Referendum Giustizia Giusta: L'Ergastolo

Referendum Giustizia Giusta: L’Ergastolo

Il quinto quesito del referendum abrogativo giustizia giusta si propone di abolire l’ergastolo.

referendum giustizia

L’ergastolo è disciplinato nel nostro ordinamento dall’articolo 22 del codice penale, il quale recita: “La pena dell’ergastolo è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato all’ergastolo può essere ammesso al lavoro all’aperto.” Abolito in via interpretativa l’obbligo di isolamento notturno, l’ergastolo è destinato a colpire i delinquenti più pericolosi, coloro che con la propria condotta hanno commesso fatti caratterizzati da forte immoralità e netta riprovazione sociale. Ciò che ha sempre diviso, quando si parla di questa pena, è il suo carattere di “perpetuità”. Il principale argomento che i detrattori del carcere a vita hanno sempre addotto è il contrasto con la costituzione, precisamente con il terzo comma dell’articolo 27, secondo cui: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato“. Secondo questa norma ogni pena deve tendere, appunto, alla rieducazione e ciò non si può certamente dire per l’ergastolo, che prevede la reclusione a vita. L’obiezione è stata sollevata persino di fronte alla Corte Costituzionale, che l’ha respinta affermando che sì, il fine rieducativo della pena è un principio fondamentale, ma non è l’unico. Le pene svolgono anche altri compiti, di pari rilevanza sociale, quali la dissuasione dal commettere reati, la prevenzione e la difesa sociale. In un’ottica di bilanciamento fra principi tra loro confliggenti, l’argomento della Corte sembra essere decisivo. Ma la Consulta non si è limitata ad esprimere questo orientamento, affermando che l’ergastolo nella sostanza non risulta essere perpetuo. Esistono, in effetti, diverse norme erosive della pena: il condannato può essere ammesso alla libertà condizionale dopo 26 anni, scontare diminuzioni di pena per buona condotta dell’entità di 45 giorni ogni 6 mesi, permessi premio dopo 10 anni e libertà condizionata dopo 20.

Le argomentazioni della Corte sono sicuramente molto valide, ma c’è un principio che risulta sicuramente leso da queste interpretazioni: la certezza del diritto. Come può considerarsi razionale un ordinamento in cui l’ergastolo esiste, è perpetuo per legge, ma nella pratica non lo è? Come può il condannato avere un minimo di cognizione di ciò che lo aspetterà? Sembrerebbe più logico, in un’ottica di coerenza sistemica, abolire l’ergastolo ed inserire un adeguato sistema di pene detentive a carattere finito. In questo modo non si negherebbe la possibile esistenza di pene perpetue (nel senso di entità maggiori della durata di una vita media), che ben possono scaturire dalla somma di diversi condanne, ma si renderebbe certo il diritto e conoscibili le pene.

Ma i problemi non finiscono qui; esiste un tipo di ergastolo, detto “ostativo“, che sia per legge e sia nei fatti risulta di durata perpetua. Questo tipo di pena punisce i soggetti più pericolosi, come i capi di mafia, negandogli i temperamenti che rendono l’ergastolo classico, nella pratica, finito. L’esistenza dell’ergastolo ostativo è da più parti criticata e bollata come anticostituzionale, perché simile, nell’entità come nei modi di attuazione, ad una pena di morte a vita. Spesso l’unico modo per sottrarsi al carattere “ostativo” di questo tipo di pena è diventare “collaboratori di giustizia”, un ruolo che può rivelarsi molto scomodo a causa delle minacce che questi pentiti ricevono. Minacce spesso seguite dai fatti.

Il quinto quesito del referendum giustizia giusta, promosso dai radicali, si propone di abrogare parzialmente l’articolo 17 e totalmente l’articolo 22 del codice penale, espungendo l’ergastolo dal nostro ordinamento e ripromettendosi così di rendere certo e coerente il nostro diritto penale, al pari di molti paesi europei e non solo.

A questo link è possibile ottenere maggiori informazioni. L’approfondimento continua: quesiti 1e2, quesito 3, quesito 4, quesito 6

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

8 pensieri riguardo “Referendum Giustizia Giusta: L’Ergastolo

  • 2 settembre 2013 in 22:00
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    Quel che dice Riccardo Camilloni è, allo stato attuale, semplicemente impossibile, poichè ai sensi degli artt. 24 e 66 del codice penale, la reclusione inflitta non può essere superiore a 24 anni per ogni singolo reato, e se una persona si è macchiata di più reati non può comunque essere condannato a più di 30 anni di reclusione. Ciò significa che optando per il rito abbreviato ( che concede uno sconto di 1/3 della pena ), uno che nella stessa occasione ha rapinato, stuprato ed ucciso potrebbe essere condannato al massimo alla pena di 20 anni di reclusione ( 30 meno 1/3 ), il che significa che dopo 15-16 anni sarà fuori con i vari benefici della legge Gozzini. Per non parlare del fatto che tutti gli ergastoli già inflitti dovrebbero essere cancellati ( Riina ? Provenzano ? ).Forse sarebbe il caso che chi propone un referendum prima si documenti.

  • 2 settembre 2013 in 22:00
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    Quel che dice Riccardo Camilloni è, allo stato attuale, semplicemente impossibile, poichè ai sensi degli artt. 24 e 66 del codice penale, la reclusione inflitta non può essere superiore a 24 anni per ogni singolo reato, e se una persona si è macchiata di più reati non può comunque essere condannato a più di 30 anni di reclusione. Ciò significa che optando per il rito abbreviato ( che concede uno sconto di 1/3 della pena ), uno che nella stessa occasione ha rapinato, stuprato ed ucciso potrebbe essere condannato al massimo alla pena di 20 anni di reclusione ( 30 meno 1/3 ), il che significa che dopo 15-16 anni sarà fuori con i vari benefici della legge Gozzini. Per non parlare del fatto che tutti gli ergastoli già inflitti dovrebbero essere cancellati ( Riina ? Provenzano ? ).Forse sarebbe il caso che chi propone un referendum prima si documenti.

  • 16 luglio 2013 in 10:31
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    articolo e spiegazione eccellente, ottimo Riccardo!

  • 16 luglio 2013 in 10:31
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    articolo e spiegazione eccellente, ottimo Riccardo!

  • 7 luglio 2013 in 10:47
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    Ciao Raffaella, capisco che la riforma può essere intesa in diverse maniere e se la si guarda dall’ottica sbagliata può risultare, come dici tu, a favore dei delinquenti. Quello che ho cercato di spiegare in quest’articolo è che il fine dell’abolizione dell’ergastolo è prettamente tecnico, atto a rendere certo e coerente il sistema penale italiano. Ciò non toglie che chi si sia macchiato di reati gravi ed immorali come quelli da te elencati debba essere represso con fermezza e ritengo che tramite pene finite ( 40, 50, 60, 70, 80 anni di carcere) si possa ottenere lo stesso risultato. Un sistema incoerente al suo interno, come questo in cui il carcere a vita esiste nei testi di legge, ma non nell’interpretazione, finisce per rendere agevole, per chi sappia destreggiarsi nel mondo dei cavilli, aggirare il diritto e tenere in libertà assassini efferati. E’ per questo che può essere auspicabile un rinnovamento.

  • 7 luglio 2013 in 10:47
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    Ciao Raffaella, capisco che la riforma può essere intesa in diverse maniere e se la si guarda dall’ottica sbagliata può risultare, come dici tu, a favore dei delinquenti. Quello che ho cercato di spiegare in quest’articolo è che il fine dell’abolizione dell’ergastolo è prettamente tecnico, atto a rendere certo e coerente il sistema penale italiano. Ciò non toglie che chi si sia macchiato di reati gravi ed immorali come quelli da te elencati debba essere represso con fermezza e ritengo che tramite pene finite ( 40, 50, 60, 70, 80 anni di carcere) si possa ottenere lo stesso risultato. Un sistema incoerente al suo interno, come questo in cui il carcere a vita esiste nei testi di legge, ma non nell’interpretazione, finisce per rendere agevole, per chi sappia destreggiarsi nel mondo dei cavilli, aggirare il diritto e tenere in libertà assassini efferati. E’ per questo che può essere auspicabile un rinnovamento.

  • 6 luglio 2013 in 21:49
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    Ridimensionare l’ergastolo, affinché diventi una condanna rieducativa e rispettosa dell’essere umano.In particolar modo l’ergastolo “ostativo,nel quale non ci sono speranze di ottenere sconti di pene, di poter uscire per buona condotta e via dicendo.

    I Radicali hanno sempre superato i limiti.Il loro non è essere per la vita,ma contro la vita(vedesi referendum sull’aborto).

    Vorrei dire al ministro Bonino,a Pannella e agli altri promotori dei diritti dei delinquenti che provassero a pensare a: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il giudice Impastato, il giudice Livatino…Aldo Moro!!!…Sì all’ergastolo a vita per coloro che hanno tolto queste vite e impedito che nel nostro Paese ci fossero ancora Uomini di alta dignità, non collusi con la mafia; Loro e tutti gli altri assassinati perché facevano paura ai delinquenti che ancora vivono liberi e diventano padroni di un pezzo sempre nuovo dell’Italia.Dovrebbero avere dei diritti?!!

    Radicali,dove vivete e per quali vite vi battete?!!

    Pensate a donne e ragazzine uccise dalla pazzia di tutti gli ominidi che dovrebbero vedere il Cielo solo dalle sbarre: Yara Gambirasio, Sarah Scazzi, Melania Rea, Roberta Ragusa, Emanuela Orlandi e tutte le donne che ogni giorno vengono violentate, stalkizzate e assassinate!!

    Per chi va riformata la giustizia? Per tutte queste vittime o per i mafiosi e tutti gli autori di femminicidio e aggiungo di pedofilia.

    Voglio protezione per la mia famiglia e per tutti gli italiani che sono stanchi di queste proposte assurde, incivili,contro la società stesse.

    La funzione rieducativa deve essere attuata per chi ha compiuto reati minori o per giovani per i quali viene provato che sono pentiti e che il loro cervello è cambiato.Allora,sì che le comunità,i lavori socialmente utili,il lavoro diurno e il carcere di notte,risultano giustamente attuabili e un gesto di fiducia e di speranza,per coloro che dimostrano che pur avendo sbagliato, vogliono ricominciare una vita normale e dignitosa.

    Radicali!! Volete ribilitare Giovanni Vantaggito, condannato in primo grado all’ergastolo, per aver fatto esplodere una bomba davanti alla scuola Morvillo-Falcone e ucciso Melissa Bassi e ferito molto molto gravemente le sue amiche?!! Ha diritti, Vantaggiato?!

    Questa,secondo voi,significa battersi per i diritti dell’Umanità?

    Vergognatevi!!! Siete voi che siete sempre stati immorali e voltagaggana,come la signora Bonino. Voi,siete anticostituzionali!!

  • 6 luglio 2013 in 21:49
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    Ridimensionare l’ergastolo, affinché diventi una condanna rieducativa e rispettosa dell’essere umano.In particolar modo l’ergastolo “ostativo,nel quale non ci sono speranze di ottenere sconti di pene, di poter uscire per buona condotta e via dicendo.

    I Radicali hanno sempre superato i limiti.Il loro non è essere per la vita,ma contro la vita(vedesi referendum sull’aborto).

    Vorrei dire al ministro Bonino,a Pannella e agli altri promotori dei diritti dei delinquenti che provassero a pensare a: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il giudice Impastato, il giudice Livatino…Aldo Moro!!!…Sì all’ergastolo a vita per coloro che hanno tolto queste vite e impedito che nel nostro Paese ci fossero ancora Uomini di alta dignità, non collusi con la mafia; Loro e tutti gli altri assassinati perché facevano paura ai delinquenti che ancora vivono liberi e diventano padroni di un pezzo sempre nuovo dell’Italia.Dovrebbero avere dei diritti?!!

    Radicali,dove vivete e per quali vite vi battete?!!

    Pensate a donne e ragazzine uccise dalla pazzia di tutti gli ominidi che dovrebbero vedere il Cielo solo dalle sbarre: Yara Gambirasio, Sarah Scazzi, Melania Rea, Roberta Ragusa, Emanuela Orlandi e tutte le donne che ogni giorno vengono violentate, stalkizzate e assassinate!!

    Per chi va riformata la giustizia? Per tutte queste vittime o per i mafiosi e tutti gli autori di femminicidio e aggiungo di pedofilia.

    Voglio protezione per la mia famiglia e per tutti gli italiani che sono stanchi di queste proposte assurde, incivili,contro la società stesse.

    La funzione rieducativa deve essere attuata per chi ha compiuto reati minori o per giovani per i quali viene provato che sono pentiti e che il loro cervello è cambiato.Allora,sì che le comunità,i lavori socialmente utili,il lavoro diurno e il carcere di notte,risultano giustamente attuabili e un gesto di fiducia e di speranza,per coloro che dimostrano che pur avendo sbagliato, vogliono ricominciare una vita normale e dignitosa.

    Radicali!! Volete ribilitare Giovanni Vantaggito, condannato in primo grado all’ergastolo, per aver fatto esplodere una bomba davanti alla scuola Morvillo-Falcone e ucciso Melissa Bassi e ferito molto molto gravemente le sue amiche?!! Ha diritti, Vantaggiato?!

    Questa,secondo voi,significa battersi per i diritti dell’Umanità?

    Vergognatevi!!! Siete voi che siete sempre stati immorali e voltagaggana,come la signora Bonino. Voi,siete anticostituzionali!!

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