Le donne si sono incazzate

Mi sale la rabbia quando leggo, per l’ennesima volta, più volte al giorno, certe affermazioni.  “Le donne non dovrebbero uscire sole”. Scusa?

Ah, ecco perché girano solo cavalli fuori, e l’asfalto è sparito, e tutti parlano in modi desueti: siamo tornati nel 1500! Bastava dirlo, ora mi organizzo subito, mi metto dunque alla ricerca di un fido destriero, e di un gentil compagno che non mi abbandoni, solo se mai dovesse partire per una qualche guerra in un paese lontano, come, ad esempio, l’Austria, mi affiderei alla mia dama di compagnia, per evitare di stare sola.

E mai, dico mai, mi sognerei di poter uscire dopo che il sole è calato. Passerei le mie lunghe serate accompagnata dalla tremula luce di una candela, e attenderei paziente il ritorno del mio amato, senza poterlo sentire né vedere, visto che la tecnologia nemmeno è ipotizzata, e le missive arrivano con molte difficoltà. Rendiamoci conto, sembra che lo sviluppo che c’è stato negli ultimi anni non abbia minimamente sfiorato il lato della coscienza umana.

Non abbiamo coltivato la cultura della sicurezza

Non sappiamo stare tranquilli nemmeno in casa nostra. Siamo terrorizzati da qualunque cosa, anche dalla nostra ombra. Perché? Perché dobbiamo avere paura a camminare in strada nel tardo pomeriggio? Perché dobbiamo essere sempre e comunque alla mercè di “uomini” che non hanno un briciolo di remore a trattare le donne come se fossero animali?   Diamine, sembriamo tanto civilizzati. E poi, ci sono questi elementi. Che quotidianamente terrorizzano, spaventano. Che fanno stare in pensiero i nostri cari, che fanno stare in pensiero noi stesse. Che ci condizionano l’abbigliamento, le uscite serali, la vita. E, oltre al danno, la beffa.

Oltre a regolarti gli appuntamenti in base alle persone che potresti incontrare, c’è pure chi ti dice che sei “l’anello debole”. Mi viene da ridere.

Articolo di “La Fra

Foto di StockSnap da Pixabay

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