I capolavori di David Fincher

David Fincher è un perfezionista, è il moderno maestro del thriller ed è il regista di alcuni fra i migliori film dell’ultimo decennio.

Andrew Garfield, protagonista di The Social Network, ha dichiarato com’è lavorare con Fincher: La sorpresa era la quantità di tempo a nostra disposizione ed in quel momento c’era “l’infamata” di Fincher ossia il fare molti take. Ovviamente, nella tua mente, pensi sarà un inferno come attore ma è stato l’esatto contrario. Specialmente per attori giovani, insicuri come me. Fondamentalmente ti incoraggiava a lasciarti andare e fidarsi di lui.

Fincher, nato nel 1962, inizia la sua carriera alla Industrial Light & Magic, la celebre azienda di effetti speciali di George Lucas, dove si cimenta come assistente agli effetti visivi in grandi film come Il ritorno dello Jedi, La storia infinita e Indiana Jones e il tempio maledetto. Nel 1984 incomincia a dirigere spot televisivi, i più famosi dei quali sono quelli della Nike e Coca-Cola. Dirige  anche alcuni videoclip musicali per Madonna, Sting, The Rolling Stones, Michael Jackson, Aerosmith, George Michael ed altre pop-star.

Il grande esordio dietro la macchina da presa arriva con Alien³ considerato da molti appassionati l’inizio del declino del franchise

Nel 1995 arriva il grande successo con Seven. Il film si colloca nel filone dei thriller dedicati agli omicidi seriali portando una ventata di aria fresca grazie sia ai suoi protagonisti sia ad una sceneggiatura pessimista e tetra come gli ambienti in cui si svolge la vicenda con colpi di scena e cambi di registro che rendono subito la pellicola oggetto di culto in tutto il mondo. Per la pellicola  sono stati molti i volti noti considerati per i ruoli principali ma che hanno rifiutato di prendere parte all’opera: tra di loro troviamo Al Pacino, Robert Duvall e Gene Hackman per il ruolo di Somerset (andato poi a Morgan Freeman), Sylvester Stallone e Denzel Washington per il ruolo del detective Mills (alla fine venne scelte Brad Pitt).

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Nel 1999 esce Fight Club (basato sull’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk). Il film, che offre una visione altamente critica del consumismo e dell’alienazione dell’uomo moderno, è stato inserito nel 2008 al decimo posto nella classifica Lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire. Il film ha ottenuto recensioni piuttosto contrastanti da parte della critica. In particolar modo è stata criticata la violenza presente nel film mentre è stato invece lodato il montaggio del film.

Ha riscosso anche un crescente e sotterraneo successo in home video, fino a diventare un cult movie tra gli appassionati. Dopo Fight Club, Fincher ha pubblicato una lunghissima serie di capolavori (Zodiac, Il curioso caso di Benjamin Button, The Social Network, Millennium, Gone Girl e Mank). Se siete curiosi di scoprire delle curiosità su queste pellicole potete ascoltarmi sul podcast a fondo pagina.

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Giovanni Salomi

Giovanni Salomi è nato a Busto Arsizio il 12 febbraio 2001. Studente al quinto anno presso il Liceo “Daniele Crespi” Scienze Umane. Fin da piccolo appassionato di cinema, ha sempre studiato con interesse tutto ciò che sta davanti e dietro le quinte. Dal 2016, scrive presso il portale “L’Informazione” con la rubrica “Il film del fine settimana”, nella sezione “Conoscere e sapere”, in cui presenta le pellicole del momento. Dal 2017, co-presenta un programma radiofonico, “B-Movie”, insieme a Giovanni Castiglioni, dove approfondisce e discute delle ultime novità nel mondo del cinema. Da svariati anni collabora con i cinema della zona di Busto Arsizio (per un anno ha lavorato presso il Teatro Sociale ed adesso collabora attivamente al cineforum del Cinema Lux)

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