Cronaca

Benessere dei capelli, made in Italy

La salute mentale e fisica può passare anche dei capelli? Ne parliamo con Stefano Ospitali, AD CRLab.

Stefano Ospitali lo abbiamo incontrato alla presentazione del progetto Onco Hair, lo scorso 6 luglio, al teatro Eliseo alla presenza, tra gli altri, del Ministro Mariastella Gelmini. In quell’occasione è stato illustrato il progetto che ha donato 25 protesi tricologiche ad altrettante pazienti affette da carcinoma mammella. A Disputandum, Ospitali, illustra il metodo CRLab e il già detto progetto, anche degli studi e le ricerche legate al campo del benessere dei capelli.

Parliamo di questa azienda che conta 89 dipendenti diretti, 100 milioni di fatturato, oltre 30 centri su tutto il territorio nazionale. In continua e costante espansione internazionale. La ricerca risulta essere, anche nel caso di CRLab, booster imprescindibile alla quale è dedicato una media del 5% del fatturato di ogni anno. Ricerca, creatività e artigianato made in Italy, fanno di questa azienda una realtà virtuosa.

Produzione e laboratorio di ricerca si trovano esclusivamente a Zola Predosa, Bologna, consolidando il legame con il territorio

Tra i progetti legati al benessere della persona, passando dai capelli, c’è lo studio promosso da Salute Donna ONLUS e condotto presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Qui si evince quanto il sistema di infoltimento naturale dei capelli abbia un impatto concreto sul benessere psicologico delle persone con recidiva di carcinoma alla mammella.

È stato dimostrato anche come l’utilizzo di protesi, piuttosto che di classiche parrucche, contribuisca notevolmente all’immagine percepita del proprio corpo aiutando notevolmente la paziente sotto l’aspetto psicologico.

Ma qual è la differenza tra una protesi è una parrucca? Chi dona i capelli utilizzati da CRLab e come è possiile diventare donatore? A fine pagina l’intervista completa a Stefano Ospitali.

Foto di babak20 da Pixabay

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Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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