Cronaca

Poker texas hold’em, come si gioca? La guida definitiva

Partiamo da una domanda: perché il Texas Hold’em si chiama così? La guida definitiva.

Beh, molto semplicemente perché si riporta come luogo d’origine dell’invenzione di questa variante del poker classico la cittadina di Robstown, nello stato del Texas, negli Stati Uniti. “Hold’em”, invece, significa letteralmente “tienile” nel senso di tenere le carte, non cambiarle, possibilità che invece esiste nel poker tradizionale. Oltre a questo infatti, sono in circolazione diverse varianti del gioco e, consultando una guida dedicata, è possibile scoprire quanti tipi di poker esistono al mondo.

Poker Texas Hold’em, lo svolgimento

Nel Poker Texas Hold’em si gioca con un mazzo di carte francesi da 52 tessere senza i jolly. Ogni fase del gioco ha uno specifico nome e andremo a scoprire qual è. Diversamente dal poker all’italiana non esiste cambio carte, per cui ciascun giocatore dovrà formare il proprio punto incrociando le due carte che ha in mano coperte con le cinque carte scoperte dal mazziere, che saranno ovviamente valide per tutti. Per andare a scoprire le carte comuni sul tavolo ci vorranno quattro turni di gioco.

Il gioco comincia con i due giocatori alla sinistra del mazziere (il dealer), che mettono le prime puntate prima che vengano distribuite le carte

La prima puntata minima si chiama piccolo buio, la seconda, effettuata dal secondo giocatore alla sinistra del mazziere, sarà del doppio e si chiama grande buio. Le puntate seguenti, invece, potranno avvenire dopo ogni carta girata dal dealer. 

Bene, a questo punto dopo questa fase chiamata “pre-flop”, il dealer procede con il “flop”, scartando una carta dal mazzo e scoprendo sul tavolo tre community cards, valide per tutti. Qui parte un secondo giro di puntate dove ogni giocatore può fare check (il gioco va avanti senza puntare nulla), puntare, foldare (abbandonare la mano) o rilanciare. 

La terza fase di gioco si chiama “Turn” e qui si scopre la quarta carta comune a cui segue un altro giro di scommesse. L’ultima fase di gioco si chiama “River” e si rivela l’ultima carta, la quinta. Questa fase viene seguita dall’ultimo giro di puntate

La mano di gioco si chiude con lo showdown dove i giocatori rimasti nella mano di gioco mostrano le loro carte e dichiarano il punto. Il giocatore che possiede il punto più alto vince il piatto. Se invece si verifica una situazione di parità, si divide la posta in parti uguali.

L’All-in nel Poker Texas Hold’em

Una delle mosse più d’effetto del Poker Texas Hold’em è l’all-in, cioè puntare sul piatto tutti i soldi che un giocatore ha in mano e dunque rischiare il tutto per tutto, arrivando fino in fondo alla mano, ovvero fino allo showdown. Vediamo quando è possibile fare all-in e come. Dipende, infatti, chi è che fa all-in, se il giocatore con più fiches al tavolo oppure no. Se più giocatori effettuano un all-in, allora il piatto può essere suddiviso in due o più parti distinte. Diversamente, se un giocatore decide di puntare tutto pur non disponendo della quota necessaria per arrivare all’all-in, si divide il piatto in due quote: il Main Pot e il Side Pot.

Main pot: è il totale delle quote messe sul tavolo, comprese quelle del giocatore in all-in. Alla fine si aggiudica il piatto il giocatore con la mano vincente fra tutti i giocatori.

Side pot: è la parte del piatto che viene giocata tra i partecipanti che hanno coperto la puntata. Qui sono comprese anche le quote non coperte dal giocatore in all-in. Alla fine il side pot viene dato al giocatore con la mano vincente, tranne i giocatori in all-in.

Foto di Andrea Toxiri da Pixabay

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