Elisabetta Amalia Eugenia, Sissi

Prendendoci una pausa dall’antica Roma, oggi parleremo di una delle figure femminili che maggiormente hanno catturato la fantasia dei posteri, anche grazie ad una celebre serie di film con la sfortunatissima Romy Schneider, Sissi.

Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, passata alla storia come Sissi (in realtà, come “Sisi”, con una sola S). Elisabetta nasce il 24 dicembre del 1837 a Monaco di Baviera, quarta figlia del duca Massimiliano Giuseppe e della duchessa Ludovica. Si dimostra fin da piccola grande amante della natura, nella quale ama immergersi per intere giornate e cresce in modo mite e tranquillo.

La sua vita è tuttavia destinata a cambiare per sempre il 16 agosto 1853, quando all’età di sedici anni, incontra Francesco Giuseppe, sovrano dell’Impero Austriaco. Benché inizialmente l’Imperatore dovesse sposare la sorella di Elisabetta, Elena, al primo incontro si invaghisce invece della giovane, che sposa nonostante le perplessità della madre, l’arciduchessa Sofia.

I primi anni a corte sono molto duri: Elisabetta è infatti insofferente rispetto al rigidissimo cerimoniale di corte ed entra in contrasto di frequente con la suocera; in compenso, lei e Francesco Giuseppe hanno due figlie, Sofia e Gisella e viaggiano per tutto l’Impero. Tuttavia, la piccola Sofia muore nel 1857, evento che lascia la madre sconvolta. Per fortuna, nonostante una gravidanza molto difficile, nel 1858 nasce Rodolfo, erede al trono, che ricompatta un po’ la coppia. Due anni dopo, tuttavia, l’Austria viene sconfitta nella seconda guerra di indipendenza italiana e la monarchia asburgica rischia il crollo.

Oltre a ciò, voci di infedeltà dell’Imperatore turbano la serenità della coppia e la salute già cagionevole di Elisabetta, che presto parte per i mari del sud, lasciandosi alle spalle l’opprimente corte viennese. Sviluppa inoltre un culto quasi ossessivo della propria bellezza e del proprio aspetto fisico, tanto che qualcuno oggi sostiene soffrisse di anoressia nervosa.

Verso il 1867, tuttavia, l’Imperatrice si riavvicina al marito

al punto da desiderare di avere con lui un nuovo figlio, dopo anni in cui, probabilmente per timore di stare di nuovo male, aveva categoricamente negato ogni rapporto intimo al marito; nello stesso anno, come coronamento di una sua notevole attività diplomatica, Elisabetta viene incoronata assieme al marito regina d’Ungheria, dando vita all’Impero Austro-Ungarico. Nel 1868 nasce Maria Valeria, figlia prediletta di Elisabetta, che insiste per occuparsi di lei, a differenza di quanto fatto con gli altri tre figli. Nel 1872 muore la sua grande rivale, l’arciduchessa Sofia, ma questo non placa l’irrequietezza dell’Imperatrice, che riprende a viaggiare in lungo ed in largo, spesso in incognito.

Se gli anni 70 sono tutto sommato positivi, gli anni 80 sono invece tragici per la nostra amata Sisi. Nel 1886 muore Ludovico II di Baviera, cugino cui è molto affezionato. Il 30 gennaio 1889, poi, il figlio Rodolfo, ad appena trentun’anni, muore suicida assieme all’amante, la baronessa Vetsera, probabilmente da lui uccisa, nella cittadina di Mayerling. L’evento è devastante innanzitutto per la monarchia imperiale, che perde l’erede al trono, ma anche per la coppia imperiale, che vede la sua crisi definitiva. Elisabetta da quel giorno veste sempre e soltanto di nero e riprende a viaggiare, facendo ritorno a Vienna con frequenza sempre minore.

Il 10 settembre 1898, infine, mentre passeggia sul lago di Ginevra con un’amica, Elisabetta viene accoltellata al cuore dall’anarchico italiano Luigi Licheni

e muore, sola e disperata. Finisce così la vita di questa sovrana, di questa donna anticonformista, allergica ad ogni tipo di imposizione e dotata assieme di un carattere incredibilmente volitivo e di un animo fin troppo fragile e sensibile. Oggi viene ricordata in tutta il mondo non solo per la sua bellezza, ma proprio per l’aver sfidato le rigidissime convenzioni della sua epoca, per essersi ribellata ad un mondo del quale, probabilmente, non avrebbe mai voluto fare parte, ma che aveva tollerato per via del marito.

Le sue spoglie mortali riposano peraltro ancora oggi a Vienna, accanto alla tomba del marito ed a quella del figlio Rodolfo. Almeno nella morte, quindi, questa sfortunata famiglia ha trovato la pace e l’unione.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli nasce a Roma nel 1990, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, ha pubblicato due libri, intitolati "Dominio" e "Troiade", quest'ultimo con la collana editoriale SenzaBarcode.

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