viveva a L’Aquila, fra le montagne dell’Appennino. Aveva una stanza in affitto nella Casa dello Studente, non lontano dalla piazza principale terremoto-aquilaOltre che seguire le lezioni di Filosofia in Università lavoricchiava come cameriera in un bar del centro. Col passare del tempo aveva iniziato ad affezionarsi a quelle strade, così come al dialetto locale che le suonava spesso buffo, alle cupole delle innumerevoli chiese, all’odore degli arrosticini. L’Aquila le stava offrendo esperienza, affetti, cultura. Sperava dentro di sé di non andare mai via da quel luogo elegante e intriso di storia, con i portici e i negozietti dal sapore medievale che amava percorrere con calma prima di imboccare il vicolo che la portava in Facoltà. Nel suo paese non c’erano teatri, né cinema, né conservatori, tanto meno caffè letterari. Non le sembrava vero che, seppur non senza sacrifici, avesse la possibilità di vivere in una città tanto grande e altera.

Maria amava le feste di primavera che si tenevano nel Parco del Sole e sul prato della Basilica di S. Maria di Collemaggio, che ospitava le reliquie di Celestino V, l’eremita, “colui che fece il gran rifiuto”.

collemaggio-prima-dopo Quanti ricordi in quegli anni nel Parco del Sole, con la vista sulla città immensa e antica, dove si riunivano gruppi di ragazzi e coppiette per fare picnic, amoreggiare o contare le nuvole immaginandone le forme. Maria aveva passato pomeriggi interi in quei luoghi, a fuggire dai suoi pensieri con le cuffie alle orecchie, assaporando la solitudine…

C’era una scalinata che amava percorrere dalla Basilica a Piazza Duomo, ramificata in strettoie dai nomi suggestivi, come Sdrucciolo dei ciuchi e dei poeti, dalla curvatura pensata per difendere il quartiere dagli assedi in epoca medievale. Ogni volta che passava di lì Maria immaginava battaglie arcane, mantelli e suoni di tromba, sulla stessa terra ma molti secoli prima!

La “terra” le portava alla mente però anche altri pensieri: si susseguivano infatti da diversi mesi scosse sismiche, sempre più intense… Le notizie ufficiali erano però rassicuranti, perché dunque allarmarsi?

Ma la terra continuava a muoversi…

La sera del “giovedì universitario” era un appuntamento fisso per gli studenti residenti e non. Davanti a “Ju Boss” Maria si incontrava con gli amici per bere, fumare, raccontare storie e cantare fino a notte fonda.

“Questa sera offro un giro di shottini a tutti!”

aveva annunciato la sua compagna di stanza Antonella, che compiva gli anni.

“Finiremo come giovedì scorso, ubriache sotto i portici vero?”

“Iammi su, facciamo una cosa tranquilla!  Sta sera ci sono tutti!”

“Ma sì… però io faccio un giro solo!”

“Si, quello che offro io, poi ce ne andiamo”

Quella sera non ci fu un solo giro di shottini per Maria, ma ben 5 e la nottata proseguì tra schiamazzi e risate.

Il venerdì mattina fu tragico, alzarsi senza barcollare dopo il giovedì universitario era sempre arduo! Ma questa volta non era solo l’alcool a darle instabilità, le sembrava infatti che il terreno si muovesse come un’onda sotto i suoi piedi. Tornò a dormire, sperando fosse una sensazione passeggera, ma c’era un gran trambusto per le strade: decine di persone portavano via oggetti e panni dalle case, parlavano ad alta voce, mettevano gli animali in gabbia.

“Marì, cos’è questo casino?”, chiedeva Antonella.

“Molti se ne vanno, altri dormono nelle tende…”

“ Ma come fanno con questo freddo? La Protezione Civile dice che più scosse ci sono, più si scarica energia. Insomma possiamo stare tranquille!”

“Non lo so…non mi fido… Perché non ce ne torniamo a casa?”

“Ma lunedì abbiamo l’esame di Storia! Io resto qui a studiare, se faccio su e giù non combino niente.”

 Maria aveva una paura folle quel giorno. Suo padre l’aveva chiamata più volte per convincerla a ripartire, ma le sembrava inutile fuggire via… Che poteva succedere?

 L’Aquila è sempre stata zona sismica, è normale che ci siano scosse!  – pensava.

 Il sabato le strade erano in subbuglio. Maria preparava l’esame sobbalzando spesso dalla sedia…

Arrivò la domenica, le scosse incalzavano, ma non tutti avevano deciso di lasciare le case quella notte…

H. 3:32 …

TERREMOTI: CROLLO CASA STUDENTE, PER PM RESPONSABILI SOLO 4 DEGLI IMPUTATI

Lunedì mattina non ci fu nessun esame in Facoltà. Maria respirava a stento sotto le macerie… Cercava la mano di Antonella ma non sentiva la sua voce… Tentava di ricordare il perché di quel boato…

Il terremoto… cazzo il terremoto!

Pensava che un giorno si sarebbe laureata e avrebbe fatto una festa indimenticabile, lì nella Casa dello Studente…

Collassata su se stessa…

Il cellulare squillava, era forse suo padre?

Domani farò l’ esame e dopo il turno al bar andrò al Parco del Sole per guardare le nuvole…

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2 pensieri riguardo “L'Aquila mon amour. Tra le macerie della Casa dello studente

  • 10 Aprile 2013 in 14:47
    Permalink

    Solidarietà per tutti gli aquilani ancora senza casa!

  • 10 Aprile 2013 in 14:47
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    Solidarietà per tutti gli aquilani ancora senza casa!

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