Da Piazza San Pietro a Castel Gandolfo. Patti Lateranensi

307323_4497384237365_307327934_nSecondo quanto stabilito dai patti lateranensi le attività di sorveglianza e controllo in Piazza S. Pietro a Roma sono interamente sostenute dallo stato italiano, mentre quelle al’’interno della città Stato del Vaticano sono compito delle guardie svizzere e dalla gendarmeria vaticana. Questo in base all’articolo 21 dei patti Lateranensi del 1929, confermati nel 1984, in cui si legge che: «cura, inoltre, l’Italia che nel suo territorio all’intorno della Città del Vaticano non vengano commessi atti, che comunque possano turbare le adunanze del Conclave».

Secondo alcune voci, peraltro non confermate, sembrerebbe che anche i costi sostenuti per l’elezione del nuovo Papa siano a carico dell’Italia.
Tralasciando questo argomento controverso sappiamo però con sicurezza che per questo evento straordinario lo stato italiano ha schierato 8000 uomini tra polizia, carabinieri, finanza e persino il corpo forestale con relativi mezzi ed equipaggiamenti, naturalmente non si fa riferimento ai servizi di intelligence e dei funzionari negli uffici che coordinano le operazioni.
Ma a questo punto ci si pone una domanda: se il Papa è il rappresentante dell’intera cristianità, perché, almeno questi costi che sono documentati, devono ricadere sulle spalle del popolo italiano e non sostenuti dall’intera comunità cristiana internazionale? E poi, visto che chi scrive è dichiaratamente ateo, perché deve contribuire a sostenere questo evento?

A margine di questa considerazione vorrei aggiungere un altro particolare che mi sembra in contrasto con le più semplici norme della moralità: da Piazza S. Pietro a Castel Gandolfo, la nuova residenza dell’emerito Ratzinger, intercorrono solo 27 Km, considerando che i consumi di un elicottero non si calcolano in Km/h, ma per ore di volo e che per la stessa ora occorrono dai 200 ai 400 litri di carburante più i piloti, la scorta e le auto di servizio!

Ma dove sta l’umiltà di questo ex-papa?

Con dieci euro di benzina si poteva fare, in automobile, lo stesso tragitto, andata e ritorno.

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